calcioSport

Pasquale Casale sul campionato: “Bisogna prevedere più opzioni”

Il Parere del noto opinionista calcistico un passato con le maglie di Napoli, Pisa e Avellino in serie A

Il calcio è, ultimamente, diventato solo parlato. La Formula Uno si è trasformata in ‘virtuale’ e nei gran premi i piloti al posto del volante hanno il Joystick. Ci dobbiamo adeguare ma c’è, per chi lo avesse dimenticato, una stagione da concludere e se, come si dice, si fermerà tutto allora ci domandiamo: chi sono i vincitori e chi i vinti? Da più parti trapelano indiscrezioni che vedrebbero promosse solo le prime di ogni categoria, retrocesse solo le ultime. In Serie A? Juventus campione d’Italia e Champions League? In Europa le squadre con il miglior Ranking. Tutto fatto a scapito dello spettacolo. I presidenti lamentano un mancato incasso, i giocatori debbono essere pagati e le pay-tv dovranno rimborsare i propri clienti. Insomma e per farla breve, in questo clima di incertezze, qualsiasi decisione si prenderà avremo contenti e scontenti. Un classico. Siamo al telefono con Pasquale Casale, un passato in massima serie con Napoli, Pisa ed Avellino, solo per citarne qualcuna. Ha allenato Juve Stabia, Atletico Catania, Fidelis Andria, Ischia, Nocerina e Avellino.

Al mister chiediamo, ovviamente, il suo parere. “La formula migliore sarebbe, senza dubbio, continuare il campionato. Se ciò non fosse possibile allora dico che tra annullare la stagione e farlo giocare solo ad un ristretto numero di contendenti, propenderei per la seconda ipotesi ma ritengo che ci sia più di una alternativa. Si potrebbe dividere il campionato in due gruppi di otto squadre, le restanti quattro resterebbero a guardare ma parteciperebbero alla divisione degli incassi. Nel primo gruppo le contendenti alla assegnazione dello scudetto, nel secondo per evitare la retrocessione”. Mister, si ripartirebbe da zero? Quindi avrebbe più senso continuare il campionato?

“Non propriamente. Innanzi tutto sarebbero solo 7 gare contro le 12 del calendario e con scontri interessanti. Ovviamente il girone scudetto non azzererebbe quanto fatto in campionato e ci sarebbero molte soluzioni, ne dirò almeno due. La prima prevede sette gare con la Juventus che le giocherebbe tutte in casa, la Lazio sei su sette, l’Inter cinque su sette e via discorrendo. Così si darebbe il giusto vantaggio a chi è meglio classificata e sono convinto che gli incassi di questi match sarebbero di gran lunga superiori alle ultime 12 giornate. Lo stesso con l’altro girone con la peggio classificata che gioca tutte le gare in trasferta”. Almeno un’altra ipotesi. “La Juventus entra nel mini girone con un bonus campionato in base ai punti conquistati sino alla ventiseiesima giornata e così via tutte le altre”.

Quindi il Napoli sesto in classifica avrebbe meno chance?

“Quante ne dovrebbe avere una squadra attardata di più di venti punti? Poi, in questo modo, almeno ha delle possibilità di vincere lo scudetto”.

In effetti sarebbe interessante anche se si dovrebbe risolvere il ‘problema’ ottavo posto con Verona e Parma in lizza. Adesso parliamo dell’aspetto economico. Alcuni presidenti vorrebbero decurtare gli ingaggi dei propri giocatori, Lei è d’accordo?

“E’ vero che non hanno giocato e se cosi’ dovesse essere sino alla fine allora potrebbe anche andare bene a patto che l’anno prossimo i calciatori avrebbero poi la possibilità, magari anche solo in parte, di recuperare con premi ed ulteriori bonus. Io penso che un presidente di una squadra di calcio sia un imprenditore che deve rischiare di tasca propria e magari, dalla prossima volta, pensare anche ad una assicurazione per il mancato introito dalle gare di campionato”.

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close