(Bruxelles)- L’Unione europea potrebbe chiedere aiuto alla Russia per un’ulteriore fornitura di vaccini. Pfizer/BioNTech e AstraZeneca hanno manifestato problemi alla produzione delle dosi che potrebbero mettere a rischio la campagna vaccinale Ue e, quindi, la ripresa economica. E così alcuni leader europei aprono alla possibilità di siglare accordi sullo Sputnik V, il vaccino russo. Ma la scarsità delle scorte di vaccino potrebbe non essere l’unico motivo a spingere l’Ue verso Mosca.
Mentre partono le azioni legali contro le principali case farmaceutiche con cui l’Europa ha siglato contratti, si apre alla possibilità di fare accordi sui vaccini con la Russia. Finora solo l’ Ungheria, fra gli Stati membri, ha acquistato lo Sputnik, nonostante l’Agenzia europea dei medicinali (Ema), non si sia ancora pronunciata. Il giorno venerdì 22 gennaio, la cancelliera Angela Merkel non ha escluso il ricorso al vaccino russo: “Se il vaccino Sputnik sarà approvato dall’Ema, potremo parlare di accordi sulla produzione e anche all’uso”. La cancelliera tedesca ha aggiunto di aver già offerto alla Russia del “supporto nello sviluppo” per mezzo del Paul Ehrlich Institut.
“Al di là delle differenze politiche che sono ampie, possiamo certamente lavorare insieme in una pandemia, in un settore umanitario”, ha concluso Merkel. La stessa posizione è stata presa in Italia dalla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa in proposito ha detto: “Se l’Ema dice che va bene, assolutamente sì, perché non dovremmo?”.“Sputnik V sarà presto uno dei vaccini più diffusi e accettati del mondo: la prossima settimana una prestigiosa rivista ‘peer-reviewed’ europea pubblicherà i risultati della fase 3 e sarà chiaro a tutti la bontà del lavoro svolto”, ha detto l’ad del fondo d’investimenti della Russia, Kirill Dmitriev alla stampa.
E in attesa dell’approvazione da parte di Ema del vaccino di Oxford Astrazeneca (il 29 gennaio) con una incognita sull’efficacia rispetto alle varianti del virus e i ritardi delle altre case farmaceutiche ecco che il composto russo – con una efficacia dichiarata da Mosca del 95% – diventa un’opportunità da prendere in considerazione. E a Mosca se ne sono perfettamente resi conto: “Lo Sputnik V sarà presto uno dei vaccini più diffusi e accettati del mondo: la prossima settimana una prestigiosa rivista ‘peer-reviewed’ europea pubblicherà i risultati della fase 3 e sarà chiaro a tutti la bontà del lavoro svolto” dice l’amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund (RDIF), Kirill Dmitriev, in un incontro con la stampa. Nei mesi scorsi la comunità scientifica aveva sollevato dubbi sul vaccino in assenza di dati e pubblicazioni scientifiche. “Molti Paesi europei sono interessati e, come sapete, stiamo discutendo con la Germania l’opportunità di produrre il vaccino localmente. Un gran numero di persone che hanno cercato di mettere lo Sputnik V in luce negativa sono in realtà a corto di argomenti. Credetemi, sarà l’ultimo argomento quando apparirà la pubblicazione nella rivista medica già la prossima settimana“, ha aggiunto Dmitriev. Lo Sputnik V, messo a punto dall’Istituto nazionale di epidemiologia e microbiologia Nikolaj Gamaleja di Mosca e finanziato dal fondo sovrano Russian Direct Investment Fund (RDIF), si basa su vettori adenovirali.
Intanto il vaccino russo è stato approvato dal primo paese europeo l’Ungheria. Una approvazione per l’uso in emergenza che si basa sui risultati dei test clinici dello Sputnik V in Russia e su una valutazione completa da parte degli esperti in Ungheria. Anche gli Emirati Arabi Uniti lo hanno approvato come annunciato dal ministero della Sanità di Abu Dhabi, sottolineando che si tratta del terzo vaccino approvato dagli Emirati Arabi Uniti per combattere la pandemia in corso. “I risultati dello studio hanno dimostrato l’efficacia del vaccino nell’innescare una forte risposta anticorpale contro il virus, la sua sicurezza per l’uso e la sua conformità agli standard internazionali di sicurezza ed efficacia”, afferma il comunicato. Tornando in Europa la Serbia ha avviato trattative per la produzione in Serbia del vaccino che fuori dalla Russia, si produce solo in Kazakhstan. Quello russo è uno dei tre vaccini che vengono somministrati in Serbia, con il Pfizer-BioNTech e Sinopharm.
