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Corrado Taranto

"LA RECITAZIONE UN' ARTE DI FAMIGLIA"

Di Antonio Vistocco

 

Corrado Taranto Figlio dell’attore Carlo e nipote dell’attore Nino, Corrado Taranto, seguendo le orme di famiglia, intraprende l’attività di attore teatrale fin da bambino. Inizia a recitare fin da giovane con Tecla Scarano. Per molti anni lavora nella compagnia dello zio, Nino. Passerà poi alla collaborazione con Mario Scaccia, Carlo Cecchi, i Giuffrè ed i De Filippo. Fa parte della compagnia stabile di Luisa Conte. Recita come coprotagonista in “Teresa Raquin” di Zola con la Malfatti. Nel 2008 esordisce alla regia cinematografica con il film Ferragosto a pezzi e con il meno conosciuto Sottosopra, di cui è anche soggettista e sceneggiatore ed uno come protagonista “Irreality” .
Negli anni ottanta, Corrado Taranto forma un sodalizio artistico con l’inseparabile collega Mimmo Sepe. Insieme intrattengono in pubblico in vari spettacoli teatrali e televisivi, usando spesso il dialogo giocato sui loro caratteri, le culture e le le culture e le figure fisiche; in quello stesso periodo inizia a lavorare anche per il cinema e la televisione.

Nel 1988 vince il primo premio (in coppia con Mimmo Sepe) della IV edizione del Festival di Cabaret di Loano.
Nel cinema lavora con Massimo Troisi in “Pensavo fosse amore invece era un calesse” e con Jack Lemmon in “Maccheroni”. In televisione fa parte del cast de “La squadra” e in “Un posto al sole”.

Dagli anni duemila si dedica saltuariamente all’insegnamento della recitazione. Attualmente insegna presso la Scuola del teatro Cilea di Napoli.

Cosa ci dice invece dell’iniziativa “Terra Mia” che la vedrà protagonista il 25 settembre in irpinia come spettacolo per Amatrice?

“Si lo spettacolo si terrà presso il Teatro D’ Europa di Cesinali, in provincia di Avellino. Credo sia un ottima iniziativa perché credo che la cultura possa fare molto come anche lo spettacolo, anche se c’è chi dice che con la cultura non si mangia. Io invece credo che si possa fare molto e non nascondo il mio entusiasmo nel partecipare a questo evento, in una terra che ha vissuto la stessa problematica.”

Ci parla del suo prossimo film, come nasce l’idea?

“Quando ho deciso di dedicarmi alla regia di “Qualcuno ha visto il Papa?” mi sono lasciato ispirare da una commedia da me scritta e ambientata in America circa sei anni fa. Senza entrare nel merito della storia in sé e per sé, perché non voglio rompere l’attesa di coloro che andranno a vederlo, posso dire che il riferimento letterario del film è un romanzo di Joao Estevao Weiner Betancourt intitolato Il giorno in cui hanno rapito il Papa e la sua trama si sviluppa intorno al rapimento del Santo Padre. Voglio, però, sottolineare che è stata la nomina di Papa Francesco a far maturare in me la convinzione di raccontare una storia che, attraverso il cliché della commedia, esprimesse un contenuto di autentica umanità, la stessa che contraddistingue l’attuale Pontefice. Posso quindi affermare che è stato lui il mio principale punto di riferimento, innanzitutto perché è grazie a lui se sono riuscito a riporre la mia fiducia nella Chiesa. Il film sarà nelle sale in autunno”.

Cosa invece cerca di dire ai suoi alunni della Scuola di Recitazione del Teatro Cilea di Napoli?

“Cerco di fargli comprendere che quello che loro oggi vedono in tv al cinema molto spesso non corrisponde sempre al vero ed alla vera recitazione. Io provengo dalle scuole di recitazione degli anni settanta in cui contava molto la dedizione e la preparazione. Aspetti che oggi cerco di trasmettere ai miei alunni.”

Come ama trascorrere il suo tempo libero?

Amo molto viaggiare. Di recente sono stato in Perù. Sono rimasto entusiasta di un popolo molto accogliente che mi ricorda il calore e l’affetto di noi meridionali. Devo dire che ho lasciato un pezzo di cuore lì. Adoro molto cucinare, sono due le cose che mi riescono meglio tra i fornelli le polpette di ogni tipo, e la genovese che a detta di tutti resta il mio cavallo di battaglia.

Sappiamo che un’ altra sua passione è il Napoli Calcio?

Assolutamente si. Sono un fan di De Laurentiis. Credo che il presidente in questi anni abbia fatto bene, portando il Napoli nelle zone alte della classifica. Invece della storia gloriosa del calcio napoletano sono legato a calciatori come Faustino Canè, Antonio Juliano ed Enzo Montefusco. Per quanto riguarda Maradona, resta sempre nel mio cuore ed in quello di tutti tifosi azzurri.

Ci può regalare un suo ricordo di suo padre Carlo e di suo zio Nino?

“Certo. Pensi che mio padre era contrario alla mia carriera nel mondo dello spettacolo. Preferiva per me una carriera da impiegato alla IBM. Ebbi la possibilità di essere assunto ma sbagliai apposta per le domande di ammissione . Mio padre che aveva capito tutto mi disse: “Adesso sono cavoli tuoi”. Per quanto riguarda mio zio Nino, ho avuto un grande privilegio nel far parte della sua compagnia. Ricordo ancora oggi le sette ore consecutive di prove con una severità incredibile che chiedeva agli attori: massima puntualità e professionalità. Oggi invece non e più così e devo ringraziarlo perché anche grazie a lui sono cresciuto molto in termini di professionalità. Scuole come quella oggi difficilmente si trovano in quanto non erano solo scuole di recitazione ma anche di vita.”

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