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Anna Elena Pepe

Story-Teller per Passione

 

Di Cristofaro Russo 

Attrice e autrice, impegnata su piu’ fronti, sia su territorio inglese che italiano, Anna Elena Pepe è un talento inarrestabile. Anna, anni fa ha preso una scelta, quella di stabilirsi a Londra. In questa intervista ,  Anna ci racconta la sua storia e ci parla del sua giovane carriera nel Mondo dello spettacolo.

 

Perchè questo percorso attoriale?

Da che mi ricordo sono sempre stata una “Story-Teller”. Raccontavo le favole ai miei compagni delle elementari…poi ho proseguito fin da piccola cominciando a fare scuole sia di danza che di canto e infine di recitazione. Il realtà il percorso attoriale non si sceglie, è un qualcosa che sceglie te…molti colleghi mi capiranno…non si sa se sia un dono o una maledizione, ma comunque sia se ce l’hai non ti lascia stare, e diventa la tua ragione di vita!

 

 


Come nasce questo legame lavorativo con L’Inghilterra?

Avevo fatto uno scambio con L’Inghilterra quando ero al liceo e ho cominciato ad innamorami di quel paese. Dal punto di vista lavorativo io ho sempre amato i classici Shakespeariani (mi immergevo nel Coriolano mentre le mie coetanee guardavano Dawson’s Creek :)),  quindi vivere l’Inghilterra per me era come connettermi a quel mondo fantastico. In più io sono sempre stata anche autrice e vedevo in Inghilterra, un forte interesse per il “New Writing”, per le storie contamporanee, al National Theatre si faceva lo spettacolo sul Riscaldamento Globale scritto sulle statistiche aggiornate degli scienziati, mentre da noi il teatro Contemporaneo era ancora lo spettacolo di Pirandello.

Quindi, una volta finiti gli studi, mi sono trasferita a Londra, più di 10 anni fa ormai. Ho frequentato corsi in Accademie riconosciute tra cui Mountview e Guildhall e mi sono poi perfezionata in recitazione e scrittura creativa attraverso un programma chiamato European Act, specifico per artisti internazionali, che si svolgeva in diverse città europee e era supportato dalla Royal Academy of Dramatic Arts e dall’International Institute of Performing Arts di Parigi.

 

 

Adesso a quale   progetto lavorativo ti sai dedicando? 

Sono appena stata al Roma Web Fest con due progetti di puntate pilota. In entrambi girerò presto il resto della serie

In Interplay di Flaminia Graziadei, sono Lena,  una moderna Alice che vive un po’ in un mondo tutto suo, dove nessuno le farà del male…e infatti rimane vittima di uno scherzo on line fatto proprio dal fidanzato, che le spezzerà il cuore. La serie è pensata per un pubblico di “Young Adults” quindi di ragazzi tra i 18-25 anni, per metterli in guardia contro i pericoli dell’online dating. Interplay è girato a Londra, in inglese, con un cast internazionale, ma ci sarà anche la versione Italiana (Interplay Italy),  con altri personaggi e Lena sarà il link tra questi due mondi.

Su un tono più di commedia-sketch invece, siamo arrivati in Finale al Roma Web Fest con ”Totò e Daiana”, in cui sono  protagonista insieme a Marco Gambino (attualmente impegnato in Romolo e Giuly-La Guerra Mondiate Italiana). Questa è una serie che ho anche scritto, in collaborazione con Ciccio Bozzi, storico autore di Fiorello.  Interpreto Daiana, una parrucchiera appena arrivata a Londra che però parla solo in forte accento Ferrarese (Ferrara è la mia città natale).  La serie racconta in tono tragicomico le peripezie a cui vanno incontro gli Italiani che si trasferiscono all’estero, ma parla anche di amicizia tra due persone molto diverse per città, stato sociale e provenienza.

Ho anche un paio di progetti negli Stati Uniti di cui sono molto contenta. Il primo è “Jack Zero” un Supernatural-Drama, scritto e diretto da Maximilian  Law (Hollywood  actor e producer, fondatore della casa di produzione Perpetuus) . Il film sarà girato a Los Angeles durante il prossimo anno e io interpreterò una delle co-protagoniste, purtroppo al momento non posso dire di più, se non che è un progetto molto innovativo e ambizioso con un bellissimo cast internazionale!

