(Roma)- “La situazione in tutta Europa è seria, le decisioni che abbiamo preso sono state difficili: persino lasciare le primarie e le secondarie di primo grado aperte nelle zone rosse non è stato semplice. Per quanto mi riguarda potrò sentirmi sollevata soltanto quando tutti i miei studenti potranno tornare in classe”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che però sulla riapertura non fa pronostici.
“Non siamo più la cenerentola del Paese” – La Azzolina spiega poi che nelle linee guida per la didattica a distanza “abbiamo scritto che devono fare almeno tre ore al giorno in modalità sincrona. In Italia, la scuola non è stata mai considerata nello stesso modo che negli altri Paesi. ma noi abbiamo messo un paletto in questi giorni: la scuola non è meno importante delle altre attività”.
E ancora, chiarisce: “Non mi sono mai sentita isolata nelle mie scelte, anzi devo ringraziare il governo e il presidente del Consiglio. Dal primo momento ho visto una grandissima sensibilità verso una scuola di qualità. Ora per la scuola è cambiata la musica, anche sugli investimenti. Non siamo più la cenerentola del Paese”.
E, in vista della riapertura, la Azzolina dice che sta lavorando “sulle criticità che sono emerse, il protocollo di sicurezza con le Asl deve essere applicato in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Chiedo da tempo i test rapidi nelle scuola”, dice, augurandosi che ci siano per il 4 dicembre, allo scadere del nuovo Dpcm. Sul concorso, infine, ricorda che “ha già svolto le prove il 73% dei candidati, alla prima finestra utile si concluderà e intanto iniziamo a correggere i test già fatti”.
