Cadeva fuori nera
la neve,
frutto d’un cielo rosa opaco
che ancora oggi non comprendo.
Iniziai ad esistere morendo.
Poi pensieri,
pensieri altri,
pensieri oltre
i pensieri di moltitudine
ch’è d’un grigio opaco.
La notte diveniva
oscura e solenne:
come un muto volo
d’ali di corvo.
Così l’animo mio,
preso d’assalto dall’abisso
ch’ è oltre la porta
e porta al buio;
che, a sua volta, muta
in tavola vergine per la mente
che dell’orrore, lei, è artista
di gotiche figure.
Così, dicevo, l’animo mio
Prese a vagare
Col passo incostante e simultaneo
E l’illimitatezza dello sguardo
Che parte dal petto
Dal seme del caos mi nutro e discendo.
Iniziai ad esistere morendo.
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