MELYSSA DE LUCA : AUTENTICA SENSUALITA’

La nostra intervista speciale con la talentuosa fotomodella e personal trainer Melyssa De Luca

Unisce due mondi che sembrano distanti: quello della fotografia e del fitness. Melyssa De Luca è sia una fotomodella che una personal trainer. Con origini venezuelane, questa italiana ha lavorato in diverse regioni come Roma, Milano, Toscana, Sardegna, Sicilia e il Sud Italia, esplorando vari generi tra cui fashion, beauty, glamour, swimwear, lingerie e fine art. Abbiamo discusso con lei del suo percorso, del suo rapporto con il corpo e del significato di autenticità in un settore co competitivo. Con il suo fascino particolare e uneleganza sofisticata, ha partecipato a numerosi servizi fotografici importanti. Siamo stati lieti di intervistarla per scoprire i suoi sogni e i suoi obiettivi professionali. Lintervista offre numerosi dettagli che consentono di apprezzare appieno limportanza di questa figura femminile.        

 

Tre cose a cui non posso rinunciare?

“Allenarmi, perché è il mio modo per sentirmi bene davvero… e anche per non diventare intrattabile
Il mio telefono — tra lavoro, shooting e vita social è praticamente un’estensione di me.
E le persone giuste: poche, selezionate, ma fondamentali. Quelle con cui posso essere tutto, senza filtri”.
Come nasce il tuo percorso professionale di Tranning coach ?
“Il mio percorso non nasce da una scelta a tavolino, ma da un’esigenza personale.
Ho sempre vissuto in un contesto dove l’estetica aveva un peso importante, ma a un certo punto ho sentito che non mi bastava più “vedermi bene”: volevo sentirmi forte, presente, padrona del mio corpo. All’inizio era tutto molto istintivo. Mi allenavo, sperimentavo, osservavo. Poi è arrivata la consapevolezza: il corpo femminile non può essere trattato come quello maschile.E lì ho iniziato davvero a studiare, a capire, a mettere insieme estetica, tecnica e ascolto.La vera svolta è arrivata guardando le altre donne.Donne che si allenavano tanto, con costanza, ma senza risultati. Non perché non fossero abbastanza, ma perché stavano seguendo metodi che non parlavano il loro linguaggio.In quel momento ho capito che poteva diventare qualcosa di più.
Non solo allenare, ma guidare. Creare un approccio che rispettasse il corpo femminile e lo valorizzasse, senza snaturarlo.Oggi il mio lavoro nasce da lì: dall’unione tra estetica e performance, ma soprattutto da un’idea precisa  aiutare le donne a costruire un corpo che le rappresenti davvero, non uno standard da inseguire.
Perché quando inizi a sentirti forte nel tuo corpo, cambia tutto. Non solo fuori, ma dentro” .
Invece come nasce il tuo percorso di fotomodella ?
” Il mio percorso da fotomodella nasce davvero da lontano.
Fin da piccolina avevo questa curiosità, questa attrazione per quel mondo. A dieci anni ero già tra agenzie, casting, sfilate… anche fuori dalla mia città, spesso al nord. Era tutto molto intenso, ma anche molto formativo.
Ho fatto passerelle fino ai 18-19 anni, e quella fase mi ha dato tantissimo: mi ha aiutata a costruire autostima, a mettermi in gioco, a stare sotto uno sguardo senza sentirmi fuori posto. È stato anche uno dei motivi per cui ho iniziato ad avvicinarmi sempre di più al fitness, a lavorare sul mio corpo in modo più consapevole.Poi, crescendo, ho fatto una scelta lucida.Non mi è mai piaciuto “tappare il sole con un dito”: so che con la mia altezza non rientro nei canoni della passerella, e non ho mai avuto l’esigenza di inseguirli a tutti i costi.È lì che ho trovato davvero la mia direzione: la fotomoda.Non come ripiego, ma come scelta. Perché davanti all’obiettivo succede qualcosa di diverso: mi dimentico di tutto, esce fuori una versione di me più libera, più intensa. Posare per me non è solo lavoro, è uno spazio in cui sto bene davvero.Potrei stare ore su un set senza accorgermene. Mi piace entrare nei progetti, interpretarli, sentirmi parte di qualcosa che mi rappresenta.
