La nostra intervista alla stimata fotografa Chiara Sogni, profonda appassionata della bellezza.
Antonio Vistocco
Chiara Sogni si avvicina alla fotografia inizialmente quasi per gioco. Tuttavia, il suo legame con la macchina fotografica rimane solido e duraturo. Affascinata dalla capacità dei mezzi di comunicazione di fissare e mostrare la bellezza che ci circonda attraverso preziose fotografie destinate a perdurare nel tempo, Chiara comprende pienamente non solo le potenzialità dello strumento fotografico, ma anche l’approccio che intende adottare d’ora in avanti nella sua pratica artistica. In esclusiva per Twikie, Chiara condivide il proprio percorso professionale, arricchito da numerosi dettagli che consentono di approfondire la conoscenza di questa figura femminile poliedrica e affascinante.
Come nasce la tua passione per la fotografia ?
“La mia passione per la fotografia nasce sin dall’infanzia, all’età di sette o otto anni, quando esistevano le tipiche macchine fotografiche Kodak che permettevano di ottenere subito lo scatto, le famose Polaroid. Fotografavo le scene dei film che più mi piacevano; evidentemente, fin da piccola nel mio mondo c’era questa passione intensa per il bello, poiché i miei occhi riconoscono la bellezza ovunque. Qualsiasi cosa io osservi, trovo sempre qualcosa da fotografare che mi ispira gioia e apprezzamento per la vita e per la bellezza delle cose”.
Invece come inizia il tuo percorso professionale di fotografa ?
“Il mio percorso professionale come fotografa è iniziato in un momento successivo, poiché in precedenza avevo intrapreso la carriera di fotomodella, durante la quale ho partecipato a numerosi servizi fotografici fin da giovane. Intorno ai 35 anni ho cominciato a guardare alla fotografia da una prospettiva differente: ho smesso di sfilare e ho iniziato a frequentare numerosi corsi di fotografia che mi hanno sicuramente aiutata. Tuttavia, ritengo che sia la passione e l’amore per un determinato ambito a spingere una persona a svolgere il proprio lavoro con dedizione. Oltre a questi corsi, ho iniziato a fotografare professionalmente e da allora si è aperto per me un nuovo mondo”.
Quali generi adori realizzare nella fotografia ?
“I generi che mi hanno appassionato sono diversi, poiché nel corso della crescita e dell’evoluzione delle cose non sono mai stati statici, ma molto dinamici. Ho iniziato con i fiori, i piccoli fiori e la fotografia macro, che si concentra sui dettagli degli oggetti; tuttavia, ciò che mi ha maggiormente appassionato è la fotografia urbex. Visitare questi luoghi abbandonati, lasciarli intatti così come erano e fotografarli rappresenta per me un’esperienza unica. Nell’ambito dell’urbex ci si scambiava informazioni riguardo ai luoghi, alle varie posizioni di case, castelli, musei e altre meraviglie che mai avrei immaginato di poter vedere nella vita. Ho quindi iniziato a interessarmi profondamente a questa forma di fotografia urbex perché in queste strutture spesso abitano persone senza tetto o delinquenti; per questo motivo è sempre consigliabile uscire in due. All’epoca uscivo con il mio ex compagno. La fotografia per me è adrenalina pura: la maggior parte delle volte sono andata da sola fino ad ora che invece prediligo i colori, il contrario dell’urbex che è molto freddo, duro e imponente. Ora amo i colori chiari e sognanti; pertanto fotografo paesaggi, dettagli, il mare e tutto ciò che rappresenta vita e bellezza”.
Che emozioni provi quando scatti ?
“L’emozione che provo quando scatto fotografie è incredibile; si tratta di vere e proprie vibrazioni che mi percorrono dal basso verso l’alto, fino alla testa. In quei momenti perdo completamente la cognizione di ciò che accade intorno a me: se sto guidando, fermo immediatamente l’auto, parcheggio in sicurezza, attivo le quattro frecce e fotografo le persone che trascorrono le vacanze con me. Questa mia passione è nota a tutti e spesso gli altri se ne prendono gioco o, talvolta, si mostrano infastiditi. Tuttavia, per me rappresenta un vero stimolo di adrenalina ed è ciò che mi fa sentire più vivo di ogni altra cosa”.
