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Erika Eramo

La pensosa leggerezza dell’estate

Di Antonio Vistocco


Oggi si apre ufficialmente la bella stagione, perciò avevamo bisogno di una ventata di freschezza ed energia da parte di chi ha una grande urgenza di vita. Abbiamo incontrato una giornalista davvero eclettica, dai mille interessi. Il suo chiodo fisso è lo stile, declinato nelle più colorate sfaccettature. Il mondo della comunicazione non ha segreti per lei: conduttrice, speaker, scrittrice, addetta stampa, organizzatrice eventi…ogni tanto attrice. Insomma vi invitiamo a scoprirne di più perché ci sono degli spunti di riflessioni interessanti ma sempre attraversati da una briosa effervescenza

Come nasce la tua passione per il giornalismo?
Hai utilizzato la parola più bella e vera del mondo. Passione, senza la quale niente ha un senso. Se dovessi definirmi con una parola userei proprio il termine passionale, perché riesco ad occuparmi solo di ciò che mi fa vibrare cervello, cuore e corpo (le tre C che coinvolgono l’Essere). Il giornalismo c’è sempre stato nella mia vita. Va di pari passo con l’amore per la scrittura. Poi si è evoluto, col tempo, anche in altre forme. Da piccola scrivevo ovunque mi trovavo e soprattutto qualsiasi cosa: racconti, poesie, aforismi…La prima poesia risale ai 13 anni. Alle medie ho realizzato sarebbe diventato il mio lavoro. Sapevo che la carta stampata era solo il trampolino di lancio. A 14 dissi al mio professore: “Io mi laureerò in filosofia e prenderò il tesserino da giornalista. Mi vedrai sicuramente a dirigere qualche testata”. Certo non si può dire non avessi le idee chiare.

E la tua “Passione del Calcio”, visto che uno dei giornali di cui sei il Direttore porta questo nome?
Da sempre. Fin da piccola dormivo a letto con la palla. I miei momenti estivi solitari erano io, il pallone e un muro (con buona pace dei vicini, visto che la sfera carambolava sempre nel loro giardino, e dei genitori che ho fatto penare perché non rispettavo l’ora del silenzio condominiale) quando Holly e Benji non rapivano la mia attenzione. A Italia ‘90 vidi giocare Roby Baggio e…fu una folgorazione ed un’identificazione con lui sempre maggiore (per fortuna e purtroppo). Il divin codino è l’esempio perfetto dell’uomo di successo, perché supera costantemente i limiti che la vita gli ha messo davanti.

Che intendi dire con “purtroppo”?
Qualche anno più tardi dovetti smettere l’attività agonistica causa ginocchio malandato (il destro per la precisione ma ho problemi anche al sinistro). Malandato è un eufemismo. Il problema non è mai stato superato. Il mio doppio sogno era fare lo sportiva e la giornalista. Essendo preclusa la prima strada rimase semplicemente l’altra. Per ridere dico che il giornalismo nasce anche da una rosicata. Ho praticato a livello agonistico nuoto e pallavolo. Non mi sono fatta mancare il jeet kune do, l’atletica e la danza. Ho giocato vari anni a calcetto. In quel periodo nacque la mia famosa battuta: “Non potrei mai fare la prima donna perché sono ultimo uomo”.

