Carmelita Luciani, talentuosa attrice e autrice nonché fondatrice della compagnia teatrale Australe, si caratterizza per la sua naturale spontaneità e vivace energia. In un’esclusiva per Twikie, Alessandra racconta il suo percorso professionale, arricchendo il racconto con numerosi dettagli che offrono un’interessante prospettiva su questa figura di spicco nel panorama artistico e teatrale italiano.
Tre cosa assoltmante fondamentali nella tua vita a cui non puoi rinunciare ?
” Se la vita fosse uno spettacolo, io non potrei mai andare in scena senza tre cose fondamentali: l’arte, l’amore e le persone divertenti. L’arte è il mio copione segreto: teatro, cinema, storie che mi tengono viva e mi fanno vedere il mondo con occhi sempre nuovi. L’amore è il colpo di scena che non puoi prevedere, quello che scombina tutto ma rende ogni scena memorabile. E poi ci sono le persone divertenti: il pubblico ideale, quello che ride con te, di te, e rende ogni momento degno di un applauso. Senza queste tre la vita sarebbe solo una prova generale”.
Come nascevla tua passione per la recitazione ?
“La mia passione per la recitazione? É iniziata presto… tipo quando da bambina trasformavo ogni angolo della casa in un vero e proprio palcoscenico. Recitare, per me, è sempre stato il modo più divertente per esplorare: potevo essere chiunque, vivere mille vite diverse, fare domande senza dover per forza avere risposte. Era il mio modo di conoscere il mondo… e, senza accorgermene, anche me stessa. Ma la verità è che, dietro tutti quei personaggi, c’ero sempre io. La recitazione è diventata il mio linguaggio segreto, quello con cui riesco a dire cose che a parole, a volte, non saprei spiegare e rispondere anche a domande importanti. In fondo, non ho scelto io la recitazione… è lei che ha trovato me, quando ero ancora piccola, e non mi ha più lasciata andare”.
Invece il tuo percorso professionale ?
“Ho intrapreso il mio percorso professionale all’età di 16 anni, spostandomi tra Abruzzo e Roma, inizialmente nell’ambito del musical. In questo contesto ho avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti del settore, mentre parallelamente ho approfondito lo studio della recitazione davanti alla macchina da presa. Nel corso della mia carriera ho collaborato con nomi importanti come Tony D’Angelo, Giovanni Veronesi e Walter Garibaldi, esperienze che hanno contribuito in modo significativo alla mia crescita artistica. Anche in ambito teatrale ho avuto l’opportunità di partecipare a numerosi spettacoli, esibendomi in diversi teatri e arricchendo ulteriormente il mio percorso. Due anni fa, insieme a due cari amici e colleghi, ho fondato una mia compagnia di produzione, Compagnia Australe, con l’obiettivo di sviluppare nuovi progetti e dare spazio a una visione artistica condivisa”.
C’è di questo percorso un ricordo che porti sempre nel cuore ?
“Sono davvero tanti i momenti importanti che porto nel cuore, esperienze che hanno avuto per me un forte impatto emotivo e che custodisco con grande affetto. Sicuramente, come si dice, “la prima volta non si scorda mai”: il mio primo spettacolo ha significato davvero tanto per me. È stato un momento fondamentale, che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento. La cosa più bella è che, nonostante il tempo e le esperienze, riesco a portare con me la stessa emozione ogni volta che inizio un nuovo progetto,quella sensazione non cambia mai!”.
Adesso in quale progetto sei concentrata?
” Adesso sono concentrata su diversi progetti che presto prenderanno forma concreta.
In questo momento, però, il mio impegno principale è rivolto alla lavorazione e distribuzione del mio ultimo spettacolo, “Oltre lo Specchio”, prodotto dalla mia compagnia. Si tratta di un progetto che affronta tematiche importanti e profondamente attuali per la società di oggi. Stiamo inoltre sviluppando un canale specifico per favorirne la diffusione, con l’obiettivo di portarlo in tutta Italia e raggiungere il maggior numero possibile di persone”.
Invece unruolo che vorresti assolutamente interpretare ?
” Mi piace molto mettermi in gioco e affrontare ruoli che abbiano un forte impatto trasformativo.
Un personaggio che mi piacerebbe interpretare è un antagonista: qualcuno a cui poter dare voce andando oltre la superficie, scavando nella sua psiche e permettendo allo spettatore di conoscerlo davvero, fino ad arrivare – perché no – a empatizzare con lui. Quando mi fanno questa domanda, porto spesso come esempio Cersei Lannister, interpretata da Lena Headey nella serie “Il Trono di Spade”. È un personaggio che per gran parte della storia viene percepito come “odiato”, ma che, approfondendone il vissuto, riesce comunque a creare una forma di empatia nello spettatore. Ecco, mi affascina molto l’idea di approcciare a un personaggio così complesso, capace di mettere in discussione il punto di vista di chi guarda”.
Ce un punto di riferimento nella tua carriera ?
