COVID, LE REGIONI A DRAGHI: “DARE UN SEGNALE AL PAESE SULLE RIAPERTURE “

Il premier dice che bisogna guardare al futuro con ottimismo, che il piano vaccini migliorerà e che non è lontano l'obiettivo delle 500mila dosi al giorno.

(Roma)-Un incontro difficile, dopo le tensioni degli ultimi giorni tra governo e regioni sulle vaccinazioni (con il premier che ha denunciato la precedenza dara ad alcune categorie,  rispetto agli ultraottantenni . E su Sputnik, con le fughe in avanti di De Lca,  , ma non solo. Oggi nella cabina di regia i governatori, soprattutto quelli leghisti, sono andati alla carica sul tema delle riaperture. “Bisogna guardare al futuro per dare un segnale al Paese. Si cominci a fare un ragionamento sulle riaperture in base alla certezza sull’arrivo dei vaccini”, hanno detto. E hanno invocato il ripristino delle “zone gialle”, abolite per decreto.

A parlare è stato soprattutto il governatore ligure, Giovanni Toti: “Lavoriamo insieme per recuperare il ‘gusto del futuro’. Cominciamo a riprogrammare le nostre aperture, le manifestazioni, le fiere, i matrimoni”, ha detto. Il premier, Mario Draghi, che ha partecipato al vertice insieme ai ministri Speranza e Gelmini, ha aperto uno spiraglio, almeno nelle parole: “Riprogrammiamo già da ora le aperture per quando sarà possibile”, ha detto. Un modo, secondo il presidente del Consiglio, per dare speranza al Paese.

“Bisogna guardare al futuro per dare un segnale al Paese. Si cominci a fare un ragionamento sulle riaperture in base alla certezza sull’arrivo dei vaccini”. E’ quanto hanno chiesto le Regioni al governo durante il vertice sulle misure anti-Covid. I presidenti regionali della Lega spingono per “riaperture ragionevoli” e insistono perché siano previste clausole per ripristinare le zone gialle. La replica di Draghi: “Collaborare per vincere la battaglia”.

I presidenti di Regione della Lega, inoltre, chiedono di rivalutare i criteri per individuare l’andamento del contagio (criteri che sono influenzati anche dal numero di tamponi effettuati). Il Carroccio auspica inoltre indicazioni scientifiche sul rischio che comporterebbero alcune riaperture come quelle di teatri o ristoranti per immaginare “scelte consapevoli” della politica. I presidenti di Regione chiedono anche all’esecutivo di incrementare il personale sanitario per somministrare i vaccini, considerate le promesse non mantenute dal precedente governo.

Ma la posizione di Draghi è chiara: chiusure e aperture dipendono dai dati, non da altri criteri. Su questo si è consumato un botta e risposta tra lui e Salvini negli ultimio giorni. E il presidente del Consiglio si è concentrato sul futuro del piano vaccini, sottolineando come “la campagna vaccinale stia andando migliorando continuamente e  rapidamente”. Per Draghi “l’obiettivo delle 500mila dosi al giorno non è lontano”. Draghi cita le parole del commissario Ue Breton: “Per quanto riguarda le forniture dei vaccini per i prossimi mesi la Commissione ha assicurato che le dosi dovrebbero essere più che sufficienti per  raggiungere l’immunità per il mese di luglio in tutta l’Europa”. Un obiettivo è stato comunque chiaro: “Evitiamo lo scontro istituzionale, per quando sarà possibile”.

E la linea della prudenza è stata confermata, ancora una volta, dal ministro della Salute Roberto Speranza: “Ora va usata prudenza, sono i numeri dei decessi, del contagio e delle terapie intensive a imporci attenzione. Con 3.721 posti letto in terapia intensiva occupati non possiamo fare un passo troppo lungo. Le prossime settimane saranno decisive per le vaccinazioni e potremo così programmare l’estate e la graduale uscita dalle restrizioni sulla base delle evidenze scientifiche e dei dati del monitoraggio che sono e restano la nostra bussola”.

 

Draghi: “Collaborazione per vincere la battaglia”“Soltanto attraverso un sincero rapporto di collaborazione tra Stato Regioni si riuscirà a vincere questa battaglia”, ha replicato il premier Mario Draghi agli esponenti delle Regioni, precisando che “c’è il comune impegno ad assicurare non solo la sicurezza e la salute ma anche la ripresa dell’attività economica”.

 

“Dare speranza programmando riaperture”“Occorre ridare speranza al Paese, pensando a programmare e alle riaperture”, ha detto ancora Draghi, precisando che “bisogna cominciare ad aver di nuovo il ‘gusto del futuro’. Occorre uscire da questa situazione di inattività. Sono  certo che, tutti insieme , raggiungeremo qualunque obiettivo. Questa è la mia certezza, non è una speranza né un pronostico”, ha aggiunto.

 

“Ottimismo, 500mila vaccinati obiettivo non lontano”Il presidente del Consiglio ha quindi rinnovato “l’invito a iniziare a guardare al futuro con ottimismo”, sottolineando come “la campagna vaccinale stia andando migliorando continuamente e rapidamente”. “Gli obiettivi prefissati per aprile e maggio, in riferimento alle forniture di vaccini e al numero delle vaccinazioni, pari al mezzo milione di vaccinati al giorno, non sembrano – ha osservato il premier – più così lontani”.

 

Toti: “Riprogrammare aperture per fiere e matrimoni”“Lavoriamo insieme per recuperare il ‘gusto del futuro’. Cominciamo a riprogrammare le nostre aperture, le manifestazioni, le fiere, i matrimoni”. E’ questa la posizione del vice presidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, espressa al vertice con il governo.

 

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