Negli ultimi anni ho deciso di dedicarmi a questo in modo più serio e mirato, proprio perché è la parte in cui mi riconosco di più.E, ripensandoci, è come se tutto fosse iniziato lì, da quella bambina curiosa… solo che oggi so esattamente dove voglio stare”.
 C è di questo percorso un momento bello che ricordi sempre ?
 “Ci sono tanti momenti belli, ma quello che mi porto sempre dentro non è legato a un singolo evento in sé, quanto a una sensazione precisa.Ricordo uno dei primi set fotografici in cui mi sono sentita davvero a mio agio.
Era il 2021, mi trovavo a Bologna nello studio fotografico di Bruno Angelo Porcellana. Uno dei fotografi a cui sono più affezionata, oltre che il primo che mi ha fatto davvero appassionare a questo mondo della fotografia.
Non c’era più ansia da prestazione, non stavo pensando a come apparivo o se stessi facendo “bene”. semplicemente lì, presente.A un certo punto ho smesso di controllarmi… e ho iniziato a divertirmi davvero.
È stato come se si fosse accesa una luce: ho capito che quello era il mio spazio.Da fuori magari è solo uno shooting come tanti, ma per me è stato il momento in cui ho smesso di adattarmi e ho iniziato a esprimermi.
Ed è una sensazione che, ancora oggi, cerco ogni volta che sono davanti all’obiettivo”.
 Quali sono le emozioni e sensazioni che provi quando sei davanti all’obiettivo della ma china fotografica ?
“Davanti all’obiettivo entro in una dimensione tutta mia.All’inizio c’è concentrazione, poi mi lascio andare e smetto di pensare.Provo libertà e controllo insieme: è come se uscisse una versione più intensa di me, senza filtri.
Non è solo posare, è esprimermi.E in quel momento mi sento esattamente dove dovrei essere”.
Quali sono I generi fotografici in cui adori posare ?
“Adoro i generi in cui posso davvero esprimere qualcosa, non solo “apparire”.
Sicuramente il fashion editoriale, dove c’è ricerca, mood, storytelling.Mi piace molto anche il beauty, perché valorizza i dettagli e l’espressività, e il fitness, che è una parte di me a 360 gradi.
Poi ho una forte connessione con gli scatti più intensi e un po’ più “raw”, quelli in cui c’è meno costruzione e più verità.In generale, scelgo sempre progetti che mi rispecchiano: per me non è solo il genere, ma l’energia che si crea sul set”.
Adesso in quale progetti lavorativo ti stai dedicando ?
“In questo momento mi sto concentrando su progetti che uniscono entrambe le mie realtà.
Da una parte la fotomoda, con shooting e collaborazioni che rispecchiano sempre di più la mia identità e il tipo di immagine che voglio costruire.Dall’altra sto sviluppando il mio lavoro come training coach, con un focus preciso sul corpo femminile e su un approccio più mirato e consapevole.L’obiettivo è proprio questo: creare un percorso coerente, dove estetica e performance si incontrano. Non due mondi separati, ma una visione unica”.
Un progetto futuro da realizzare ?
” Un progetto a cui tengo molto è costruire qualcosa di mio, che unisca davvero tutte le parti che mi rappresentano.Mi piacerebbe sviluppare un progetto più ampio, tra fotomoda e fitness, che non sia solo immagine ma anche contenuto: un percorso dedicato alle donne, dove estetica, cura di sé e forza vadano di pari passo.Parallelamente, voglio crescere sempre di più nel mondo della fotomoda, lavorando su set e collaborazioni che mi permettano di esprimermi a livelli sempre più alti, anche a livello internazionale.Più che un singolo obiettivo, è una direzione chiara: costruire qualcosa che abbia identità, valore e continuità nel tempo”.
