NÀILA , PASSIONE ARTISTICA PARTENOPEA

La nostra intervista esclusiva alla brillante Cantante interprete Teatrale e Fotomodella Nàila

Nàila è originaria di Napoli, dove ha conseguito la laurea in Pedagogia e si è specializzata in Bisogni Educativi Speciali. Attualmente risiede a Southampton (Regno Unito), ma ha precedentemente vissuto a Newcastle upon Tyne, dove ha anche accumulato esperienze come fotomodella. Ha studiato danza classica e modern-jazz, oltre a canto e recitazione sia cinematografica che teatrale. Nel maggio 2023, ha eseguito canzoni siciliane scritte e composte da Giampiero Mazzone, il quale ha ricevuto il premio “Nel cuore dei coralli – Peppino Impastato” a Cinisi (Palermo, Sicilia). Nel mese di aprile 2022, è stata invitata dall’estero dal Maestro Bruno Garofalo, uno dei più rinomati registi e scenografi teatrali musicali in Italia, per partecipare come ospite speciale “Madrina” al Terraemotus Neapolitan Talent presso il Teatro Trianon Viviani (Napoli, Italia), un’iniziativa ideata da Marisa Laurito. Ha inoltre recitato nel cortometraggio “Memories” per la Sunderland University, fornendo consulenze sulle colonne sonore. Nàila canta in diverse lingue tra cui italiano, napoletano e altri dialetti, inglese, spagnolo, portoghese, francese, arabo ed ebraico. Ha ottenuto il primo premio al Festival canoro “Primavera Canora Francesco Durante” a Frattamaggiore (Napoli, Italia) ed è stata premiata con il riconoscimento della Rassegna “Carlo Alberto Rossi” come cantante emergente da Osvaldo Miccichè e Marco Balestri al Saint Vincent Hit Festival (Valle D’Aosta, Italia). Inoltre, ha avuto l’onore di essere ospite speciale al Sicily Festival a Palermo (Italia). Abbiamo avuto il privilegio di dialogare con questa dinamica e brillante personalità per approfondire ulteriormente aspetti sia professionali che personali del suo percorso.

 

Come nasce la tua passione per la musica ?