Eppure prima donna lo sei eccome, nel senso che in tutto ciò che fai sei protagonista: conduttrice in radio e tv, direttore di cartacei e siti, anche attrice…Come ce lo spieghi?
E’ un’apparente contraddizione. Non sarò mai una comparsa, perché ho un carattere dominante e deciso. Nello stesso tempo, però, non amo le manie di protagonismo o le derive narcisistiche. Non mi piace stare al centro dell’attenzione tanto per…ma se mi ci metti non mi tiro indietro. E’ diverso. Ci sono per tutti ma, in linea con la pensosa leggerezza di Calvino, sono sempre un passo indietro. Tanto sono gli impegni che, come la marea, ti riportano sulla cresta dell’onda. Nel mio caso si sono moltiplicati da gennaio. Passione del Calcio (esistiamo da quasi 5 anni e grazie a tutti noi viaggiamo con una media di 45000-50000 persone che ci seguono sempre) è diventato anche un mensile cartaceo nel quale spiccano i vari approfondimenti e la speciale doppia intervista. Onore all’altro direttore Stefano Rizzo, il cui impegno è encomiabile. Per quanto concerne l’editoria “artistica” invece oltre a dirigere la rivista d’arte “International Urbis et Artis” (bimestrale con articoli in italiano e in inglese) ora c’è “Mito Merulana” (sempre un bimestrale incentrato sulla valorizzazione delle eccellenze del territorio). Ho raddoppiato anche lì, fregandomene della crisi. Ho condotto per tre anni una trasmissione radiofonica di successo, ripresa da 38 radio in tutta Italia (sia fm che web) e vari format tv, legati al mondo del calcio e dello spettacolo. Scrivere e condurre sono le due cose che mi danno maggiori soddisfazioni. Non mi definisco un’attrice. Sarebbe un insulto per chi ha studiato recitazione. Semplicemente strizzo l’occhio alla macchina da presa.

Quali altre passioni coltivi?
La domanda giusta sarebbe… “cosa non ti interessa?”. Sono una multitasking affamata di vita, che ha bisogno continuamente di sperimentare e sperimentarsi (il verbo che mi diverte di più). Posso sembrare a volte indisciplinata perché passo da un opposto all’altro, ma c’è sempre una coerenza di fondo, la stupenda armonia da contrasti di cui parla Eraclito. Oltre al calcio, all’arte e alla filosofia (per ovvi motivi) amo il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia, l’astrologia e la numerologia. Appena posso, poi, parto per mete italiane ed estere. Che bello fare la girandolona e tornare bambini di fronte a inediti scenari! La mente per lavorare bene ha bisogno di rigenerarsi e ricaricarsi. Ho rivalutato molto il contatto con la natura e i luoghi silenziosi, lontani dalla movida.

A proposito di partenze…come mai non sei in Russia a seguire il Mondiale allora?
Lo seguo da Roma. Personalmente sto scrivendo sulle Nazionali di Brasile, Spagna ed Inghilterra. Alle prime due sono legata anche per il nostro gioco di pronostici che va fortissimo, perché diverte i lettori. Quest’anno però è particolarmente dura perché le big stanno arrancando, disattendendo ogni previsione. E’ un Mondiale “certo, certissimo, anzi probabile” alla Flaiano. Spero nel secondo round dei gironi. Giornalisticamente, invece, è avvincente vedere tutte le grandi sul filo del rasoio. Mi auguro Messi possa alzare la coppa del mondo ma, se così non fosse, che almeno vinca la Nazionale che ci fa divertire di più, sorprendendo noi italiani, orfani degli azzurri. Non mi sarei comunque potuta allontanare, perché nell’ultimo mese abbiamo accelerato con le interviste, arrivando a quota 300 personaggi. Nel nostro “200 Special Passione del Calcio” troverete duecento messaggi (audio, whatsapp, sms, mail, video) da parte loro per noi e i lettori. La gente è impazzita. E’ stato letto già da più di 30.000 utenti. Commentate su www.passionedelcalcio.it mettendo mi piace alla nostra pagina facebook.

Tre cose a cui non puoi rinunciare nella vita?
Il lavoro, che è il mio respiro, la vocazione. Lo amo così tanto che ogni sacrificio non viene percepito come tale. Poi l’ironia. E’ il mio modo di stare al mondo, l’accettazione della giocosa esistenza. La gente si prende troppo sul serio e spesso fraintende le mie continue battute, che sono figlie di un fertile stupore di fronte, per dirla alla Jankélévitch, “ad una certezza elusiva, ad un niente di concluso che è insieme un invito a proseguire”. Se risulto spiazzante è perché io stessa sono spiazzata dalla vita e, di rimando, restituisco quell’innocente sbigottimento dello stare al mondo. Last but not least…la libertà, il valore più importante in assoluto. Chi tenta di togliermela è già out. Passione, lavoro, ironia, libertà…tutto il resto è noia (affetti a parte). Quindi contando sono quattro, ma in realtà la libertà è il leit-motiv che unisce le tre parole chiave.

