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Valeria Panepinto

L'EMOZIONE DELLA RECITAZIONE

Di Cristofaro Russo

 


Valeria Panepinto nasce a Lentini in provincia di Siracusa il 19 Giugno 1983 diplomata alla scuola di teatro contemporaneo “Gesti” diretta da Guglielmo Ferro ha proseguito il suo percorso di studi, una volta trasferitasi a Roma, seguendo numerosi corsi di perfezionamento tenuti da Danny Lemmo e Michael Margotta. Inoltra h
a frequentato il percorso di ACTOR TRAINING in Master Class inglese, il Corso di Recitazione cinematografica con ‘Tecnica Chubbuck’ degli HT STUDIO de SANTIS di Roma diretto da Patrizia de Santis. da brava attrice poliedrica , in questo mese sarà protagonista a teatro interpretando Giulia in “L’ Amore per le cose assenti” scritto e diretto da Luciano Melchionna, dal 20 aprile prossimo al 22 sarà di scena presso il Teatro Sannazzo di Napoli.
Abbiamo intervistato questa attrice emergente per farci raccontare il suo percorso professionale e non solo.

Come è nata la tua passione per la recitazione?
Quando ero in seconda elementare andai a vedere, con una gita organizzata dalla scuola, uno spettacolo teatrale al teatro Musco di Catania.
Ricordo ancora il titolo, ero lì che guardavo gli attori a bocca aperta, non so definire l’ emozione di quel momento, era un misto fra magia, voglia di vivere, mistero, profondo rispetto.
Ai ringraziamenti finali scoprii che il ragazzino protagonista della fiaba era in realtà una donna e ricordo di aver pensato, che allora non era vero niente di quello che era successo, che però, anche se non era vero, il viaggio che mi aveva fatto fare era stato bellissimo e che volevo far provare quelle cose anche io alle persone.
E poi il sipario, il buio in sala, il silenzio, quell’emozione, come quando stai per aprire un regalo … ho deciso che quello era il mio posto.

Un momento particolare della tua carriera che ricordi con sempre con piacere ?
Ero in tour con Grease, una produzione della Compagnia della Rancia, avevamo fatto diverse date in giro per l’Italia ed eravamo arrivati a Roma. Io interpretavo il ruolo di Frenchy ed ero la cover(sostituta) di Sandy. Non avevo mai provato per il ruolo di Sandy perchè non c’era stato tempo per farlo ed ero comunque tranquilla che non avrei mai dovuto sostituire la protagonista perchè la mia collega era molto brava e non aveva mai avuto abbassamenti di voce.

Nonostante questo tutte le sere stavo dietro le quinte e nei momenti in cui non ero in scena memorizzavo battute e movimenti di Sandy perchè nella rara eventualità di una sostituzione volevo essere pronta. Accadde che purtroppo la nonna della mia collega morì e quindi fui letteralmente lanciata in scena nel ruolo di Sandy dopo un paio d’ore di prove nelle quali mi furono comunicati i cambiamenti delle posizioni nelle coreografie di insieme e aver fatto una prova al volo. Ricordo che era un Sabato pomeriggio, camminavo verso il teatro Quirino e, nonostante la situazione, ero molto sicura. Quella sera il teatro era pieno e ricordo che stavo arrampicata su una scala perchè l’ouverture del musical iniziava con un duetto dei due protagonisti dei quali si vedevano solo i volti su una porzione della scenografia che si trovava in alto. Ricordo il capo balletto Ilio Vannucci, che ancora adesso è uno dei miei amici più cari, il suo sguardo di incoraggiamento poi un mio sospiro e poi….. non ricordo più nulla. Andò benissimo, è un ricordo che mi viene in mente nei momenti in cui dubito delle mie capacità, sono convinta che ciascuno di noi sia più forte di quello che pensa.

Che emozioni hai provato a lavorare nella Serie “Il Commissario Montalbano” ?
E’ stata la mia prima esperienza di set e non potevo cominciare su un set migliore. Ero molto emozionata, mi sentivo leggermente fuori posto perchè fino a quel momento avevo fatto solo teatro. Man mano mi sono sciolta perchè tutti dalla truccatrice allo stuntman agli attori protagonisti mi hanno fatta sentire a casa. Ricordo tanti piccoli grandi gesti da parte di Luca Zingaretti, i suoi consigli, ricordo Alberto Sironi che si alza e mi cede la sua sedia perchè stavo sbirciando le riprese da dietro una siepe per non disturbare, i suoi sinceri complimenti…

E’ un’esperienza che ricordo sempre con un sorriso malinconico, peccato sia durata così poco!

Adesso a quale progetto lavorativo ti stai dedicando?
A fine Aprile sarò in scena prima a Napoli al Teatro Sannazzaro e poi all’ OFF/ OFF Theatre di Roma con uno spettacolo scritto e diretto da Luciano Melchionna: “L’amore per le cose assenti”. Il testo è meraviglioso e Luciano è un regista che stimo profondamente a livello personale e professionale. Sarà un’esperienza che mi insegnerà tanto ne sono sicura.

Tre cose della tua vita a cui non rinunceresti?
La sincerità, i miei affetti , il mio lavoro.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero?
La maggior parte del mio tempo libero lo dedico allo studio. Amo il mio lavoro quindi per me non è faticoso stare ore e ore sul copione. Faccio molto sport adoro nuotare o correre la mattina presto quando la città non si è ancora svegliata del tutto. E poi la cucina, mi rilassa aprire il frigo vedere cosa c’è dentro e inventarmi qualcosa di particolare ma non sempre riesco a trovare il tempo.

Un progetto futuro da realizzare?
Il cinema d’autore, è uno dei miei obiettivi principali, anche vincere il David di Donatello non sarebbe male no?
La strada è lunga, mi rendo conto, ma ho gambe forti e sane e una frase che mi guida dai tempi del liceo:

“Non si volta chi a stella è fisso”.

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