Web marketing, dove sbagliano le aziende

A dare i giusti consigli Simona Caracciolo, docente del corso Eccellenze in Digitale promosso dalla Camera di Commercio di Salerno e PIDMed.

A dare i giusti consigli Simona Caracciolo, docente del corso Eccellenze in Digitale promosso dalla Camera di Commercio di Salerno e PIDMed.

Simona il tuo profilo professionale?
Nasco formatrice presso una scuola di management per creazione di impresa. Da lì ho intrapreso la libera professione in comunicazione e marketing, in particolare per il settore turismo e cultura.

Cosa chiedono le aziende oggi ad una professionista come te?
Molti partono dallo strumento come l’apertura di profili social o di un sito internet, aspetti operativi del web marketing dimenticando quello più importante: la strategia.

Cosa vuol dire strategia in questo caso?
Definire un obiettivo di mercato. Siamo tornati indietro nel tempo, quando internet fece la sua prima comparsa nelle nostre vite. All’epoca se non avevi un sito internet non esistevi, ora con il web 4.0 si sente la stessa esigenza; se non ci sei sui social non esisti.

E che bisogna fare?
Decidere cosa comunicare e poi come farlo. Bisogna fare uno scatto di mentalità, vanno bene i social se dietro c’è una strategia. In primis bisogna conoscere punti di forza e debolezza, definire l’obiettivo e poi attivare gli strumenti utili e  decidere quali risorse umane dovranno lavorarci.

Perché parenti e affini non vanno bene?
Questi sono strumenti che richiedono un investimento nel medio e lungo termine, i risultati arrivano con il tempo e richiedono conoscenza e competenza dello strumento, non può essere affidato alla qualunque.

Non basta sapere caricare una foto o un video sui social.

Cosa non bisogna fare?
Il marketing non è una panacea a tutti i mali così come non lo sono i social, il risultato immediato, i like e le visualizzazioni sono una scintilla, ma non garantiscono risultati. Quello lo garantisce l’investimento economico, il tempo e soprattutto il lavoro di chi ci sta dietro.

E per i professionisti?
Il discorso è lo stesso cambia l’identità da promuovere, in questo caso si parla di “personal branding” ed è uno strumento particolarmente importante per competere sul mercato. Pensiamo agli psicologi ed avvocati in quel caso il ruolo e la figura professionale possono avere la necessità di promuoversi e farsi conoscere.

Exit mobile version