“Anna Magnani, lei per me è un grandissimo e importantissimo punto di riferimento. Il suo magnetismo, la sua potenza, la sua forza, l’impatto profondo che ha avuto nel cinema e la sua storia personale sono qualcosa che continua a ispirarmi ogni giorno. La sua capacità di essere autentica, di portare sullo schermo emozioni crude e vere senza filtri, la rende unica e ancora oggi attualissima. Non interpretava semplicemente un ruolo: lo viveva, lo incarnava completamente. La sua presenza scenica era travolgente, impossibile da ignorare.
Ammiro anche il suo coraggio artistico, il fatto che abbia sempre scelto di essere sé stessa, senza piegarsi a modelli o aspettative. Ha rappresentato una figura di donna forte, libera e profondamente umana, aprendo la strada a un modo di recitare più vero e viscerale. Per me non è solo un’attrice straordinaria, ma un simbolo di integrità, passione e dedizione totale all’arte”.
Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
” È un sogno profondamente poetico e romantico: riuscire a lasciare un segno, un’impronta autentica e concreta attraverso la mia arte. Non qualcosa di effimero, ma qualcosa che resti, che tocchi davvero le persone, che le faccia sentire viste, comprese, meno sole. Vorrei che il mio lavoro avesse un peso emotivo, che potesse attraversare il tempo e magari, anche solo per un attimo, cambiare lo sguardo di qualcuno sul mondo o su sé stesso. Credo in un’arte che non sia solo espressione, ma anche connessione. E poi c’è il desiderio di andare oltre i confini dell’Italia, di portare questa mia visione anche fuori, incontrare altri pubblici, altre culture, altri modi di sentire. L’idea di poter distribuire il mio lavoro all’estero mi affascina profondamente: significherebbe creare un dialogo più ampio, universale, dove le emozioni diventano un linguaggio comune.
In fondo, il mio sogno è questo: crescere, evolvermi e riuscire, passo dopo passo, a trasformare la mia arte in qualcosa che viaggi, che arrivi lontano e che lasci una traccia viva”.
Se diciamo cinema rispondi?
” Atto di libertà che non chiede consenso. È il momento in cui la realtà smette di essere sopportabile nella sua forma ordinaria e viene riscritta in immagini che la rendono finalmente visibile. Il cinema non intrattiene: incide,espone ciò che normalmente resta sepolto sotto il rumore del quotidiano.
È una lingua che non spiega, ma rivela per sottrazione. Lavora sul non detto,sugli sguardi, sul silenzio prima di una scelta. Accompagna chi guarda a riconoscersi”.
Come adori trascorrere il tuo tempo libero e quali altre passioni coltivi nella tua vita?
” Mi piace trascorrere il mio tempo libero dedicandomi alla lettura e a piccoli momenti di cura personale, in cui posso rallentare e prendermi davvero cura di me stessa. Una parte fondamentale della mia vita sono gli animali: li amo profondamente e ho la fortuna di condividere le mie giornate con due shiba inu, Tokyo e Nairobi, i miei piccoli GRANDI amori e cerco sempre di ritagliarmi più tempo possibile con loro. Tra le mie passioni c’è anche il canto, che rappresenta per me un modo libero e spontaneo di liberare le emozioni e divertirmi”.
Se diciamo la parola Amore rispondi ?
” Amore è riconoscersi,completarsi. Fuoco vivo, acceso.
È evolvere insieme, crescere insieme, senza restare fermi a ciò che si era, ma scegliendo ogni volta di ritrovarsi anche quando si cambia. È camminare uno a fianco dell’altro, senza rincorrersi e senza trascinarsi, ma con la libertà di procedere nello stesso viaggio rispettando i propri passi.
Sentirsi parte dell’altro senza perdersi, restando interi, presenti, autentici. Perché l’amore vero non ti toglie da te stesso: ti riporta a te, mentre ti avvicina a qualcun altro”.
Se invece diciamo Sesso?
É gioco ed esplosione insieme,quel tipo di linguaggio senza parole in cui tutto si accelera e tutto si sente più forte. È scoperta dell’altro, ma anche scoperta di sé, perché in quel momento non stai solo “facendo”: ti stai rivelando! È un incontro che toglie il filtro e accende la presenza, ti riporta dentro il corpo, dentro il qui e ora, come se tutto il resto per un attimo smettesse di esistere.
Risveglia il nostro elemento terra: concreto, istintivo, vivo. Quello che non pensa troppo… ma sente, risponde, vibra.
Per una serata galante cosa adori indossare e quale intimo ?
“Per una serata galante scelgo qualcosa che parli prima ancora di me!
Un abito che valorizzi la mia figura e i miei punti di forza, in particolare, adoro quelli con le spalle scoperte, perché hanno quel mix perfetto di eleganza e fascino discreto… lasciano intravedere, non raccontano tutto, ed è proprio lì che sta il loro potere. Sotto, l’intimo è una sorta di segreto ben custodito: invisibile agli occhi, ma presente in ogni movimento. Se devo immaginarlo, è sicuramente pizzo perché ha carattere, sensualità e leggerezza insieme. Non si vede, ma si percepisce! E in fondo è questo il punto: chi possiede la femminilità non ha bisogno di urlarla perché la possiede”.
