(Venezia)-Al Lido di Venezia Paolo Sorrentino parla con la stampa di ‘La grazia’, film d’apertura e in concorso per l’Italia di questa 82 edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che stamani, alla proiezione stampa, ha ricevuto molti applausi. “L’ispirazione”, ha detto il regista napoletano viene dal decalogo di Kieslowski e da “uno spunto di cronaca, ovvero il fatto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva appunto concesso la grazia ad uomo che aveva ucciso la moglie malata d’Alzheimer. Il fatto che un presidente della Repubblica abbia avuto questo atteggiamento nei confronti della vita e di tutta una serie di valori che la politica dovrebbe sempre incarnare mi ha davvero colpito. Perché la politica dovrebbe sempre frequentare il dubbio”.
Un film sull’amore
E sull’esercizio del dubbio Sorrentino, che con “La grazia” torna con un film politico e attuale si è soffermato molto durante la conferenza stampa aggiungendo: “E’ un film sull’amore. L’amore non solo immediato che riguarda la storia, ma anche l’amore in senso più ampio per moglie per figlia e anche per le istituzioni, per il diritto e anche l’amore su un modo di fare politica che è sempre purtroppo più inattuale che era legato all’esercizio del dubbio e della responsabilità”.
La trama
Di scena, nel film in sala dal 15 gennaio 2026 con PiperFilm, Mariano De Santis (Toni Servillo) immaginario Presidente della Repubblica vedovo, cattolico che vive al Quirinale con la figlia, Dorotea (Anna Ferzetti) giurista come lui. Inevitabilmente si pensa all’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il presidente di Sorrentino è ormai a fine mandato e deve decidere su due delicate richieste di grazia, entrambe legati all’eutanasia. Dentro il suo cuore c’è però sempre il grande amore per la moglie scomparsa otto anni prima a cui si lega un ulteriore dubbio che non gli dà pace.