” Nasce, probabilmente, dal semplice fatto di essere napoletana. Penso che se fossi nata altrove nel mondo, non avrei la stessa passione per la musica e per il canto. Canto perché sento di appartenere alla mia terra che è fatta anche di musica da sempre… da lì sono partita, come cantante, e lì sempre ritorno ma attraverso un viaggio musicale che mi ha portata a cantare in tante altre lingue e dialetti. Canto per essere vicina alla gente, ai popoli, per arricchire me stessa delle tradizioni musicali altrui e condividere le mie”.
Invece come nasce la tua carriera artistica ?
” La mia carriera artistica nasce come ballerina perché ho studiato danza fin da piccola. È stato lì che mi sono innamorata del palcoscenico e del teatro. Poi, crescendo, ho capito che tutte le arti vanno insieme e che non potevo smettere di cantare anche… canto da sempre. Cantavo sui balconi di famiglia le canzoni dei cartoni animati, ed anche quelle religiose  non pensavo sarei diventata una cantante fino a quando molte persone del settore non hanno cominciato ad ascoltarmi, a scoprirmi, e ad instradarmi. Primo fra tutti il Professore ed autore/compositore frattese (anche io sono di Frattamaggiore) Antonio Capasso che affidò alla mia voce i suoi brani con cui abbiamo vinto diversi festival. Professionalmente invece la mia carriera è iniziata con il mio grandissimo Maestro Leonardo Ippolito, al quale mi presentò l’amico carissimo ed interprete meraviglioso Adriano Di Domenico. Con Leonardo ho lavorato per circa 10 anni, nel corso dei quali ho avuto anche tante altre esperienze… con il Maestro Aldo Masella del Teatro Carcano di Milano per la nostra tournée in America, con Pascal Vicedomini e con Maurizio Costanzo grazie alla giornalista Tiziana Panella. Più tantissime altre esperienze lavorative con nomi meno noti ma non per questo meno importanti per me dal punto di vista umano ed artistico”.
C’è un momento della tua carriera che porti nel cuore ?
” Sì. Uno in particolare… quando ero l’unica cantante in gara non siciliana, e vinsi il Lennon Festival a Belpasso (Catania) interpretando un brano proprio in lingua siciliana del mio amico fraterno cantautore Giampiero Mazzone. Fu una sorpresa ed una gioia enorme, per me, non siciliana… ma si sa, il legame tra noi napoletani e siciliani è storico e speciale. Fui molto felice ed orgogliosa di portare quel premio a Frattamaggiore, per il suo valore simbolico e per ciò che rappresentava”.
 Adesso invece a quale progetto artistico stai lavorando ?
” Ora vivo in Inghilterra, pur non avendo mai abbandonato il legame con la mia terra. Mi trovo in una città, Southampton, con un’enorme comunità indiana nella quale ho avuto la fortuna di entrare come artista ricevendo molti apprezzamenti grazie ad un’importante radio locale “Unity 101”. Sono diventata abbastanza nota qui con il brano di Lucio Dalla “Caruso” che ho scelto come sintesi per presentare ad un pubblico nuovo la mia italianità e napoletanità nello stesso tempo. Avendo sempre avuto la passione per il canto in varie lingue (tanti anni fa a Napoli già cantavo in Arabo ed Ebraico), ho deciso di cimentarmi per la prima volta in lingua Hindi con un brano presentato al Mela Festival qui a Southampton lo scorso luglio. Avendo avuto un bellissimo riscontro positivo, ho deciso di proseguire su questa via iniziando da pochissimo un progetto musicale che ho voluto intitolare “NAPOLINDIA”: si tratta di interpretare dei brani indiani che mi hanno ispirata particolarmente, ma con l’aggiunta di versi in lingua napoletana da me adattati in musica. Ci sto lavorando insieme ad un meraviglioso chitarrista ed arrangiatore di Frattamaggiore e ad un talentuoso regista napoletano che curerà la realizzazione dei video. Il progetto è appena partito, attualmente su un brano in lingua Punjabi, per cui non posso svelare troppi dettagli ma vi terrò sicuramente aggiornati “.
 Come ti trovi in Inghilterra e cosa ti manca dell italia ?
Oggigiorno il mondo è cambiato un po’ ovunque, purtroppo non sempre in positivo, per cui il posto perfetto non esiste (più). Ci sono sempre pro e contro in ogni luogo, a seconda delle priorità che uno si dá. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di trovare qualche lato positivo ovunque… cerco sempre di aggrapparmi a qualcosa di bello, più che fossilizzarmi su ciò che non mi piace. Prima di vivere a Southampton, ho vissuto a Newcastle che ho amato profondamente per il calore della sua gente (i Geordies) a dispetto del clima. Dell’ Italia, e di Napoli in particolare, mi manca profondamente l’ingegno, la genialità di alcune persone, la capacità di risolvere problemi, il profondo calore umano e quello del sole che è vita… sì, certo, mi manca il sole, il mare, la luce dei colori, il buon cibo, i profumi (che fanno i ricordi di una vita) che non sono affatto stereotipi… sono cose che incidono sul mio concetto di qualità della vita e benessere generale. Di certo non mi manca l’ inciviltá, che a volte affligge la mia terra, e che qui trovo un pochino di meno. Sopra ogni cosa, però, dell’Italia mi manca la mia splendida famiglia… i miei genitori, mia sorella, i miei fratelli, i miei nipoti. Sono l’unica a vivere all’estero, con mio marito (che lavora qui essendo ingegnere navale) e i nostri due bambini di 7 e 4 anni. Mi manca il fatto che i nostri figli non possano godere sempre della presenza di tutti i membri della mia famiglia e di quella di mio marito (che come me è Campano). Sì, indubbiamente mi mancano gli affetti… nonostante le splendide amicizie nate anche qui in Inghilterra. Non mi manca la lingua perché a casa nostra si parla solo italiano e napoletano, ed essendo io anche docente di scuola primaria, insegno ai miei figli a leggere e scrivere nella nostra meravigliosa lingua.
Invece qual è la tua canzone classica napoletana preferita ?
