(Pompei)- Biancheria da letto ruvida con tappezzeria cadente, una cassapanca decrepita e pareti grigiastre trafitte da una minuscola finestra, all’angolo della quale sono ammucchiate alcune ceramiche polverose. La disposizione di questo appartamento ammobiliato di 16 m 2 situato a circa 3 chilometri dal Golfo di Napoli lascia molto a desiderare. Eppure il pezzo riempie di gioia i ricercatori italiani del Parco Archeologico di Pompei che lo hanno aggiornato nei mesi scorsi. A loro importa poco che questa modesta stanza antica, sepolta durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. aC, impallidite davanti ai graziosi pezzi cerimoniali che ci sono pervenuti dalle ville romane. Perché al di là dell’estetica, questo pezzo porta preziosi indizi archeologici in un campo ancora poco documentato del mondo romano: gli schiavi e la loro vita quotidiana.
Angusto quasi come un capannone, il piccolo alloggio è circondato da mura costruite con un dispositivo reticolato e si distingue subito dalle bellissime stanze a mosaico con pareti colorate che deliziano i visitatori di Pompei. La stanza non si trovava però nella città antica, ma è stata rinvenuta nella parte rustica della villa suburbana di Civita Giuliana, che gli archeologi italiani stanno scavando dal 2017, nelle immediate vicinanze della città antica. Molto ben conservata, la stanza conteneva diversi resti notevoli, come i resti di tre letti lignei, di lunghezza modulare. Dotati di molle a corda, questi letti erano provvisti di coperte che gli archeologi hanno potuto rintracciare, miracolosamente preservate dal lavoro dei secoli.
Ritrovati in loco, i resti degradati di una cassa lignea contenevano anche tessuti e oggetti metallici che potevano essere finimenti, mentre su una delle panche erano contati anche vari altri elementi di carrozzeria. Poiché questo servile alloggio si trovava nelle immediate vicinanze del carro e dei cavalli della villa scoperti diversi mesi e anni fa, gli specialisti propongono quindi di vedervi l’alloggio di un gruppo di schiavi addetti alla manutenzione della stalla e dei veicoli di questa lussuosa residenza.
L’occupazione di questo cubicolo affollato non si limitava però alla presenza di tre meccanici specializzati. La presenza di un letto leggermente più corto – lungo 1,4 metri contro 1,7 per gli altri due – potrebbe, ad esempio, suggerire la presenza di un bambino o di un giovane adolescente nel gruppo. O la stanza serviva da ricovero per tre operai estranei tra loro e di età disuguale, oppure ospitava una piccola famiglia di schiavi. Il resto della stanza conteneva un vaso da notte e otto anfore vuote che suggeriscono che questo spazio fosse utilizzato anche come deposito di cemento. Tuttavia, nella stanza non è stato trovato nessun defunto, il che fa pensare che gli anonimi occupanti della villa, padroni come schiavi, possano essere fuggiti durante l’eruzione del Vesuvio.
“Anche se non abbiamo scoperto un grande ‘tesoro’, è senza dubbio una delle scoperte più affascinanti della mia vita di archeologo, ha sottolineato sabato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco di Pompei. Il vero tesoro che qui stiamo toccando è l’esperienza umana, e in questo caso l’esperienza degli individui più vulnerabili del mondo antico, di cui questa stanza costituisce una testimonianza unica”. Una scoperta tanto più clamorosa quanto le fonti scritte antiche sono rare e parziali. “Questo è un caso in cui l’archeologia ci sta aiutando a comprendere meglio una parte del mondo antico di cui non abbiamo molte informazioni”, ha riassunto il capo archeologo.
Costruita quasi 700 metri a nord delle mura di Pompei, la villa di Civita Giuliana è stata oggetto di una meticolosa campagna di scavi condotta per quasi cinque anni. Prima operazione archeologica su larga scala sul sito da oltre un secolo, il sito è stato allestito dal Parco di Pompei in stretta collaborazione con il parquet di Torre Annunziata per tagliare l’erba sotto i piedi dei saccheggiatori. La scoperta nel 2012 di una vasta rete di gallerie scavate abusivamente fino a cinque metri sotto il livello del suolo, in direzione degli antichi resti della villa, aveva suscitato scalpore nel Mondo.