In questo tuo percorso c’è un punto di riferimento a cui prendi ispirazione ?
“Per quanto riguarda il riferimento da cui ho tratto ispirazione all’inizio, ho osservato il lavoro di numerosi fotografi e visitato molte mostre. Tuttavia, alla fine ho compreso che ciascuno ha un proprio approccio personale e non esiste un unico spunto da cui attingere. Ciò che i miei occhi percepiscono è unico e non può essere attribuito né a una persona né ad altri, ma esclusivamente a me stesso”.
Adesso a quale progetto lavorativo-fotografico stai lavorando ?
“Il progetto a cui sto lavorando consiste nell’ingresso in diverse case di riposo, dove sto richiedendo tutti i permessi necessari per fotografare gli anziani durante le loro attività ricreative all’interno delle strutture. L’obiettivo è documentare momenti di vita quotidiana, poiché molte di queste persone vivono in solitudine e alcune non hanno alcuna compagnia. Ho esperienza nella clownterapia: abbiamo organizzato un corso a Ferrara denominato “La scuola della felicità”, che si è rivelato un’esperienza straordinaria. Inoltre, abbiamo avuto l’onore di incontrare Papa Francesco per ottenere l’autorizzazione ad aprire questa scuola come associazione no-profit. La scuola ha operato per tre o quattro anni fino a quando il Comune ha imposto delle tasse che non siamo stati in grado di sostenere. Ora desidero portare avanti questo progetto personalmente, basandomi sulle conoscenze e sull’esperienza maturata, con l’intento di entrare nelle strutture per fotografare gli anziani mentre giocano a carte, partecipano alle serate karaoke, conversano tra loro o esprimono sentimenti attraverso i gesti delle mani, cogliendo la bellezza anche nei momenti più semplici”.
Un progetto futuro che vorresti realizzare ?
“I progetti che si desidera realizzare spesso rimangono non detti, ma ritengo importante sottolineare il mio intento di organizzare una mostra fotografica interamente personale. Questa esposizione sarà un’espressione autentica della mia visione artistica, riflettendo la mia percezione visiva, tattile e olfattiva. L’evento sarà completamente dedicato al mio lavoro e aperto al pubblico con ingresso gratuito”.
Da ferrarese doc in cosa simile alla tua adorata città?
“Per quanto riguarda il confronto tra Ferrara e la mia città, direi che le somiglianze sono limitate. Mi sento un po’ una mosca bianca, tuttavia la bicicletta rappresenta un elemento che mi identifica molto. Nutro infatti una grande passione sia per la bicicletta da corsa sia per quella tradizionale. Ferrara è conosciuta come la città delle biciclette, e questo aspetto è sicuramente quello con cui mi riconosco maggiormente. Inoltre, apprezzo profondamente l’arte e la storia legate agli Estensi, che hanno realizzato opere davvero straordinarie”.
Come adori trascorrere il tuo tempo libero?
“Il mio tempo libero è ricco di attività che riflettono le mie passioni. Amo dipingere, quindi dedico del tempo a questa pratica; mi piace scrivere, pertanto mi esercito regolarmente nella scrittura. Inoltre, nutro una grande passione per l’arte del riciclo: realizzo collane, braccialetti, t-shirt e abbigliamento, oltre a restaurare mobili. Tutte queste inclinazioni e competenze vengono messe in pratica durante i momenti di svago”.
Tre cose importanti nella tua vita a cui non puoi assolutamente rinunciare ?
“Non potrei mai rinunciare alla fotografia, a mia figlia e all’amore per le cose. Pratico una filosofia chiamata Ho’oponopono, una tradizione hawaiana basata su quattro parole chiave: grazie, mi dispiace, ti amo, perdonami. Ritengo che l’amore sia fondamentale non solo nel compiere azioni, ma anche nel relazionarsi con gli altri: prestare attenzione, ascoltare e mostrare gentilezza, anche quando non se ne ha voglia. Credo fermamente che la gentilezza rappresenti lo strumento più efficace per affrontare molte sfide. Questi sono i tre valori ai quali probabilmente non potrei mai rinunciare”.
