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MICHELA ANDREOZZI

NON ME LO CHIEDETE PIU'....

Di Antonio Vistocco


Michela Andreozzi è un’attrice dalla forte personalità, brillante e vulcanica; è riuscita a sviluppare un suo personale percorso artistico tra cinema, televisione, teatro e radio, trovando sempre il linguaggio adatto a ogni forma artistica arrivando al pubblico in maniera diretta e coinvolgente. Dopo una Laurea in Lettere e Filosofia e un Diploma in sceneggiatura tv alla scuola Holden di Torino, comincia a lavorare in televisione alla fine degli anni Ottanta nel programma ”Domenica In” diretto da Gianni Boncompagni come autrice mostrando subito questa sua attenzione ai testi e alle parole, caratteristica che ha segnato il suo percorso artistico. Per alcuni anni ha formato un duo comico con Francesca Zanni, Gretel e Gretel, fino al 2002. Da quel momento Michela prosegue la sua carriera artistica da sola e si divide tra televisione, cinema, radio e teatro scegliendo sempre progetti che le hanno permesso di puntare sulla forza della comunicazione verbale senza dimenticare la forza del sorriso e di quell’ironia che aiuta a riflettere. l’attrice e regista, ha appena scritto “Non me lo chiedete più : la libertà di non volere figli e non sentirsi in colpa”.
#CHILDFREE edito da Harper Collins Italia.

Come nasce questo libro ?
Da molto tempo volevo parlare e far comprendere bene la situazione delle donne che non sentono la necessità della maternità. Ci si prende troppa libertà con le gravidanze delle donne, è una cosa così privata, una domanda che non si dovrebbe mai fare. Dopo le mie prime interviste sull’argomento ho ricevuto tanti commenti sui social, quindi alla base c’è anche l’idea di voler dare un supporto a chi si trova in difficoltà, non bisogna aver paura di dire chiaramente che non si desidera un figlio. Ad esempio, mi è rimasta particolarmente impressa una ragazza che mi ha mandato un messaggio. Lavora in una scuola, sul fronte bambini è già appagata così, il suo sogno più grande, condiviso con il marito, è solo quello di viaggiare. «Non so come dirlo a mia madre», mi ha scritto. Per me è stato uno stimolo ulteriore per raccontare la mia visione sull’argomento. Se con il mio pensiero posso aiutare anche una sola donna allora vuol dire che è la cosa giusta. Un tempo una donna senza figli era diversa. Si trovava in una condizione particolare. Aveva un problema. Poteva essere, a seconda dei casi: sterile, zitella o suora. Oggi una donna può scegliere – attenzione al verbo – che “no, grazie, non ne voglio”. Agli occhi di molti dei più, una donna senza figli resta comunque differente, un incrocio tra qualcosa di alieno, sconosciuto, indefinibile e inaffidabile. Nella mia vita, almeno, è andata e va così. Per anni non ho capito se lo volevo io, ‘sto figlio, perché lo volevo io o perché “tutte le femmine lo vogliono” o perché “a un certo punto lo vorrai” e perciò tanto conviene che ti avvantaggi e lo vuoi prima che sia troppo tardi. Poi il frastuono è cessato fuori e dentro di me e tutto si è fatto chiaro. Io, un figlio, non l’avevo mai desiderato. Posso dire a posteriori che io, l’istinto materno, non l’ho mai sentito.

Le donne spesso preferiscono dire: «Non posso». Perché questo bisogno di giustificarsi?
Perché una donna che non vuole figli è contronatura. Anche sul lavoro, se non li hai sei più considerata, ma se non li vuoi sei inaffidabile, strana. Vieni vista con sospetto. Gli uomini sono prima persone, le donne no. La glorificazione della madre è sempre dietro l’angolo. Anni di femminismo non sono serviti a niente. In un modo o nell’altro si trova sempre il modo di rimettere le donne «al proprio posto».

Ci racconta invece l’esperienza come doppiatrice in SHOW DOGS ? 
La verità? Non fa per me! (ride, ndr) Stare chiusi tutte quelle ore in una saletta, al buio, con l’ansia di sbagliare il sincro e la sciatica in agguato… preferisco recitare. Però ne è valsa la pena: il film Show Dogs mi ha dato la possibilità di sostenere l’Oipa – Organizzazione Internazionale Protezione Animali. Ho devoluto loro in beneficenza il mio cachet da doppiatrice. Bellissima esperienza anche se difficile perchè per me , da ansia da prestazione (ride ndr), interpretavo una cagnetta molto svampita e molto  simpatica.

Come ami trascorrere il tempo libero?
Nel tempo libero lo dedico molto a mio marito Massimiliano, adoro molto viaggiare, per me ogni scusa e buona per partire e conoscere sempre nuovi posti. Poi pratico molto sport, in modo particolare il nuoto una disciplina che sempre seguito e praticato.

Se non avessi intrapreso questa carriera chi saresti stata?
Sono laureata in lettere sicuramente sarei stata una professoressa .

Un progetto futuro da realizzare?
Mi piacerebbe scrivere una serie tv tutta mia, sarebbe un progetto fantastico da poter realizzare.

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