(Roma)- Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l’indice Rt è più alto. E’ questa l’ipotesi a cui sta lavorando il governo prima di decidere se arrivare a misure restrittive di portata nazionale. Del tema, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, si sarebbe parlato nella riunione pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione e il Cts. La maggioranza dovrebbe tornare a riunirsi domenica.
Chiusure mirate per 2/3 settimane: Napoli, Torino e Milano nel mirino – Per il momento non si parla di un lockdown generalizzato, ma di chiudere per due o tre settimane le aree dove i contagi corrono di più. Tra le ipotesi che circolano, nel mirino ci sarebbero grandi città come Napoli, Torino e Milano, ma anche Roma è nella lista degli “osservati speciali”. Giuseppe Conte aspetta solo il report del Comitato tecnico-scientifico sui casi più allarmanti per mettere nero su bianco i provvedimenti che saranno discussi dai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza con Regioni, Anci e Province domenica mattina.
Dopo un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, allargato agli esperti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto al Comitato tecnico scientifico di riunirsi per fornire al governo i dati su quei territori che stanno facendo i conti con un’impennata dei contagi: l’obiettivo è istituire nuove zone rosse o prevedere chiusure “mirate”. Nel mirino ci sono le aree metropolitane di Milano, Napoli, Genova e Torino, una parte del Veneto e alcune regioni meridionali, come la Campania. La situazione è decisamente seria, anche se da più fonti di governo ribadiscono che la seconda ondata era prevista, al punto che ogni misura che sarà adottata rispetterà le indicazioni tracciate dall’Iss la scorsa estate in caso di superamento del temibile indice Rt a 1,5 e 2.
