Ciao Salvatore Conforti, il giullare di Torchiati ci ha lasciato

Salvatore Conforti, il giullare di Torchiati si è spento lo scorso 30 luglio, lasciando senza parole tutti quello che lo conoscevano.

Salvatore Conforti era il giullare di Torchiati, piccola frazione di Montoro.

Il sui incarico aveva una durata pluriennale, ovviamente non aveva ricevuto nessuno mandato e non si era candidato, non aveva vinto nessuna selezione, lo era e basta. Era conosciuto da tutti: anziani, giovani o bambini.

Si è spento all’improvviso un sabato di luglio. Nella sua camminata mattutina, a conoscenza di tutti i paesani, si è accasciato nei pressi della stradina via Vecchia Incoronata, lungo una salita appesa che prima di portarti sullo stradone principale per arrivare al Santuario, si affaccia sulla piccola chiesa del SS. Salvatore.

Salvatore Conforti era nella vita quotidiana, un marito, un papà e un operaio di una nota azienda conciaria di Solofra, ma per Torchiati era un animatore capo, un amico fedele, un cittadino sempre pronto e attivo a fare la sua parte.

Inizia da giovanissimo a fare teatro prima con la compagnia amatoriale “Giovani e Teatro” a fine anni ’90, sulla scena parte con piccoli ruoli, subito ben caratterizzati.

Poi il salto nei “Monelli” fino all’associazione ” Lo Jullare” da presidente e attore, in prima linea sul palco, a scegliere copioni, a fare da regista. Mai litigi con Salvatore, ma solo risate. Al caldo dell’estate, al freddo della palestra dell’Istituto comprensivo “Ferdinando Abate Galiani”, a montare scene, sistemare la platea, a porre i saluti finali al pubblico, il suo.

Di fronte ai litigi, ai volti scuri Salvatore rispondeva sempre con un sorriso, una pacca sulla spalla, un andiamo avanti. E così che lo Jullare ha superato i suoi 10 anni ed è ancora là con tante nuove leve pronte a divertirsi con l’arte antica del teatro.

Lo stesso impegno da qualche anno lo aveva messo anche nella organizzazione come Comitato Festa per le celebrazione del “SS. Salvatore”, in prima linea per la tradizione e la fede insieme ad un gruppo di amici. Lo stesso come componente della Confraternita dell’Addolorata, vestito di tutto punto con il lumino in mano in processione.

 

Non è mancata l’attività calcistica, quella del divertirsi e dello stare insieme con la “US Chiusa” e poi con la  “US Torchiati 1998”.  E quando ha lasciato il calcio si era soliti ritrovarlo nei week-end, il mattino presto, lungo la salita dell’Incoronata.

 

E se non lo si conosceva per tutto questo, la verità è che Salvatore lo conoscevi e lo apprezzavi per l’immediato sorriso che ti regalava appena ti vedeva, per il saluto e per la battuta, pronto allo scambio alla chiacchiera con tutti, come un giullare che si ferma a parlare con tutti, ricchi e poveri, intelligenti, acculturati, ignoranti.

 E sempre pronto a mettersi in gioco, a fare la sua parte, a sistemare una sedia, a dire: “Che dobbiamo fare?”

Non mancherai Salvatore, conosciuto da tutti come il Ciavarro, perchè nel paese conta più il soprannome che il nome; in realtà manchi già, per fortuna il tuo esempio è davanti agli occhi di tutti, il testimone del tuo impegno pure.

Ciao Salvatore e mi raccomando: “Nzerra chella port!

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