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Valentina Gullace

"Un'artista tutto tondo"

Di Antonio Vistocco

 

Valentina Gullace, cantante, attrice e ballerina, è una fra le musical performer più affermate nel panorama del teatro musicale italiano. Di stagione in stagione si è affermata interpretando ruoli di rilievo come Maria Maddalena in “Jesus Christ Superstar”, Sharpay in “High School Musical”, Jasmine in “Aladin”, Inga in “Frankenstein Junior”, vincendo anche un Oscar del Musical Italiano come miglior attrice non protagonista.

Cantante, attrice o ballerina: come ti definiresti?
Il linguaggio attraverso il quale sento di esprimermi a pieno è la musica, il canto. Ho iniziato a cantare e a ballare quasi in contemporanea. Quando avevo 4 o 5 anni, come tantissime bambine, guardavo la Cuccarini in tv e sognavo di essere come lei…inoltre a casa avevamo un pianoforte e io ne ero terribilmente attratta, così ho iniziato a strimpellarlo con un dito…finché all’età di 8 anni mia madre mi trovò un insegnante e allora iniziai a studiare pianoforte e a cantare accompagnandomi, ma di nascosto. Nello stesso periodo mi iscrissi a scuola di danza e così iniziai il mio percorso come ballerina classica. Per moltissimo tempo ho cantato di nascosto perché mi sentivo molto vulnerabile. Cantando esprimevo la parte più vera di me e per questo avevo pudore nell’espormi, quindi per tanto tempo mi sono dedicata solo alla danza classica e cantavo solo quando ero sicura che nessuno mi stesse ascoltando. Ho cominciato a scrivere le prime canzoni a 17 anni e solo verso i 21 anni ho preso le prime lezioni di canto da una cantante jazz. Nello stesso periodo ho fatto le prime esperienze nei locali romani come cantante rock. Sono stata anche la cantante di una band nu metal, i Damage Done, con cui abbiamo realizzato un singolo ed un video, “Thorns”. La recitazione invece è arrivata ufficialmente molti anni dopo, quando ormai avevo deciso di diventare una musical performer. Quando mi iscrissi alla Musical Theatre Academy imparai che per raccontare una storia attraverso la forma musical, devi essere un attore che canta e balla. Dunque ad oggi è questa la definizione che sento maggiormente mia: sono un’attrice che canta e balla.

Come è iniziato questo amore per il musical?
Per una fortuita coincidenza, dopo avermi sentita cantare ad una jam session in un locale, una persona mi chiese se fossi interessata a fare un musical. Accettai di fare un provino e così iniziò questo amore per il teatro musicale, che ormai dura da 14 anni. All’epoca frequentavo l’Accademia Nazionale di Danza ma sentivo che mi mancava qualcosa, sentivo che la danza da sola non mi bastava. In effetti il musical mi permetteva di fare tutte le cose che amavo fare: cantare, ballare e recitare. Mi sembrava la naturale evoluzione di quello che era stato il mio percorso fino a quel momento.

Come mai hai intrapreso anche il percorso attoriale?
Come dicevo prima, ho iniziato a studiare recitazione più tardi rispetto al canto e alla danza, ma nel momento in cui mi sono approcciata a questa arte per la prima volta, ho sentito finalmente di essere completa. Ho capito che studiando anche recitazione avrei avuto tutti i mezzi espressivi a disposizione per poter comunicare e per poter raccontare. Non è stato facile combattere contro tutti i miei condizionamenti mentali e contro le mille insicurezze che a dire il vero non mi abbandonano mai, ma spesso ho avuto modo di confrontarmi con ruoli che mi hanno insegnato tantissime cose. Attualmente sto ultimando la tournée del musical Cabaret dove interpreto una entraîneuse ninfomane. Mai nella vita avrei pensato di poter essere credibile nei panni di una donna del genere e inizialmente ero, come sempre, terrorizzata. Invece ho capito quanto materiale umano ho a disposizione, quanto posso attingere dalla parte oscura che come tutti ho anch’io, per colorare un personaggio…ma soprattutto ho capito quanto sia bello scoprire dei lati di me stessa grazie ai ruoli che mi capitano. Trovare sulla scena un coraggio che nella vita non ho. Vivere delle vite diverse dalla mia, essere ogni volta qualcuno di diverso. Tutto ciò mi attrae profondamente ed è per questo che negli ultimi anni mi sono dedicata molto allo studio della recitazione.

