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EbbaneSis (Viviana & Serena)

Rileggere la tradizione musicale melodica in modo Swing

Di   Cristofaro Russo

 

La loro versione di Bohemian Rhapsody  dei Queen in napoletano l’ultima opera di Viviana e Serena alias le EbbaneSis, famose a Napoli per le loro reinterpretazioni di canzoni della tradizione napoletana  in chiave moderna. Ebbanesis, duo musicale composto da Viviana Cangiano e Serena Pisa nasce per gioco sul web, a  giugno 2017. Dopo aver pubblicato alcuni video sui rispettivi profili decidono di aprire una pagina Facebook, supportate da alcuni addettj ai lavori. Da li il progetto si è trasformato in vere e proprie occasioni di lavoro. Hanno collaborato con Maurizio de Giovanni, Luca Iavarone (fanpage.it) e Elena de Curtis, nipote del principe della risata, Totò. Hanno avuto riscontri positivi da maestri come Isa Danieli, Lina Sastri, Teresa de Sio, Carlo Cerciello, Fiorenza Calogero e tanti altri. La partecipazione a Tu si que vales ha dato loro maggiore visibilità sul web aumentando così il numero dei followers sui social. A dicembre 2017 hanno debuttato al teatro Bellini di Napoli con Dignità autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna. Attualmente  sono impegnate in importanti progetti teatrali sia come attrici che come cantanti. Il loro repertorio attraversa la musica swing, classiche napoletane, macchiette, popolari, villanelle e tanto altro. Due voci e una chitarra che collaborano in totale armonia.In questa intervista raccontano il loro percorso e sodalizio artistico.

 

 

 

 

Perché avete scelto questo nome?
Ci piaceva usare una parola che richiamasse la «parlesia», il gergo dei posteggiatori, un codice linguistico che conoscono solo i musicisti e gli attori che lo praticano. Da qui viene «’e bbane», un termine che indica i soldi, che abbiamo scelto più per il suono che per il significato. A questo abbiamo aggiunto «sis», cioè sorelle. Molti però ci dicono che sembra una parola greca, qualcun altro pensa all’ebano. Ci fa piacere questa confusione.

 

 

Come nasce il vostro sodalizio artistico?
Ci siamo conosciute al liceo, ma allora non ci frequentavamo. Poi ci siamo rincontrate grazie ad alcune associazioni come Imprenditori di sogni e Nartea che ci hanno chiesto di cantare insieme. Così abbiamo scoperto che le nostre voci si completavano. Serena mi ha fatto riscoprire la tradizione popolare napoletana e io l’ho portata verso il pop.

 

 

Qual è stato il primo brano che avete cantato insieme?
E’ Vurria ca fosse ciaola, una canzone che abbiamo studiato per un progetto di villanelle, diretto da Daniele La Torre, che si chiamava Ciaola Ensamble. Da lì abbiamo iniziato a divertirci insieme provando a fare dei video, dai quali poi è nata la pagina.

 

 

Che emozioni avete provato nei vostri spettacoli al “San Carluccio?

Esibirsi su un palcoscenico così  prestigioso ed importante è sempre molto emozionate . Un luogo storico ,   dove hanno debuttato nomi illustri del panorama artistico  italiano. Per noi è sempre molto bello poter proporre le nostre rivisitazioni in questo straordinario teatro napoletano.

 

Nei vostri arrangiamenti sono spesso presenti  molti ritmi swing mixati con la tradizione napoletana, come nasce questa vostra idea ?
E’ una cosa che nasce da entrambe. Quattro anni fa, mentre ci stavamo preparando per un concerto decidemmo di fare una versione swing di Reginella e da lì è cominciato tutto.

 

 

 

 Quali sono gli  artisti a cui vi ispirate?
Durante i nostri concerti proponiamo spesso brani vivianeschi resi celebri dalle interpretazioni di Angela Luce o Concetta Barra, come Bammenella o ‘O nnammurato mio. Per alcune cose ci rifacciamo anche alla Nuova compagnia di canto popolare. Amiamo molto Fausta Vetere, Patrizia Spinosi, Antonella Morea. Se vogliamo andare più indietro nel tempo non possiamo non citare Ria Rosa e Gilda Mignonette.

 

 

Invece come nasce l’idea della vostra versione di Bohemian Rhapsody?

Eravamo nei camerini di un nostro concerto fuori Napoli ,  e ci siamo chieste perchè non provare a reinterpretare Bohemian Rhapsody in NapoletanoNaturalmente ci siamo approcciate a questo pezzo con il massimo rispetto e con tutte le cautele possibili. Siamo consapevoli che si tratta di un brano che fa parte della storia della musica. Quindi andavano adottate tutte le precauzioni possibili per ottenere un risultato degno.a di rendergli un nostro piccolo omaggio, secondo quelle che sono le nostre possibilità canore e musicali.

 

C’è un  brano che preferite nel vostro ampio repertorio?

Diciamo che sono molti quelli che adoriamo cantare , ma se dobbiamo sceglierne uno sicuramente la “A Jatta Nera”. Questo brano è stato molto visualizzato sui social portandoci molto fortuna.