Un Mondiale fatto inizialmente di otto gare e solo in Europa, come non capitava dal 1953, quando la Formula 1 corse per la prima volta fuori dal Vecchio Continente, in Argentina (trionfò Alberto Ascari sulla Ferrari, bissando il titolo iridato: da allora nessun italiano ha vinto la classifica piloti). Le gare si disputeranno sui circuiti di Spielberg (Austria) il 5 e 12 luglio, Budapest (Ungheria) il 19 luglio, Silverstone (Gran Bretagna) il 2 e 9 agosto, Barcellona (Spagna) il 16 agosto, Spa (Belgio) il 30 agosto e Monza (Italia) il 6 settembre.

Doppi appuntamenti nello stesso tracciato, per favorire l’organizzazione e il contenimento dei costi, e un pizzico di romanticismo mantenuto, con Spa e Monza, ma purtroppo al momento senza Montecarlo. Nei piani di Liberty Media, società cui fa capo il Circus, c’è l’intenzione di correre fino a dicembre con 15-18 gare e portare il carrozzone là dove la parte sportiva va ancora più a braccetto con quella economica: Abu Dhabi, dove gli emiri spendono una settantina di milioni per ospitare il giocattolino; Baku, in Azerbaijian, dove in seguito ai circa 50 milioni di investimento dal 2016 ad oggi c’è stato un ritorno di indotto e posti di lavoro di 450 milioni di euro; Cina, primo mercato globale; Singapore, che spende 60 milioni per la corsa in notturna; Austin, in Texas, dove il ritorno d’immagine è più che ovvio. E c’è la possibilità di un secondo gp in Italia: oltre a Monza (ma i circa 22 milioni da investire potrebbero essere fuori portata) sono interessati Imola (assente dal 2006) e il Mugello, pista di prova della Ferrari di grandissimo fascino per piloti e pubblico.
Formula 1, ecco il calendario Post Covid 19
La Formula 1 si appresta a ripartire dopo la pausa causata dalla pandemia. Ufficiali le prime 8 gare del calendario del campionato del mondo 2020, tutte previste su suolo europeo.