Sono al secondo anno di Master ed è un percorso che mi sta molto appassionando. Mi affascina la voce e i suoi segreti e in più grazie a questo corso ho ripreso i miei studi di pianoforte e armonia.

A quale dei tuoi lavori-spettacoli sei più legata?
Sono molto legata a quasi tutti i lavori che ho fatto, perché ogni volta mi sono guadagnata i ruoli dopo estenuanti provini e la prima persona che ho dovuto convincere è sempre stata me stessa, mettendo a tacere la mia paura di non essere abbastanza brava. Ogni spettacolo che ho fatto ha richiesto molto studio, molta fatica emotiva e per questo in ognuno dei miei lavori è rimasto un pezzo del mio cuore. Se dovessi dire un titolo su tutti direi “Jesus Christ Superstar”, il mio primissimo musical in cui interpretavo Maria Maddalena.

Ci racconti la tua esperienza con la Compagnia della Rancia ?
La Compagnia della Rancia è la più importante compagnia di musical in Italia. Esiste da 30 anni e ha messo in scena alcuni fra i più celebri musical come “Jesus Christ Superstar”, “Cabaret”, “Cats”, “Grease” e tantissimi altri. Io lavoro con loro dal 2006, quando appunto fui scelta per interpretare Maria Maddalena nella versione in italiano di Jesus Christ Superstar, per la regia di Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni. Poi sono arrivati “Cabaret” (con Michelle Hunziker), “High School Musical”, “Frankenstein Junior” e l’ultima versione di “Cabaret”, per la regia di Saverio Marconi. La Rancia mi ha dato l’opportunità di interpretare tanti ruoli belli e diversi, come la cattiva Sharpay, la frizzante Inga, la ninfomane Frau Kost…con loro ho fatto delle lunghe tournée girando tutta l’Italia e collaborando con artisti che stimo moltissimo e che sono diventati ormai parte della mia vita. Sono tante e preziose le cose che ho imparato grazie alla Rancia e spero di poter lavorare con loro ancora. Ogni volta che la Compagnia produce un nuovo musical, tutti noi ci sottoponiamo ai provini. Molti pensano che chi ha già lavorato con la Rancia non debba sostenere le audizioni e invece ci tengo a sottolineare che questo non è vero. Per ottenere la parte di Inga ho dovuto sostenere molti provini, nonostante Saverio Marconi mi conoscesse da anni. Questo è un mestiere in cui nessuno ti regala nulla e in cui se non si ha un carattere forte e determinato si rischia di soccombere.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Innanzi tutto sto continuando a studiare. Ho deciso infatti di intraprendere un percorso formativo per specializzarmi in Didattica del Canto Moderno con Loretta Martinez. Sono al secondo anno di Master ed è un percorso che mi sta molto appassionando. Mi affascina la voce e i suoi segreti e in più grazie a questo corso ho ripreso i miei studi di pianoforte e armonia.

Poi sto portando in giro un progetto pianoforte e voce col pianista jazz Nicola Sergio. Saremo in scena a Torino al Teatro Murialdo il 22 aprile prossimo, e a tal proposito vorrei ringraziare l’Accademia dello Spettacolo che ha organizzato l’evento. Il titolo è “Una serata a Broadway” ed è appunto uno spettacolo a metà strada fra un concerto ed un musical in cui reinterpreto alcuni brani che amo, tratti dai musical di Broadway e riarrangiati in chiave jazz.

Ci sono tante altre cose che attendono di essere fatte, ma ve ne parlerò a tempo debito…

*Le foto sono del fotografo Michele Galluccio.

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