L’utilizzo del termoscanner nei luoghi aperti al pubblico, rappresenta uno degli elementi fondamentali previsti dai protocolli sanitari. Tuttavia, con l’apertura delle scuole, è circolata in maniera sempre più incisiva, l’informazione secondo la quale l’utilizzo di questo strumento (nella sua versione a “pistola”) causerebbe danni cerebrali. Da qui, ovviamente, si sono scatenati i fautori del complottismo globale, sostenendo che si tratti di una manovra dei poteri occulti per rendere meno intelligenti le persone e meglio controllarle.
La Food and Drug Administration statunitense chiarisce che i termometri a infrarossi non emettono radiazioni, ma si limitano a rilevare quelle emesse naturalmente dal corpo umano (non visibili ad occhio nudo) stando a distanza di qualche centimetro (annullando possibilità di contagio). Il termoscanner, quindi, è in realtà uno strumento ottico e digitale che riesce a “vedere” questi dati e li traduce in valori di temperatura, senza causare alcun tipo di danno al soggetto sottoposto a screening. Per quanto riguarda il famigerato puntatore laser (presente solo in alcuni modelli), questo viene utilizzato solo per facilitare la procedura e non ha alcun effetto “penetrante”.
