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ESTER CAMPESE

STILE E CLASSE AL SERVIZIO DELL' ARTE

Di  Antonio Vistocco


Artista Internazionale Ester Campese, in arte Campey, vincitrice nel 2017 del prestigioso Premio Internazionale dello Spoleto Art Festival. Pittrice affermata e apprezzata dalla critica nazionale ed estera , fin da bambina ha ha coltivato la sua passione per l’arte in tutte le sue forme possibili: dalla danza, il canto , la pittura. In Brasile dove ha vissuto per un lungo periodo ha sperimentato l’uso del coloro vivace con accostamenti originali che portano la critica a definire Campey la “Coloristica Polimetrica” perché questa superba artista crea le sue opere con l’utilizzo di inusuali materiali come ad esempio: la creta, polvere di vetro , juta, carta, gesso, acrilico che poi successivamente la conducono alla tecnica dell’olio su tela. Ha realizzato mostre collettive e personali in tutte le città più importanti del Mondo: Parigi, Barcellona, Bratislava, Londra, Mosca, New York Osaka. Abbiamo avuto l’onore di intervistare per voi lettori questa importante ed affermata artista internazionale.

Come nasce la tua passione per l’ Arte?
E’ nato come un percorso che è stato spontaneo iniziato moltissimo tempo fa che nemmeno so datare, potrei affermare che fa parte di me da sempre, fin da bimba, ma che poi piano piano ho incanalato ed ha preso una forma più concreta e stabile che mi ha connotato come pittrice di livello internazionale. Un percorso iniziale per un’esercizio introspettivo, più che altro, che poi ho condiviso esternamente sentendo di poter mettere a fattor comune le mie emozioni e donarle anche agli altri attraverso le mie tele, almeno lo spero.

Adesso quale progetto lavorativo stai seguendo?
Adesso sto preparando la mia prossima personale. Avevo un progetto in mente che per causa di forza maggiore ho dovuto al momento accantonare. Percorro quindi la strada già intrapresa sullo svelare la donna nelle sue molteplici forme. Il soggetto femminile è quello che prediligo, al momento, e per questo motivo sono divenuta e sono stata denominata “la pittrice delle donne”

Ci racconti le tue tecniche artistiche?
Devo dire che spesso sono stata affiancata agli impressionisti che è l’espressione artistica che ultimamente utilizzo con maggior soddisfazione, ma come dicevi anche nell’introduzione ho esplorato diverse tecniche, come accade a tutti gli artisti, e dal polimaterico e poi l’acrilico, sono giunta, forse alla più classica delle tecniche, l’olio su tela.

Quali delle tantissime mostre internazionali ricordi sempre con piacere?
Non saprei davvero scegliere, sai ogni mostra, internazionale o meno che sia, mi lascia qualcosa. Prima di tutto un confronto con il pubblico, ma anche con gli altri artisti con cui spesso poi nasce anche un’amicizia. Non so vediamo quella fatta ad Osaka, per esempio, mi ha portato la proposta di esporre permanentemente un’opera in un loro museo, quella a New York un confronto con un mercato vivacissimo e di intenditori, idem per la Russia. Forse la più soddisfacente, se così vogliamo dire, è quella di Montecarlo occasione in cui ho anche ricevuto uno dei prestigiosi riconoscimenti tributatemi il “premio Montecarlo” appunto.

C’è qualche tua opera a cui sei particolarmente legata?
Un paio allo stato attuale, sono “nati” e li ho realizzati, in tempi differenti, ma sono andati insieme a comporre un dittico.
Sono due quadri per i quali, entrambi, ho ricevuto già diverse proposte di acquisto, ma che non desidero vendere e privarmene. Sto parlando di “Mujer Espoanola”, quadro che ha avuto diversi premi tra cui uno Europeo, e che ha fatto il giro d’Italia in una sorta di suo pensarle viaggio per diversi mesi. Quest’anno invece ho realizzato “El matador” che proprio a brevissimo, a marzo, sarà esposto a New York. Sono due figure spagnole che esprimono vigore, forza e passionalità. Insomma due figure di carattere che credo, spero, di aver reso, sia attraverso il colore, lo spessore materico dello stesso e le espressioni dei soggetti.

Oltre la pittura a quale forma artista ti senti legata?
Sono blogger d’arte, curo due miei blog direttamente, e collaboro con diverse testate giornalistiche attraverso cui segnalo per lo più mostre, interessanti da andare a vedere, spigandone il motivo. In genere cerco di segnalare mostre che abbiano qualcosa che le distingua dalle solite. Ad esempio una collettiva che ho segnalato, rammento nasceva partendo da una favola con una reinterpretazione moderna degli artisti partecipanti. Altra mostra interessantissima una fotografica che narrava dell’orrore della guerra attraverso gli scatti del fotoreporter. Insomma qualcosa di diverso e che magari possa anche fare un po’ pensare.

Ci spieghi invece cos’ è E- ART?
E-ART è prima di tutto uno dei miei blog che approda in una pagina social su Facebook con medesimo nome ed anche in un gruppo composto da diversi anime artistiche in senso lato e di cultura. E’ uno luogo che prima di tutto come artista ho sentito la necessità di realizzare per dar voce a chi vuole parlare di arte e cultura e non trova lo spazio. Ho provato dunque in questo modo a fornirlo fondando il gruppo che è composto da una miriade di artisti di arti visive (pittori, scultori e fotografi), ma anche tanti scrittori e poeti e molti artisti nel campo della musica e recitazione. E’ una sorta di tabloid composto quotidianamente dagli interventi di tutti con una struttura non piramidale, ma a pettine. Un luogo dove tutti insieme partecipando facciamo un viaggio, attraverso e verso, l’arte e la cultura appunto. In modo leggero e fresco, non vuole avere un cliché da “dottorato”, solo un luogo di dialogo spontaneo su queste tematiche.