 In cosa sei campana e salernitana doc?
“Nel carattere, prima di tutto.Sono diretta, passionale, molto istintiva. Quando credo in qualcosa o in qualcuno, si vede. Non sono una da mezze misure.Poi nel modo di vivere le cose: do valore ai legami, alla famiglia, alle persone vere. Ho quel senso di “calore” tipico del sud, ma anche tanta determinazione.E sì, anche nel modo di comunicare… perché quando parlo si sente da dove vengo .Allo stesso tempo porto con me anche le mie origini metà venezuelane, che fanno parte del mio modo di essere e della mia energia.
Credo che il mix tra queste due identità mi rappresenti davvero”.
Come adori trascorrere tuo tempo libero e quali altre passioni coltivi?
“Nel mio tempo libero ho bisogno di staccare, ma senza spegnermi del tutto.
Adoro muovermi: che sia allenarmi, creare contenuti o lavorare su nuovi progetti, difficilmente sto completamente ferma.Allo stesso tempo ho anche i miei momenti più semplici. Mi piace viaggiare, cambiare ambiente, anche solo per ricaricarmi. E poi ci sono quei momenti più “miei”: musica, scrittura, stare da sola a rimettere ordine nei pensieri.Una parte importante resta anche tutto ciò che è creativo: la fotomoda, l’estetica, costruire immagini, idee. È qualcosa che non vivo solo come lavoro, ma proprio come passione. E poi, quando posso, torno sempre alle cose vere: le persone giuste, le risate, le serate leggere.
Perché alla fine è lì che mi ricarico davvero”.
Quale la tua parte più sexy secondo te che adorano di più?
“Credo che la mia parte più “sexy” non sia una sola cosa precisa, ma un insieme.Sicuramente lo sguardo: è la prima cosa che arriva, cambia tantissimo a seconda di come mi sento e di quello che voglio comunicare.
Poi il modo in cui mi muovo, la presenza.La sensualità, per me, non è solo estetica, è energia… è come entri in una stanza, come ti senti nel tuo corpo.E forse è proprio questo che viene percepito di più: il fatto che quando sto bene con me stessa, si vede. E diventa naturale”.
 Per una serata galante cosa adori indossare ?
” Per una serata galante scelgo sempre qualcosa di elegante e sensuale: un abito aderente, spesso nero, con un dettaglio che scopre senza esagerare — schiena nuda o spacco.Tacchi, pochi accessori e capelli curati.
Il resto lo fa l’atteggiamento”.
 Ci racconti una marachella o una monellata realizzata?
“Una volta ho accettato un invito all’ultimo, pur sapendo che non era proprio la scelta più “saggia”.
Doveva essere un aperitivo veloce… è diventato una serata che è andata avanti molto più del previsto, tra risate, complicità e quel filo di tensione che sai già dove può portare.
Sono rientrata tardi, decisamente fuori programma, con quel mix di “ok, forse ho esagerato” e “però rifarei tutto”.
Diciamo che ogni tanto mi piace seguire l’istinto… anche quando so perfettamente che mi farà perdere un po’ il controllo”.
Un complimento e una frase che ti fa sempre piacere ricevere ?
“Un complimento? Quando mi dicono che ho presenza, perché vuol dire che arriva qualcosa di più dell’estetica.
Una frase? “Con te si sta bene.”
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti ?
” Se non avessi intrapreso questo percorso, probabilmente sarei comunque una persona alla ricerca di qualcosa che mi rappresenti davvero.Magari in un ambito diverso, ma con la stessa voglia di costruire, di esprimermi e di non accontentarmi.Perché più che il lavoro in sé, è proprio quello che sono io a fare la differenza”.
Ci puoi raccontare invece il posto più strano è più simpatico dove hai fatto l’amore ?
 Su una terrazza, di notte. Di quelle un po’ nascoste, con la città sotto e quella sensazione di “ok, non è esattamente il posto giusto”… ma proprio per questo ancora più bello”.
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