“Come si fa a rispondere ad una domanda del genere?! Il nostro repertorio poi è talmente vasto che a volte nemmeno si conoscono tutte le canzoni…ed in questo Leonardo Ippolito è Maestro indiscusso, insieme all’altro grande Maestro Bruno Garofalo che continua ad ispirarmi. Tra le classiche, amo “Era de Maggio” ma non è la sola. “Santa Lucia luntana” e “Munasterio ‘e Santa Chiara” saranno sempre speciali per me perché raccontano di chi è lontano da casa…come me. Cambiando epoca, invece, una canzone di cui mi sono innamorata è “Solitudine” scritta da Vincenzo De Crescenzo, affidatami dallo stesso Leonardo Ippolito nella trasmissione “Canzonissime” in onda su Televomero con la regia di Giulio Tammaro”.
 Un progetto futuro da realizzare ?
” Il mio sogno non è mai stato quello di diventare famosa e basta. Il mio sogno è sempre stato quello di raggiungere più persone possibili, anche cantando nella loro lingua, per comunicare qualcosa di bello ed emozionarci a vicenda. Nei miei progetti futuri c’è sempre ed ancora questa intenzione: essere vicina alla gente, attraverso il mio canto, e raccontare delle storie interpretando a modo mio quei versi in musica”.
 Se non avessi intrapreso questo percorso oggi chi saresti ?
 “Sarei un medico. Una delle professioni che amo e stimo di più. Un medico come San Giuseppe Moscati. Un medico scienziato, e di cuore”.
Altre passioni che coltivi oltre la musica ?
“La fotografia è una mia grande passione. Apprezzo molto anche la cucina; tuttavia, il tempo a disposizione è sempre limitato, poiché vivere all’estero da soli comporta diverse difficoltà. Richiede una notevole organizzazione e il tempo scorre rapidamente, tra le responsabilità lavorative, quelle domestiche, i figli e la musica”.
 Cosa adori cucinare ?
“Soprattutto primi piatti, italiani ovviamente. Ma i miei amici indiani mi hanno anche insegnato a cucinare un ottimo pollo al curry con cocco”.
 In cosa sei invece simile alla tua adorata Napoli ?
 “Mi sento un po’ Partenope a volte… perché canto e perché vivo tutto con passione. Ho sempre detto che se avessi avuto una figlia, l’avrei chiamata Aurora (come mia madre) Partenope (molto prima del film di Sorrentino, sia chiaro!) ma ho avuto due Re: Luigi Ferdinando (come Re di Borbone) e Franco Federico (come Re di Svevia). Napoli è ovunque nella mia vita. E sarà sempre così”.
 Ci racconti invece di questo tuo grande successo se cosi possiamo dire presso le comunità indiane in Inghilterra ?
” Beh, intanto per loro è scioccante a prescindere sentire un’italiana cantare in una delle loro lingue… non se lo aspetterebbero mai. Soprattutto quando sanno (essendo diventati molti di loro anche cari amici) che io non abbia mai avuto a che fare con l’India prima d’ora e che non parli/comprenda nessuna delle loro lingue. Ma in musica per me tutto è diverso. In musica riesco ad essere chi voglio. E parlare una lingua è molto diverso dal cantarla: una lingua in fondo è suono, è musica, ed a me viene tutto abbastanza naturale avendo un buon orecchio. Ovviamente, per l’interpretazione, conosco sempre il significato di ciò che canto e chi mi ascolta lo sente… forse è questo quello che li colpisce. A parte l’amore per ciò che faccio. Nessuno mi ha mai imposto niente dal punto di vista artistico. Ho sempre scelto io che cosa cantare. C’è sempre un motivo dietro a ciò che canto, insieme ad uno studio e ad una ricerca profonda… nel caso della musica indiana, è il sentimento di amicizia che mi lega alle persone presenti qui a Southampton che mi fa essere in un certo senso “credibile” quando sono su un palco. Canto davvero per loro, a loro, e non c’è niente di più bello che sentirsi dire:”Nàila, canti nella nostra lingua come se fossi una di noi”. Prossimamente canterò nel Tempio Hindu qui a Southampton per la festa della donna e della mamma. Tempio in cui l’ex primo ministro britannico Rishi Sunak è venuto diverse volte a celebrare il Diwali con le persone della sua comunità, di cui oggi faccio un po’ parte anche io. È la prima volta che nel Tempio si esibisce un’artista di altra nazionalità e questo mi rende profondamente orgogliosa: canterò un brano in tre lingue (Arabo, Hindi e Napoletano) più “Volare” di Modugno, ed un’altra splendida canzone della Nuova Compagnia Di Canto Popolare “Sotto il velo del cielo”.
 C’è un Punto di riferimento nella tua percorso professionale ?
” Certamente. Io sono un’autodidatta… non ho mai studiato né musica né canto. Mi sono formata con le persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare man mano, e con chi mi ha diretta. Da tutti ho appreso qualcosa. Ho sempre rubato l’arte ed il mestiere, in senso buono. Ho sempre osservato ed ascoltato gli altri con grande attenzione e rispetto. Oltre a seguire i grandissimi nomi di Artisti famosi che hanno segnato le nostre vite ed a cui ci ispiriamo ponendoceli come modello. Senza dubbio, Leonardo Ippolito è la persona che mi ha trasmesso di più ed uno dei punti di riferimento più significativi nella mia carriera artistica, e lo è tuttora visto che continuiamo alavorare insieme”.
 Per una serata galante cosa adori indossare ?
“Semplicemente qualcosa che esalti le mie qualità (perché di difetti ne abbiamo tutti, per fortuna direi!) e mai troppo scoperta… altrimenti che cosa resta da svelare?!  E poi dei gioielli… li adoro!”.
 Ci racconti una monellata che hai realizzato?
“Qua ti deludo perché non sono così monella! Mi ricordo fondamentalmente i filoni a scuola… quelli sì, qualche volta, e le prime sigarette che per fortuna su di me (che canto) non hanno mai prodotto una dipendenza”.
 Secondo te un tuo lato sexy ?
“Io non mi vedo particolarmente sexy, vista la mia figura un po’ eterea… mi piacerebbe però essere sexy come Monica Bellucci ad ogni età! Fortunatamente gli altri mi vedono anche un po’ sexy… e lo lascio dire a loro, ovviamente! Io sono troppo timida per questo… per loro il mio fondoschiena è sexy, il modo di muovermi e camminare, il mio sguardo. Li ringrazio…”.
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