Economia

BANKITALIA: NIENTE RIPRESA

La seconda ondata pandemica, come negli altri paesi dell'area, ha determinato una nuova contrazione del prodotto nel quarto trimestre

(Roma)-Gli occupati in Italia torneranno ad aumentare solo l’anno prossimo, a causa della crisi del coronavirus. Lo sostiene la Banca d’Italia nel bollettino economico. L’occupazione, misurata in termini di ore lavorate, recupererà entro il 2023 la caduta subita l’anno scorso (-11%). Il numero di occupati, “sceso in misura più contenuta (-1,9% nel 2020) grazie all’esteso ricorso alla cassa integrazione”, continuerà a ridursi anche quest’anno (-0,9%), “scontando gli effetti ritardati della crisi”. Tornerà ad aumentare nel prossimo biennio, con un +1,7% nel 2022 e un +1,3% nel 2023. Nel trimestre estivo del 2020, spiega Palazzo Koch, “con la riapertura delle attività sospese in primavera, sono fortemente aumentate le ore lavorate e si è ridotto il ricorso agli strumenti di integrazione salariale. Anche il numero di posizioni di lavoro alle dipendenze è tornato a crescere”. Gli ultimi dati disponibili indicano però “un nuovo incremento dell’utilizzo della cassa integrazione a partire da ottobre, seppure su livelli molto inferiori a quelli raggiunti durante la prima ondata dei contagi. A novembre il recupero del numero di nuove posizioni lavorative si è sostanzialmente interrotto, evidenziando un divario rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, in particolare per i giovani e le donne”.

Crescita nel 2021 a 3,5%, la ripresa slitta La seconda ondata pandemica, come negli altri paesi dell’area, ha determinato una nuova contrazione del prodotto nel quarto trimestre” che pur con elevata incertezza è “valutabile nell’ordine del -3,5%”, rileva Bankitalia nel bollettino economico: l’effetto di trascinamento della flessione di fine 2020 sui primi mesi dell’anno in corso fa slittare una ripresa robusta all’estate e taglia la stima di crescita 2021 a +3,5%, oltre un punto in meno rispetto alle previsioni di luglio. Più decisa l’accelerazione nel 2022 a +3,8%, e con un +2,3 per il 2023. Un terzo delle famiglie progetta una nuova stretta dei consumi  Nei prossimi tre mesi poco meno di un terzo delle famiglie italiane pensa di diminuire ulteriormente i consumi non durevoli come gli alimentari, pranzi e cene, viaggi e vacanze.

E’ quanto si legge nel bollettino economico della Banca d’Italia secondo cui “per circa la metà di queste famiglie la contrazione della spesa sarebbe superiore al 20 per cento”.La flessione, nota poi l’istituto centrale, “interesserebbe soprattutto i nuclei residenti nelle regioni più esposte all’emergenza sanitaria; riguarderebbe anche poco più di un quarto di coloro che si aspettano un incremento di reddito nel 2021”. Il timore del Covid frena economia più del lockdown “Sono i timori di contagio, più chele misure restrittive, a frenare ancora i consumi di servizi”.Lo rileva Bankitalia nel suo bollettino economico citando i da  idi una rilevazione fra le famiglie italiane. Il calo dell’attività economica – scrive Bankitalia – “è stato pronunciato nei servizi e marginale nella manifattura”, con le attese delle imprese peggiorate per la seconda ondata ma lontane dal pessimismo raggiunto nella prima metà dello scorso anno”: le aziende intendono espandere i propri piani di investimento per il 2021 Bce e misure governo sostengono credito banche Le banche “hanno continuato a soddisfare la domanda di fondi da parte delle imprese. Le condizioni di offerta si sono mantenute nel complesso distese anche grazie alle misure di politica monetaria e a quelle governative a sostegno della liquidità”.

E’ quanto si legge nel bollettino economico della Banca d’Italia secondo cui a differenza degli altri paesi la dinamica del credito alle società non finanziarie si mantiene robusta (8,9 per cento), ancora sospinta dall’ampio ricorso delle imprese ai finanziamenti coperti da garanzia pubblica. “I prestiti alle famiglie si sono espansi a ritmi pressoché invariati rispetto ad agosto (4,1 per cento). I mutui hanno lievemente accelerato, mentre il credito al consumo si è mantenuto debole”.

 

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