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ADRIANO DE MAIO

L'ARTISTA DELLA TV

Di Federica Del Re


Sognava sin da bambino di poter entrare a far parte del magico mondo dello spettacolo.
Adriano De Maio ha mosso i suoi primi passi con la musica e con la scrittura di importanti trasmissioni televisive come Fantastico.
Oggi ricopre il ruolo di dirigente capo struttura di Rai 1.
I nostri lettori immaginano i dirigenti Rai come delle persone distinte, eleganti, seriose e quasi un po’ rigide… entrando nel suo ridente ufficio, ci troviamo davanti una persona giovane, alla moda e molto solare.

Raccontaci di te.
È vero: il mio ufficio rispecchia la mia personalità, e non ti nascondo che all’inizio della mia carriera l’essere distante dalla figura classica del dirigente tutto di un pezzo, a tratti quasi freddo, non mi ha facilitato. Sono nato con il mito della televisione di Arbore, in cui si creava e ci si divertiva molto, e penso che il dirigente possa e debba essere scherzoso e con la battuta sempre pronta. Dovendo quindi trascorrere in ufficio la maggior parte del mio tempo e occupandomi di spettacolo, non si può non avere un ufficio del genere che stimoli la creatività, altrimenti sarebbe molto difficile avere delle idee che possano trasmettere positività e allegria ai nostri telespettatori. Il mio obiettivo è sempre quello di far star bene i telespettatori e credo che la Rai, in quanto servizio pubblico, abbia il dovere di pensare in primo luogo al prodotto e secondariamente agli ascolti…

Ho sempre sognato di entrare in questo mondo, all’età di 12 anni iniziai a studiare il pianoforte, poi ho fatto l’animatore, fino ad arrivare a condurre una trasmissione per ragazzi in una emittente privata “Tv oggi Salerno”.

È interessante che un’artista diventi dirigente!
Chi più di un artista, che ha avuto vari ruoli nella filiera produttiva del mondo dello spettacolo, può ricoprire meglio il ruolo del dirigente dell’area editoriale all’interno di un’azienda che fa spettacolo?!

Oggi la televisione vive di format di successo acquistati all’esterno, oppure ultimamente si rivisitano programmi del passato… come mai e tu cosa ne pensi?
Come dice il mitico Renzo Arbore, nel paese della musica, dell’arte, del mangiare bene, del sole, ecc è un po’ strano che non ci siano idee nuove ma nello stesso tempo è positivo che ci siano delle società che vanno alla ricerca di format vincenti in giro per il mondo da portare alle varie emittenti televisive italiane.

Come mai oggi non si sperimenta più?
Perché oggi si vuole fare subito risultato e non si da il tempo ad un prodotto di affermarsi e di essere digerito dal pubblico ma si va sul sicuro importando format che all’estero hanno successo. Questo lavoro viene svolto da professionisti del settore che ormai fanno parte a pieno del sistema televisivo italiano che è composto per una ampia percentuale da prodotti di acquisto.
In Rai comunque abbiamo anche validissimi autori, in grado di creare a loro volta nuovi programmi.
Secondo me su dieci programmi che mandiamo in onda, 5 dovrebbero nascere dentro l’azienda.

Che consigli daresti ai giovani d’oggi che vogliono entrare a far parte del mondo dello spettacolo?
Bisogna perseguire i propri sogni, se non si sogna e non si hanno degli obiettivi non ci si realizza, bisogna avere tenacia, non arrendersi subito nascondendosi dietro la scusa morale della raccomandazione, lasciandosi sopraffare dalla pigrizia. In Calabria si dice “chi si affaccia si marita”: se ci si presenta spesso, anche con insistenza, si trova la possibilità di entrare a far parte di questo mondo, anche perché oggi ci sono maggiori spazi essendoci più canali e televisioni di un tempo.

Viviamo un periodo di grandi cambiamenti… sia per l’Italia che per l’azienda Rai dove ne fai parte…. se fossi tu a decidere dove porteresti questa azienda?
La Rai è una grande azienda dove c’è tutto per fare il meglio, ma non è facile da guidare. Non sempre viene percepita nella maniera giusta, è un territorio di conquista da parte della politica che si alterna alla guida del paese. È un’azienda sana… fateci lavorare e vedrete programmi sempre migliori.

Guardando i tuoi social ho notato che sei un grande amante degli animali… è vero?
Si sono gattaro. Una volta soffrivo di allergia e dopo aver conosciuto un medico bravissimo e avendo fatto il vaccino oggi non sono più allergico. Pensa che ho un gatto che guarda la televisione e a seconda del suo umore riesce a farmi capire se un programma gli piace oppure no.

Le ambizioni e i sogni di Adriano nell’azienda e fuori?
Gli amori passano e la

Rai rimane: questa azienda è la mia vita, ho sempre sognato di farne parte e voglio contribuire fino all’ultimo giorno e fortunatamente mi rimangono ancora tanti anni… penso che andrà bene, sono ottimista e auguro ai giovani di ricevere l’opportunità che ho ricevuto io.

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