Sappiamo della tua grande passione per i taggiuaggi, ci spieghi come nasce ?
“La mia passione per i tatuaggi è nata diciassette anni fa, inizialmente come atto di ribellione nei confronti di mia madre, che non era favorevole. Nonostante i suoi continui rifiuti, ho deciso di farmi il mio primo tatuaggio e successivamente altri due o tre. Gli ulteriori li ho realizzati da adulta, con l’intento di distinguermi dalla massa. Naturalmente, esistono pregiudizi e stereotipi legati ai tatuaggi; si potrebbe essere diverse anche con una pelle “normale”, senza tatuaggi. Ogni singolo tatuaggio rappresenta una tappa della mia vita, un momento significativo e una forma di rivincita personale. Ogni volta che guardo i miei tatuaggi, mi riaffiorano ricordi positivi che mi danno la forza per superare i momenti difficili e le sfide più complesse”.
Come hai trascorso questa estate caliente 2025?
“Questa estate l’ho trascorsa lavorando, concedendomi però una settimana di ferie in Grecia. Io e la mia migliore amica abbiamo scelto come meta Santorini, ideale per la fotografia grazie ai suoi paesaggi suggestivi. Inoltre, prevedo di visitare la Calabria e il Salento nel mese di ottobre, regioni per le quali nutro un particolare affetto essendo innamorata del Sud Italia”.
Secondo te qual è il tuo lato piu sexy ?
“Ritengo che i miei punti di forza più attraenti siano le gambe e la schiena. Non desidero apparire presuntuosa, ne ho dette due cose, me ne avete chiesta una a voi la scelta ihhh (ride ndr) “.
Per una serata galante quale dress code adori indossare , e quale intimo?
“Il mio abito preferito è un tubino colorato accompagnato da un paio di scarpe con il tacco. Per l’intimo, prediligo un reggiseno molto semplice abbinato a una brasiliana altrettanto sobria, senza pizzi né decorazioni particolari, in modo da mantenere un aspetto essenziale e raffinato”.
Se diciamo Amore cosa rispondi ?
“Se parliamo di amore, includerei senza dubbio elementi fondamentali quali sincerità, compatibilità e comprensione”.
Se diciamo invece Sesso?
“Il sesso rappresenta un elemento fondamentale per una coppia, costituendo certamente uno degli aspetti che contribuiscono a mantenerla unita”.
Ci puoi raccontare una monellata realizzata?
“Ricordo sempre un episodio di quando avevo circa tredici anni e mezzo: ero in centro con alcune amiche e sono entrata in un grande negozio chiamato Coin. Mi sono messa un cerchietto in testa, apparentemente dimenticandomi di averlo fatto, e ho preso una gomma da masticare, dato che collezionavo gomme. Tutto questo è avvenuto senza effettuare alcun pagamento. È stata una marachella che non rifarei mai più; i miei insegnamenti, anche rispetto a quelli che do a mia figlia, sono ben diversi. Questo episodio rimane comunque un ricordo vivido nella mia mente”.
Invece una monellata che vorresti realizzare ?
“Partire senza informare nessuno, intraprendendo un viaggio introspettivo accompagnato dalla macchina fotografica”.
Ci racconti il posto più starno o simpatico in cui hai fatto l’amore?
“Il luogo più piacevole sicuramente no, ma il più singolare in cui ho fatto l’amore è stato un’estate tra le dune al mare, senza considerare la mancanza di luce, i rovi e le spine. Questa è stata l’esperienza che ricordo in modo particolare”.
Se non avessi fatto questo percorso professionale oggi chi saresti?
“Sarei una persona in bianco e nero, io sono invece una persona colorata . Già il mio nome, Chiara, evoca sogni e fa comprendere molte cose. Sicuramente non potrei essere così vivace e colorata”.
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