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BEATRICE DIS

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Di  Cristofaro Russo

 

Beatrice Classe ’86  nasce a Firenze e cresce in un ambiente musicale (sua madre é stata per molti anni insegnante al Conservatorio Cherubini di Firenze) che la porta a lavorare a lungo come cantante/attrice con Beppe Dati (paroliere per Masini, Pausini, Mia Martini..), recitare in produzioni musical, cantare in jazz band, su navi da crociera…Cantante soprano e attrice con una forte preparazione modern jazz e dotata di forza e
flessibilitá fisica grazie ai molti anni di ginnastica e yoga, Beatrice,  si é esibita su palchi nazionali e non.  Nel 2012 approda a Londra, dove trova un ambiente artistico molto ricco e stimolante, e in cui resta per quasi 7 anni. Studia canto con Nathan Martin, musical director del West End, e recitazione presso l’Actors’ Centre a Covent Garden. Londra le  ha insegnato molto anche di se stessa, facendogli scoprire la meditazione e lo yoga.

Nel 2016 debutta come cantautrice indipendente col nome Beatrice Dis e con regolaritá escono i suoi singoli e video musicali . Il brano a cui tiene di più é “To my dad”, uscito a un anno esatto dalla scomparsa di suo  padre ; il brano ha debuttato dal vivo in un evento di beneficenza a Kensington (Londra) per Cancer Research UK.

 

L’ultimo singolo si intitola “Turn back time”, che é stato registrato a Londra tra i Tileyard Studios, Abbey Road Institute e il nostro home studio con microfoni Sontronics; vede alla chitarra l’italianissimo vincitore Grammy Ricky Damian. É stato rilasciato proprio al suo rientro definitivo in Italia lo scorso ottobre.

 

Abbiamo intervistato questa bravissima artista  per farci raccontare il suo percorso professionale e non solo.

 

 

 

 

 

Come nasce la tua passione per la musica e il canto?
Ho iniziato a cantare a 12 anni, studiando con mia madre che era cantante lirica e docente al Conservatorio. Ho sempre amato le grandi voci femminili del panorama pop internazionale e anche se con gli anni ho ampliato molto il mio ascolto il cuore resta sempre su quelle sonoritá e capacitá. Fin da subito ho desiderato poter fare del canto una professione; inizialmente lavoravo solo come interprete, registrando ed esibendomi con brani scritti da altri autori, tra cui Beppe Dati, paroliere di grandi artisti come Laura Pausini, Marco Masini, la compianta Mia Martini.. Poi é arrivato un momento di svolta in cui ho fatto confluire la mia passione per la scrittura con la musica e l’emotivitá e ho iniziato a cantare e proporre brani scritti da me in italiano e in inglese.

 

 

 

 

 

 

Adesso a quale progetto lavorativo ti stai dedicando?
Il mio progetto musicale di punta é certamente il mio pop indipendente Beatrice Dis (www.beatricedis.com). Questo progetto é nato mentre vivevo a Londra e vede in squadra con me il cantautore/arrangiatore Joe Foresta e il musicista/produttore Mimí Out (quest’ultimo diplomato all’Abbey Road Institute di Londra). In una metropoli cosí giovane e in movimento é impossibile non lasciarsi coinvolgere dallo spirito di avventura; ho iniziato a studiare music business, marketing, social media.. E cosí sostengo e promuovo il mio progetto, che é totalmente indipendente e auto prodotto. Sono fiera di dire che abbiamo rilasciato giá 6 singoli, disponibili su moltissime piattaforme online e con videoclip, e siamo costantemente alla ricerca di modi e contatti per far crescere il progetto. Attualmente ci stiamo dedicando alla produzione del prossimo singolo.
Una canzone che ti sarebbe piaciuto incidere come Beatrice Dis?
Sono tantissimi i brani più o meno moderni che avrei voluto avere sotto mano in fase di arrangiamento e registrazione. Da “Calling you” (portata al successo da Celine Dion ma riproposta come uno standard da tantissimi artisti) a brani di Arisa, Fabio Concato, Sergio Cammariere.. Trovo poi bellissime le sonoritá alla Ellie Goulding e Ariana Grande e mi piacerebbe moltissimo essere immersa in produzioni del genere. 

 

 

 
Tre cose della tua vita a cui non rinunceresti? 
É una domanda a cui mi é difficile rispondere.. Purtroppo come esseri umani perdiamo cose/persone continuamente e siamo costretti a continuare la nostra corsa senza dare cenni di abbattimento. Si impara a stare senza, é questa la veritá..forse un po’ triste. Tutto passa. Certamente farei fatica a non avere la musica nella mia vita in qualche forma, penso che riuscirei sempre a trovare situazioni e modalitá per viverla quotidianamente. Dopo 7 anni a Londra adesso sto ricominciando da zero qui a Firenze.. So cosa vuol dire “rinunciare”: rinunciare a partecipare a un compleanno, alla visita medica di qualcuno a cui tieni, a un matrimonio, a un funerale, a mangiare bene, a vedere il sole,.. Io a Londra ho conquistato ogni piccolo gradino con fatica e sacrificio e di nuovo adesso (non mi vergogno a dirlo) accetto compromessi per poter ricominciare la mia terza vita. E faccio mia una citazione cinematografica: “L’omm che po’ fa’ a men ‘e tutt cos’ nun ten paur ‘e nient”, tradotto: “L’uomo che può fare a meno di tutte le cose non ha paura di nulla”.

 

 Un progetto futuro che vorresti realizzare ?
Sicuramente mi piacerebbe esportare Beatrice Dis all’estero. Le mie canzoni sono in inglese proprio perché nate con uno sguardo volto a tutta l’Europa e oltre. Mi piacerebbe girare quanto più possibile con la mia musica live, magari supportando artisti affermati nei loro tour.

 
Ci racconti qualche cosa simpatica sulla  tua vita?  
Ho un lato molto comico che tengo riservato alle persone con cui sono in stretta confidenza. Come tutti gli introversi ho tempi di fiducia abbastanza lunghi, a meno che non scatti fin da subito qualcosa di magico come é successo con Joe Foresta. Ci siamo conosciuti sulla MSC Fantasia nel 2008, entrambi cantanti negli spettacoli teatrali a bordo; immediatamente é nata un’intesa incredibile e un’amicizia profonda e sincera. Non riuscendo a vederci spessissimo, quando siamo insieme siamo una bomba disinnescata pronta a esplodere e (dicono!) é difficile starci accanto! Ne combiniamo di tutti i colori. Compreso un viaggio a Las Vegas di soli 4 giorni per vedere il concerto di Celine Dion!