(Roma)- Anche i parlamentari hanno diritto al bonus da 600 euro per le partite Iva, poi salito a 1000, nonostante lo stipendio da 12 mila euro al mese. Qualcuno tra loro ha pensato che fosse non solo possibile, ma anche opportuno farseli dare. Quando si è saputo che sono almeno 5 i deputati ad aver chiesto il bonus è scattata la riprovazione generale. Le parole scandalizzate delle prime e seconde linee dei partiti non si sono fatte attendere. E c’è chi vede questa storia come una spinta a votare sì alla riforma del taglio dei parlamentari, al centro del referendum del 20 settembre.

19-12-2018 Roma
Politica
Camera dei Deputati – Scambio di auguri tra la Presidente della Camera Fico e la stampa parlamentare
Nella foto Roberto Fico
Photo Roberto Monaldo / LaPresse
19-12-2018 Rome (Italy)
Greetings between the President of the Chamber of Deputies Roberto Fico and the parliamentary press
In the photo Roberto Fico
“I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”, aggiunge specificando che “non importa di quale forza politica” siano. “La richiesta del bonus di 600 euro, previsto per gli autonomi e le partite Iva, avanzata da cinque deputati è davvero inqualificabile. Spero che restituiscano subito i soldi o che il Presidente Roberto Fico trovi immediatamente la maniera per porre rimedio a questa ingiustizia, che è uno schiaffo enorme nei confronti di chi ha realmente bisogno, specie dopo l’emergenza sanitaria” dichiara il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Michele Bordo. “Posso dire che è una vera vergogna?” scrive su Facebook Nicola Zingaretti.
E Matteo Salvini, che subito ha puntato il dito oltre che sui deputati anche sull’Inps e sul governo, ‘reo’ di aver varato un decreto che consente anche ai deputati di percepire il bonus: “In qualunque Paese al mondo, tutti costoro si dimetterebbero” afferma. Poi, in una successiva dichiarazione corregge il tiro e si limita a chiederne “l’immediata sospensione”. Più netta la posizione di Italia viva, che con la ministra e capo delegazione Teresa Bellanova chiede le immediate dimissioni dei parlamentari: “a qualunque partito e schieramento appartengano”. “Per dissipare qualsiasi dubbio sarebbe il caso che chi ha usufruito del bonus esca volontariamente allo scoperto e spieghi se, magari e auspicabilmente, si è trattato di un errore dovuto allo zelo di un consulente. Non c’è alcun segreto da proteggere né alcuna privacy da tutelare nell’attività di un parlamentare: tutto deve avvenire alla luce del sole. Chi ha intascato spieghi, restituisca (se non l’ha già fatto) e si chiuda al più presto questa tristissima pagina” scrive in una nota il deputato e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, Giorgio Mule’.
Nessuna mail di conferma, i solidi arrivavano direttamente nel conto corrente. E la procedura andava fatta solo a marzo. Ad aprile il bonus scattava in automatico. A maggio invece è stato introdotto un tetto: solo per chi poteva dimostrare di aver avuto un calo del fatturato. Così, tra marzo e aprile sono stati erogati quasi 6 miliardi di euro. Il mese dopo si è scesi a 934 milioni.
Il bonus Inps a Montecitorio
Cinque parlamentari chiedono all'Inps i 600 euro per le partite Iva. I sospetti sono 3 deputati della Lega, uno M5S e uno di Italia Viva. Tutti i partiti si dicono scandalizzati, ma è una spinta a votare sì alla riforma del taglio dei parlamentari
