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Fausto Morciano

L'ARMONIA DELLA RECITAZIONE

Di Cristofaro Russo


Salentino di nascita e romano d’adozione, il magnetico Fausto Morciano sarà prossimamente al cinema con il film “DEI” di Cosimo Terlizzi, pellicola prodotta da Riccardo Scamarcio, Valeria Golino e Viola Prestrieri per Buena Onda e distribuito da europictures. Nel film interpreta Nicola, padre autoritario e amorevole del giovane Martino, protagonista del film, col quale ha un rapporto intenso e conflittuale. Il film è stato presentato con grande successo al Bari International Film Festival.

Fausto Morciano Vanta una ricca carriera cinematografica e teatrale. A 18 anni si trasferisce a Bologna dove consegue la laurea in D.A.M.S. Debutta a teatro come protagonista accanto ad Ottavia Piccolo e Ivano Marescotti nello spettacolo “Bellissima Maria” per la regia di Sergio Fantoni. Successivamente viene diretto da registi come Giancarlo Sepe, Sebastiano Lo Monaco, Sergio Basile. In seguito si diploma alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova partecipando poi a numerosi spettacoli. Vive a Roma, ama e approfondisce l’arte della recitazione. Nel cinema lavora con Edoardo Winspeare nel film “Galantuomini”, con Federico Rizzo nella pellicola “Taglio Netto” e con Giangiacomo Ladisa nel film “Peace, Love, Freedom”.

Come nasce la tua passione per questa professione?
Non è facile parlare di questa cosa… in realtà la passione e il desiderio credo che siano nati da una sorta di fame emotiva che avevo, che ho sempre avuto e continuo ad avere e che fare l’attore, in qualche modo, sazia. E’ il desiderio di vivere, nel momento presente, attraverso la recitazione, che è azione sostanzialmente, emozioni talmente intense e profonde da essere degne di essere donate e condivise con tutti. Di questo te ne accorgi prima da spettatore, quando vedi che quell’attore, quel film, quello spettacolo ti danno un senso di verità, di umanità, addirittura più forte di quello che incontri nel quotidiano, che soprattutto quando sei molto giovane può apparire arido, costrittivo, insoddisfacente. Poi cominciando a recitare ti accorgi che si sta aprendo un mondo nuovo, scopri possibilità e prospettive che non avresti mai immaginato e all’inizio non ci credi nemmeno che possano esistere cose così belle al mondo ed il guaio è fatto.

Che ruolo ricopri in questo film “Dei” di Terlizzi?
In ‘’DEI’’ sono Nicola, il padre dell’adolescente Martino. E’un uomo ruvido che raccoglie e rivende il metallo di cui le persone si disfano e cerca, come può, di mandare avanti la famiglia. E’un pò in conflitto con tutti, col figlio, con la moglie, col fratello, la madre, anche con se stesso. E’ come uno spirito inquieto dei boschi e citando la metafora mitologica che percorre il film, rimanda a Zeus Padre, anche per le ‘’scappatelle’’ extraconiugali che si concede con una certa regolarità. Apparentemente sembra essere lontano e inaccessibile a Martino, poi si scoprirà che tra i due c’è un legame profondo che va al di là delle parole e che l’amore di un padre si può manifestare nei modi più inaspettati.

Invece ci acconti a quale ruolo a cui sei particolarmente legato che hai interpretato nella tua carriera attoriale?
Tutti i ruoli sono importanti e affondano sempre le radici in quello che sono. Sicuramente il ruolo più complesso è stato Macbeth di William Shakespeare. Fare un protagonista scespiriano è un‘ esperienza di una potenza e di un’intensità rare, per poterlo sostenere devi necessariamente dare fondo a tutte le tue risorse di attore e di essere umano.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero?
Oltre ovviamente ad andare al cinema e a teatro, uscire, divertirmi, incontrare gli amici, mi dedico alle buone letture, ad approfondire alcuni argomenti che mi interessano che possono andare dalla psicologia, all’arte, ma anche alla filosofia, alla ricerca spirituale. Ultimamente, quando ho tempo, vado a scoprire angoli nascosti e meravigliosi della città in cui vivo, Roma, che è inesauribile sotto questo punto di vista, ci sono delle cose di una bellezza commovente. E sono donate con una generosità infinita a tutti.

Un progetto futuro che vorresti assolutamente realizzare?
L’unico progetto serio che ho è fare l’attore, crescendo e migliorando sempre.

Se non avessi intrapreso questa professione oggi chi saresti?
Quando ero molto piccolo volevo fare il Papa, da adolescente invece il poeta maledetto, invece fino a poco tempo fa quando mi facevano questa domanda rispondevo che molto probabilmente avrei fatto l’avvocato, perché dalle mie parti, in Salento, c’è una forte vocazione forense ed era una professione in cui mi ci vedevo, ma ora non so più rispondere a questa domanda, chissà come mai…

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