“Non so come vorrei che la gente mi ricordasse – ha ammesso Rossi rispondendo ad una domanda – . Quando sei uno sportivo la tua vita è sempre divisa: da una parte il pilota, che le persone possono seguire, amare. Dall’altra l’uomo, che conoscono solo le persone più vicine. Vorrei che mi ricordassero come un bravo pilota e come uno con il quale si sono divertiti”.

Dopo 26 stagioni nel ghota del motociclismo Valentino ha imparato che “dallo sport si impara molto. Anche per la vita di tutti i giorni. Io mi sono sempre divertito. Ho collezionato belle esperienze. Impari a lavorare in un team, questa è una bellissima cosa che ti fa crescere, impari a trarre il meglio dagli altri”.

Rossi è poi tornato sulla sua decisione di dire stop: “In Austria ho preso la decisione ufficialmente, ma dovevo restare concentrato sul resto della stagione, a Valencia sarà diverso perché sarà l’ultima gara, sarà più emozionante. Parlare di paranoia è un modo di dire in Italia, non è la fine del mondo. Cambiare idea? No di certo. Se fossi competitivo correrei altri vent’anni, ma non ho una moto competitiva e probabilmente neanche io lo sono così tanto”, ha aggiunto a proposito di alcune sue dichiarazioni recenti.

Ma un po’ Valentino sarà anche contento di fermarsi? “Rispetto ai miei inizi è diverso, adesso ci sono tante gare, forse troppe, una volta avevi tempo per te, c’erano quindici gare, già quando passammo a diciotto sembrava uno stress, adesso è proprio un lavoro…”.

Sulla lotta per il Mondiale tra Quartararo Bagnaia: “E’ una bella sfida, si meritano di lottare per il campionato. Sarebbe stato più divertente se fossero stati più vicini, ma va bene così”.

Uscendo dall’ambito personale, Valentino ha detto la sua sui tanti incidenti accaduti quest’anno, soprattutto nelle categorie minori, e che hanno portato anche a tragiche conseguenze: “Qualcosa va cambiato, certi incidenti succedono troppe volte, molti piloti si spostano in modo molto aggressivo e scriteriato in rettilineo, bisogna parlare chiaramente con i piloti, altrimenti 6-7 sono troppo pericolosi. La decisione della penalità all’ultimo giro è un buon segnale, bisogna continuare così”.