Ci racconti una monellata realizzata?
” Avevo appena preso la patente da due giorni e già mi sentivo pronta per Fast & Furious versione emotiva.
Frequentavo un ragazzo che, per lavoro, si era trasferito a Roma ma io ero ancora nel mio paese in Abruzzo e…bhe….a un certo punto la logica ha smesso di avere voce in capitolo. Con una scusa abbastanza fragile da non reggere a un interrogatorio, prendo la macchina… e parto da sola. Risultato? Ore di viaggio per due ore insieme. Bilancio emotivo completamente irrazionale, ma all’epoca assolutamente perfetto!
Oggi lo rifarei? Probabilmente no. O forse sì… ma solo per l’adrenalina. Perché quella sensazione di libertà, di impulso puro, di “lo faccio e basta”, non la dimentichi più!”.
Invece una monellata che vorresti realizzare ?
” Una monellata? Direi prendere una destinazione a caso e partire, così, senza pensarci troppo!
Detta così sembra quasi innocente… in realtà è una piccola follia ben studiata. Perché il bello non è tanto dove vai, ma tutto quello che succede nel mezzo: gli imprevisti, le scelte dell’ultimo secondo, quel senso di libertà che ti fa dire “ok, stavolta comando io”! E poi la farei da sola,questa è la vera svolta. Non per fare la solitaria misteriosa, ma per mettermi alla prova, perdermi un po’ e ritrovarmi meglio.Insomma, più che una monellata… una tentazione a cui prima o poi so già che cederò”.
Ci racconti la location o la situazione più strana è piè emozionante dove hai fatto l’amore?
“Me la ricordo ancora… più per la follia che per altro! Erano le nove di sera, piena estate, quella luce sospesa che non è più giorno ma non è ancora notte. La “location”? Un parcheggio di supermercato,decisamente poco poetico, lo ammetto! E no, non è andata esattamente come si potrebbe immaginare… diciamo che la macchina è rimasta solo a guardare. È stata una di quelle scelte completamente istintive, un po’ fuori dagli schemi, di quelle che sul momento vivi senza pensarci troppo… e che poi, a distanza di tempo, ti fanno sorridere.
E sì, ogni volta che ci ripenso mi scappa da ridere. Forse perché è stata assurda… o forse perché, proprio per questo, è rimasta indimenticabile”.
Invece una location o una situazione futura che ti può intrigare ?
“Una situazione che mi intriga? Devo essere sincera: sul palco un enorme e meraviglioso teatro!
Immagina il centro palco, le luci soffuse, il silenzio totale… e noi lì, senza pubblico e senza copione. Finalmente uno spettacolo dove non devo ricordarmi le battute,vado a improvvisazione pura.
La cosa divertente? Che per una volta non si recita davvero: si segue l’istinto, con quella complicità che rende tutto un po’ più… interessante. E il finale? Beh… diciamo che certe scene funzionano meglio quando restano… fuori programma!”.
Da abruzzese doc in cosa sei simile alla tua terra ?
” Da abruzzese doc? Direi che mi porto dietro un bel mix niente male!
Ho il grande cuore e la generosità tipica della mia terra: quando do, do davvero, senza troppi calcoli!
Ho un legame fortissimo con le mie radici… perché per quanto possa andare lontano, so sempre da dove vengo.
Certo, c’è anche la testardaggine,quella non manca mai!Se mi metto in testa qualcosa, difficilmente cambio idea… ma diciamo che è parte del mio fascino. Siamo viscerali, veri, a volte anche un po’ diretti… ma sempre semplici nel senso più bello del termine. E forse è proprio questo il nostro punto di forza: non abbiamo bisogno di costruirci, siamo così… e basta”.
Se non avessi intrapreso questo percorso oggi chi saresti ?
” Se non avessi intrapreso questo percorso? Diciamo che probabilmente starei facendo tutt’altro… perché ferma nello stesso posto proprio non mi ci vedo!
Sicuramente qualcosa legato all’arte, perché ho bisogno di esprimermi, di tirare fuori quello che ho dentro,quindi sì, sempre su quella linea lì. Oppure… cambio totale: astronauta. Così, senza mezze misure. Passo direttamente dal palco allo spazio, giusto per non farmi mancare niente!
In fondo sono così: o tutta dentro, o direttamente… fuori orbita!”.
Invece un complimento o una frase che ti fa sempre piacere ricevere?
” La frase che mi piace di più sentirmi dire è: “mi sento ascoltato da te. Perché per me ascoltare non è un gesto superficiale, è entrare davvero nelle parole dell’altro, nelle sue storie, in quello che ha vissuto e in quello che non dice apertamente. Mi piace ascoltare le persone nel profondo, con attenzione sincera, senza distrazioni o fretta. Con cura!E sapere che questo arriva, che viene percepito, è la cosa più bella. E credo anche che non sia affatto scontato o banale, soprattutto oggi: essere davvero ascoltati, e allo stesso tempo saper ascoltare così, è diventato qualcosa di raro e proprio per questo ha ancora più valore”.
