(Roma)- Oggi, 2 maggio, Marco Pannella avrebbe compiuto 90 anni. Il leader radicale, “guerriero” dei diritti civili in Italia, spense per l’ultima volta 86 candeline nel 2016, nella sua casa di via Panetteria, a pochi passi da Quirinale, in compagnia degli amici che non lo avevano mai abbandonato e gli stettero accanto fino all’ultimo respiro: Matteo Angioli e Laura Harth. Proprio da quel giorno le sue condizioni si aggravarono. Pannella lottava contro un tumore al fegato e uno ai polmoni. Morì pochi giorni dopo, il 19 maggio, poco prima delle 14 nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede dove era stato portato il pomeriggio precedente. L’annuncio della morte fu fatto con il Requiem di Mozar, da Radio Radicale. La stessa emittente che aveva dato la notizia del ricovero.

Lunghissima – piena di svolte, rotture, digiuni- la sua vita politica. Nato a Teramo nel 1930, si era laureato in legge nel 1955. Nel 1956, dopo un’esperienza nella gioventù liberale e nell’unione goliardica italiana, è tra i fondatori del Partito radicale insieme a Pannunzio, Ungari, Scalfari, Carandini, Cattani. Diventa segretario nel 1963, dopo un’esperienza a Parigi come corrispondente del Giorno. Già nel ’65 comincia la campagna divorzista con Loris Fortuna.
Nel 1968 viene arrestato a Sofia dove contesta l’invasione della Cecoslovacchia. E’ allora che scatta il suo primo grande digiuno gandhiano. “Digiuni di proposta, non di protesta”, amava sottolineare. Nel 1974 conduce l’iniziativa per il no all’abrogazione del divorzio. Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe, facendosi arrestare dopo aver fumato uno spinello in pubblico.
Nel 1981 la vittoria al referendum per il no all’abrogazione dell’aborto. Negli anni Novanta trasforma i Radicali in un partito transazionale, allargando il campo delle sue battaglie alla lotta contro la pena di morte e contro la fame nel mondo. E’ nel 1976 che entra per la prima volta alla Camera come deputato: sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87. Frattanto, in quegli anni esplode un altro caso significativo che porterà, indirettamente, i radicali ala ribalta, ossia l’arresto ingiustificato ed arbitrario del presentatore televisivo Enzo Tortora, vittima di uno scambio di persona. Una vicenda che vedrà i Radicali assai critici nei confronti dell’operato della magistratura, accusata di incompetenza e superficialità, e che porteranno Tortora a diventare eurodeputato radicale nel 1984.
Nel 1992 Pannella si presenta alle elezioni politiche con la “Lista Pannella”: ottiene l’1,2% dei voti e 7 deputati. In Settembre, appoggia la manovra economica del governo di Giuliano Amato. Alle elezioni politiche del 1994 si schiera con il Polo di Silvio Berlusconi. Nel 1999 è stato rieletto parlamentare europeo, con la Lista Bonino.
La lunga carriera di questo instancabile uomo politico contempla una lista interminabile di incarichi. Già Presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia), già consigliere comunale a Trieste, Catania, Napoli, Teramo, Roma e L’Aquila. Già consigliere regionale del Lazio e dell’Abruzzo è stato Deputato alla Camera del Parlamento italiano dal 1976 al 1992. E’ stato a lungo Parlamentare europeo; parte della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione; della Commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa; della Delegazione per le relazioni con Israele; dell’Assemblea Parlamentare paritetica della convenzione fra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l’Unione europea (ACP-UE).
In tanti, negli ultimi anni, hanno invocato un seggio come senatore a vita per Marco Pannella. Ma il leader radicale non ha mai ricevuto questo riconoscimento.
