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FRANCESCO APOLLONI

BISOGNA ESSERE FELICI

Di Antonio Vistocco.


E’ nato e vive a Roma. Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore. Ha frequentato l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Silvio d’Amico. Ha scritto e diretto numerose commedie per il teatro, scritto e pubblicato romanzi, realizzato documentari, cortometraggi e film come La verità vi prego sull’amore e Fate come noi. Molti dei suoi lavori hanno partecipato a festival, ottenendo numerosi riconoscimenti sia da parte del pubblico che dalla critica. Ultimamente è apparso sul grande schermo come attore protagonista e sceneggiatore nei film Ovunque tu sarai di Roberto Capucci con Ricky Memphis, Francesco Montanari e Primo Reggiani e in Malati di sesso di Claudio Cicconetti con Gaia Amaral e Fabio Troiano. È stato editorialista del Messaggero e il Sole 24 ore. È Direttore Artistico del Terminillo Film Festival. Francesco Apolloni ha appena pubblicato ‘Perso a Los Angeles’. Un romanzo che racconta le vicende di un giovane chef alla ricerca di suo padre (e di se stesso) in una metropoli come Los Angeles. Un romanzo interattivo di ‘formazione’, che si interroga tra le altre cose sul senso della felicità. “Molto spesso abbiamo più paura di essere felici che di essere tristi”, dice Apolloni , in questa intervista ci racconta bene questo suo romanzo che sta riscuotendo grande successo .

Ci racconta un pochino questa trama molto particolare?
Certo, Lasciato dalla fidanzata e licenziato nello stesso giorno, Alberto, giovane chef romano, si ritrova a dover reinventare la sua vita da zero. Proprio nel momento in cui aveva deciso di andare a vivere da solo, allontanandosi da una madre che per lungo tempo era stato il suo unico punto di riferimento. Un ruolo che lei Laura, come spesso Alberto la chiama, evitando il più affettuoso “mamma” aveva ricoperto con qualche difficoltà, persa tra un amore passeggero e una sessione di meditazione. Quando, poche settimane dopo, anche lei viene improvvisamente a mancare, il giovane sprofonda in un abisso di rabbia e di cose non dette. Messo in valigia ciò che Laura gli ha lasciato in eredità la sua cartella clinica, un mattarello e una confezione di Zaleplon decide di partire per Los Angeles alla ricerca di suo padre, di cui possiede poche e frammentarie notizie, elargite con qualche incertezza da Margherita, l’amica con cui sua madre aveva condiviso gli anni spensierati della giovinezza. Così, poco a poco, mentre ricostruisce con fatica i contorni di una figura paterna per troppo tempo esistita solo nella sua immaginazione, una nuova consapevolezza.

Il personaggi di Alberto, protagonista del suo nuovo libro (Perso a Los Angeles) potrebbe essere autobiografico?
Poco, le due nostre storie sono completamente diverse. Alberto fa un viaggio per scoprire qualcosa di sé e per conoscere il padre dopo la morte della madre. Vola a Los Angeles. Qui ognuno gli descrive il padre in modo diverso: chi come surfista, chi come un uomo di Scientology e chi lo considera morto. Da questa ricerca Alberto riscopre indirettamente il rapporto con la madre. l’importante non sono le ferite, ma il viaggio che può aiutare a trasformarle.

Un romanzo al passo con la tecnologia ?
Sì, per ora è disponibile in e-book, ma a settembre arriverà su carta con i QR Code. Si tratta di un libro interattivo grazie a cui il lettore potrà ripercorrere i luoghi e ascoltare le musiche amate dal protagonista; potrà vedere i quartieri e i locali frequentati da Alberto (da Trastevere a Los Angeles), e prendere spunto dalle sue ricette. Sì perché Alberto è uno chef. Tutti i proventi andranno in beneficenza all’Ospedale Bambino Gesù e a Save the Children.

Perché ha scelto Los Angeles come luogo della ricerca di se stessi?
La considero un luogo di passaggio, una città di orfani, dove tutti vivono in modo frenetico e hanno un estremo bisogno d’amore. Quando ci sono stato per un attimo mi sono sentito a casa.

A L.A. si va anche alla ricerca dei sogni, che progetti vuole realizzare per il suo futuro?
Innamorarmi ancora ed emozionare più persone possibili.

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