Come ami trascorrere il tempo libero?
Lo avrai capito…non ho tempo libero! Sono io la libertà! Scherzo…diciamo che ne ho poco per fare altro, visto le molteplici cose a cui mi dedico. E’ per questo che tutte le passioni entrano a far parte del mio lavoro: dall’eros (ho un sexy shop on line: www.chiaverotika.it, mi diletto a scrivere racconti e rime a tema che, da performer, interpretavo nei reading in giro per locali romani) all’astrologia (ho organizzato serate esoteriche), dal cibo (passo da un ristorante all’altro a provare nuove ricette…anni fa scrissi anche un libro -come ghostwriter- tra il serio ed il faceto, tra il reale ed il romanzato, sulle passioni culinarie dei personaggi storici) ai viaggi (starei sempre con la valigia in mano e collaboro anche con www.localemotions.com, un portale di esperienze emozionali ed escursioni culturali). Adorando le maschere e i fumetti mi sono travestita da cosplay in qualche edizione del Romics. Poi molto altro ancora…ma servirebbero più interviste (ride, ndr).

Ultimamente a cosa ti sei dedicata?
Dieci giorni fa ho finito di girare un action movie per la regia di Bruno Rubini. Mi sono trovata benissimo con lui, Luciano Paolocci e tutto il cast. E’ un film sulla mafia e prostituzione. Nel cast c’è anche Tony Sperandeo, con cui ho una scena molto maliziosa. Il mio ruolo è della co-protagonista. Interpreto Sabrina, la titolare di un centro estetico che, in quanto braccio destro del boss, lo aiuta a coprire i traffici illeciti. Il finale è pieno di insidie e colpi di scena…non a caso il titolo scelto è “La Trappola”. Verrete risucchiati nelle spire dell’imprevisto, garantito. Poi l’altroieri nella nostra bellissima galleria “Pulcherrima” in via Merulana 44 a Roma abbiamo dato vita a Incanti d’Arte, un’asta di quadri, che riproporremo ogni settimana. Il Responsabile di Pulcherrima, il dottor Gastone Ranieri Indoni, è un vulcano d’idee. Stupisce sempre perché riesce a tirare fuori il meglio di sé nei momenti complicati. Al momento ho un paio di libri in cantiere, ma non spoilero nulla.

Un progetto importante che vorresti realizzare e ancora non hai fatto?
Posso risponderti tutto e il contrario di tutto. Cambio prospettiva. Questo è un errore in cui sono sempre caduta, ma è stato “geniale” citando Elymania degli Afterhours perché mi ha aperto gli occhi. Prima mi innamoravo dei progetti, trascurando il fattore “persone”. Purtroppo nessun progetto potrà mai decollare decentemente o, se già partito, procedere speditamente se non hai il giusto staff. Quanto è difficile circondarsi di gente professionale, pro-positiva e non invidiosa! Posso avere le idee migliori del mondo ma vengono incarnate da persone e se non sono “up to date” (su se stesse prima che sul mondo perché molti non sanno cosa vogliono) tutto si arena. Quindi lancio un appello: siete creativi, stacanovisti, desiderosi di sperimentarvi come me? Incontratemi per un brain storming…chissà che non nasca quello che cerchiamo. Potete scrivermi a stampaesponsors@gmail.com o su stopaseguire@passionedelcalcio.it.

N.B. Le foto sono di Guido Ricci e Roberto Antonelli, che ringraziamo.   Inoltre si ringrazia il parrucchiere Mauro Nardi, l’atelier Brutta Sposa di Alessandra Ferrari.

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