Quale progetto futuro vorresti realizzare?
Amo l’arte non solo come pittrice e provo ad ampliarne i margini, come ci stavamo dicendo appena adesso. Un progetto che ho da tantissimo tempo in animo di realizzare, è riuscire ad aprire una sorta di circolo artistico in cui in particolare quelli che non se lo possono permettere, ma ne hanno le capacità e desiderio, possano apprendere tecniche e disciplina dagli altri generosi artisti che si mettono a disposizione. Un progetto non tanto per me ma per gli altri ed in favore dell’arte. In qualche modo sarebbe portare nel concreto e reale una parte del gruppo social E-ART, se vuoi.

Ci racconti il tuo periodo brasiliano?
Un periodo stupendo e faticoso insieme, in cui ho anche toccato dei limiti personali, in cui ho sentito la mancanza dell’Italia e delle mie radici, come mai prima. Ma un’esperienza che mi ha donato anche moltissimo non solo come artista, ma sopratutto come persona. Innanzi tutto la diversità culturale è molto evidente. Persone che si interessano prima di tutto di te, dei tuoi interessi e poi nel caso ti chiedono che lavoro fai e che “inquadramento” sociale hai. In America per esempio, accade esattamente l’opposto, cioè la prima domanda è che fai nella vita per “incasellarti” socialmente e comprendere con una domanda il tuo status. Ho conosciuto tantissimi artisti in Brasile che mi hanno trasmesso la “joie de vivre” che comunque appartiene fortemente anche a me. Conservo ancora diversi oggetti artigianali e quadri che “colleghi” artisti hanno realizzato e mi hanno donato. Il Brasile è un mondo coloratissimo e vivace, a volte sento la così detta “saudade”.

Invece come nasce il tuo amore per il Futurismo?
Nacque proprio in Brasile, sai? Feci parte, come italiana, di un’organizzazione di una mostra in un museo proprio sui futuristi con un focus su Giacomo Balla, così mi innamorai nel suo concetto e di questo artista. In quel periodo amavo dipingere più in forma astratta meno formale e approcciai ad un’altro grandissimo che mi incantava per il suo narrare del mondo onirico parliamo di Mirò, poi mi affascinai di Vasilij Kandinskij che ha dato peso e forma alla musicalità del colore. Quindi i passaggi sono sempre dolci è proprio come una sorta di cammino lento di esplorazione. In Brasile inoltre imparati ad azzardare tonalità di colore che forse se non avessi vissuto li e fatto questa esperienza, non averi utilizzato se non molto più tardi.

A chi vuole intraprendere questo percorso artistico cosa consigli?
Di studiare sempre, di non perdere la curiosità il gusto di sperimentarsi, anche di sbagliare, ma di provare e riprovare sempre. Ma consiglio di abbandonare se si capisce che non è veramente la propria strada, inutile forzarsi. Chi ti boccia poi nel caso è il mercato, se non vendi, non diffondi nemmeno la tua arte.

Quale progetto futuro vorresti realizzare?
Amo l’arte che seguo a tutto tondo non solo da pittrice ma anche come blogger e scrittrice d’arte, più in generale.
Desidererei aprire un circolo artistico in cui in particolare gli artisti che non se lo possono permettere, ma che ne hanno capacità vere e desiderio, possano apprendere tecniche e disciplina dagli altri generosi artisti che si mettono a disposizione. Un progetto non tanto per ma ma per gli altre ed in favore dell’arte.

Ci spieghi invece cos’ è E- ART?
E-ART è prima di tutto uno dei miei blog che approda in una pagina sociale dal medesimo nome e in un gruppo composto da diversi anime artistiche in senso lato e di cultura. E’ uno spazio che per prima come artista ho sentito la necessità di realizzare per dar voce a chi vuole parlare di arte e cultura. In questo gruppo ci sono una miriade di artisti di arti visive dunque pittori, scultori e fotografi, ma anche tanti scrittori e poeti e molti artisti nel campo della musica e recitazione. E’ una sorta di tabloid composto quotidianamente dagli interventi di tutti con una struttura non piramidale ma a pettine. Un luogo dove tutti insieme partecipando facciamo un viaggio, attraverso e verso, l’arte e la cultura appunto.

Tre cose fondamentali nella tua vita?
Salute, amore e amici, arte direi. Una scala di valore comune a moltissimi altri.

Invece, come ami trascorrere il tuo tempo libero?
Amo viaggiare e appena posso lo faccio, magari “rincorrendo” le mostre internazionali cui partecipo, ma anche stare con gli amici, quelli più stretti con cui ho meno tempo da trascorrere per le molteplici attività che seguo

Chi volesse conoscere le tue opere come può fare ?
Può seguirmi sulle mie pagine social dove sono prevalentemente attiva quindi su Facebook come Campey o come dicevamo prima nel gruppo E-ART chiedendone l’iscrizione e così potendo anche parteciparVi attivamente perché no?

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