Il secondo è il film The Sweeping Five ed sarà girato tra Los Angeles e il Sud America ed è al momento super Top secret, posso solo dirvi che sarò in uno dei ruoli principali e che la storia è tratta da un documento declassificato dell’FBI.

 

 

Quali sono i momenti professionali che ricordi sempre con grande piacere?

Io ho un anima molto ironica, però per lungo tempo mi sono trovata a interpretare dei personaggi drammatici e molto lontani da me, e grazie a tutta la ricerca e il percorso fatto sono cresciuta molto come attrice. A teatro sono stata la protagonista della versione inglese de “Il Ritorno” di Sergio Pierattini (Finalista Premio Ubu, vincitore del Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro) che è stata presentata nel West End (La Broadway londinese) al prestigioso St James Theatre. Sono la protagonista che “ritorna” dalla famiglia dopo essere stata in prigione per aver ucciso il marito, un immigrato che lavorava nell’azienda del padre.

Sempre una storia di immigrazione mi vede co-protagonista ne “Il Ballo delle Meduse” di Aurelio Laino che è stato presentato al Tallinn Film Festival.  Nel film sono Marta, una madre rimasta vedova e piena di debiti lasciati dal marito, suicida per bancarotta.  Per sopravvivere è costretta a lavorare illegalmente nel traffico di immigrati al porto di Genova. Lavorare su Marta mi ha fatto soprattutto riflettere su come le nostre priorità e le nostre scelte cambino quando in ballo c’è la sopravvivenza.

Sicuramente una delle esperienze che mi ha segnato è stato lavorare con Pupi Avati (un Viaggio di Cento anni, Rai 1). Nel film recito sia in Francese che in Italiano.  Pupi è un regista e una persona straordinaria, che ama molto i suoi attori. In più è emiliano come me, capisce e racconta la mia terra come nessun altro.

 

 

Tre cose della tua vita a cui non rinunceresti? 

Forse sarò banale, ma credo che la felicità venga dalle cose più semplici. Non rinuncerei mai ai miei amici, quelli veri che conosco da una vita e con cui posso essere completamente rilassata. E non rinuncerei all’amore, fortunatamente sono felicemente accompagnata!   In più non lascerei mai la mia pratica Buddista, che fa parte della mia vita ormai da anni e mi aiuta ad affrontare ogni giorno con ottimismo e uno stato vitale molto alto! Inoltre non rinuncerei all’attività fisica, non c’è niente che mi ricarica o mi fa venire idee creative come una bella corsa sulla rive del Tamigi!

 

 

 C’è un riferimento nel tuo percorso artistico-professionale?

Non c’è una persona specifico nel senso che credo che ogni artista sia unico e porti avanti una propria visione.

Sicuramente sono stata molto ispirata da alcune storie. Soprattutto da quelle di attrici che si sono anche misurate con la scrittura, la regia, la produzione, per portare avanti la loro visione artistica.

Basti pensare a Lena Dunham con il suo Girls o alle inglesi Michaela Coel (Chewingum) o Phoebe Waller-Bridge (Fleabag). Ma senza andare oltremanica anche in Italia ci sono tantissime attrici che sono anche autrici come Michela Andreozzi, Paola Cortellesi, o che producono e dirigono come Valeria Golino.

Una storia che è stata particolarmente di ispirazione è stata quella di Lady Gaga. Voleva fare la cantante e l’attrice, ma le dicevano che non era abbastanza bella. Però sapeva scrivere, e cantare benissimo. Non ha ceduto le sue canzoni a qualcun altro, e piano piano è diventata la star che è ora. E ha fatto anche il primo film, direttamente da protagonista.

 

 

Cosa ti manca della nostra Italia?

Vengo spesso per lavoro quindi fortunatamente non l’ho lasciata del tutto!

Sicuramente il calore delle persone……e poi La bellezza. L’ Italia è bellissima, ovunque ti giri scopri un gioiello. Serve solo più senso civico per preservarla meglio.

 

 


Un progetto futuro da realizzare?

Ci sono diversi progetti che ho scritto, in particolare un film e una serie TV. Non posso parlarne ovviamente, ma spero che vedano la luce al più presto. Anche perché portano sullo schermo personaggi femminili forti, diversi, che vorrei che il mondo vedesse. I personaggi femminili nei film sono ancora troppo spesso una proiezione di una visione maschile della realtà, ci sono purtroppo molti meno film diretti e scritti da donne, ed è ora di cambiare le cose!