Film travagliatissimo sia per quel che riguarda la lavorazione sia, soprattutto, per quel che concerne la distribuzione per la nota controversia che ha opposto Allen alla Amazon e su cui è il caso di spendere non più di due parole: Allen è un genio e va giudicato dai film non dalla vita privata, punto e stop. 

Ciò posto finalmente arriva nei cinema la sua ultima fatica: “Un giorno di pioggia New York”. Per la prima volta il genio mette New York nel titolo, ma nella “città che non dorme mai” è capitato moltissime volte nel corso degli anni, come sanno tutti i suoi fans. E ogni volta che mette mano a New York gli esce qualcosa di buono (in alcuni casi anche capolavori). Qui Allen ritrova la “verve” smarrita da un po’di tempo, e “licenzia” una commedia brillante in cui ritrova il frizzo, la freddura inattesa, l’equivoco travolgente, il gusto del “mismatch”, come ai bei tempi.
Dialoghi al fulmicotone e battute fulminanti sono la forza del film, insieme con la buona riuscita dell’amalgama del cast che conta neo-stelline come Timothée Chalamet (“Chiamami col tuo nome”) ed Elle Fanning (“The neon demon”) accanto a superstar come Jude Law. Come sceneggiatura siamo dalle parti di “Midnight in Paris” e quindi vicini ai livelli più alti degli ultimi anni. Una storia, come da titolo, girata quasi completamente in una N.Y. piovosa, umida e bagnata: scenario che conferisce ancora più melanconia e romanticismo al bel “plot” Alleniano.
Gatsby Welles e Ashleigh Enright (Chlamet e la Fanning) sono una coppia di giovani fidanzati che decidono di trascorrere un week-end nella Grande Mela, con la scusa che quest’ultima deve intervistare un grande regista avanguardista. In realtà al coppia si dividerà subito all’inizio del film, proprio causa-intervista e resterà a lungo divisa a causa dei numerosi imprevisti che colpiranno i due protagonisti: possibili tradimenti, improbabili fughe dei tetti, feste hollywoodiane, piogge torrenziali e riunioni di famiglia, congiureranno a lungo per tenerli separati. Tutto il campionario Alleniano in grande spolvero, insomma. Resisterà l’amore ? Sottofinale e finale con due colpi di teatro diversamente prevedibili (il secondo più del primo).
Un Allen in gran forma che piacerà a tutti i suoi ammiratori di sempre. Per Alleniani duri e puri.
