NORMA JEAN MORRISON: PERSONALITA’ ARTISTICA

La nostra intervista esclusiva con la La brillante fotomodella Norma Jean Morrison

Unisce due mondi che sembrano distanti: quello della fotografia e quello dell’arte. Norma Jean Morrison è una fotomodella ricca di idee artistiche, molte delle quali vissute e realizzate da protagonista nel mondo dell’arte. Tutto è iniziato grazie alla fotografia, ma pian piano il suo raggio d’azione si è ampliato, senza mai dimenticare il primo amore. Le sue numerose collaborazioni, sia con amatori sia con professionisti, sono parte di questo percorso. Con il suo fascino particolare e un’eleganza sofisticata, ha preso parte a numerosi servizi fotografici di rilievo. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla per approfondire il suo percorso, il rapporto con il corpo e il significato dell’autenticità in un settore così competitivo, oltre a scoprire i suoi sogni e i suoi obiettivi professionali. L’intervista offre uno sguardo sulla sua esperienza e sulla sua sensibilità artistica, permettendo di apprezzarne la personalità e il contributo creativo.

 

Tre cose importanti nella tua vita  a cui non puoi assolutamente  rinunciare?

“L’Amore, la lettura e mia figlia “.

Come è iniziato il tuo percorso da fotomodella?

“Allora, è iniziato tutto per caso. Lavoravo in un centro MediaWorld, nel reparto telefonia, e avevo dei colleghi del reparto fotografia che erano appassionati di foto. Eravamo amici, oltre che colleghi, e ogni tanto mi chiedevano di posare per loro per fare delle prove. In particolare, uno di loro mi propose di posare per un nudo artistico molto coperto. Così ho iniziato in maniera innocua a postare le foto, senza pensare che avrei mai lavorato in questo mondo o guadagnato dei soldi con la fotografia, cosa che poi è successa. In seguito ho fatto delle scelte, ed è nato così il mio percorso. Mi è sempre piaciuto scattare foto, ma farmi fotografare era un’altra cosa: non mi sono mai considerata, diciamo, attraente”.

Quali sono i generi fotografici per cui ami posare?

“Attualmente mi dedico a progetti un po’ più concettuali, con un significato più profondo, che affrontano soprattutto temi sociali, come gli abusi e i femminicidi. Sono progetti importanti, in cui mi ritrovo di più e attraverso i quali posso trasmettere messaggi significativi”.

Che emozioni e sensazioni provi davanti all’obiettivo fotografico?

“Dipende da con chi scatto, dal fotografo e dal tipo di interpretazione che devo fare. Se la scelgo insieme al fotografo, chiaramente è più semplice e bellissimo. In generale, stare davanti all’obiettivo è sempre molto emozionante: è bello provare tante emozioni e interpretare le piccole e grandi idee che prendono forma. È un po’ come essere un attore”.

C’è un momento di questo percorso che porterai sempre nel cuore?

“Ce ne sono più di uno. Uno è stato quando ho capito che, oltre a guadagnare facendo la fotomodella, potevo anche esprimermi a livello artistico. Sono stata fortunata, perché sono riuscita a fare quello che volevo e anche a guadagnare: per me è stato un momento top. Perché, se ci pensi, tra trasferte, valigie e anche un po’ di avventura, una persona dedica a questo lavoro tante ore e molte energie. Dedicare tutto ciò a qualcosa che ami è fondamentale. Ovviamente non ho fatto sempre quello che volevo, però mi sono cimentata in molti lavori artistici. Ho fatto la modella dal vivo in un liceo artistico e ho collaborato con vari artisti che lavorano a progetti particolari, anche con tecniche fotografiche particolari, curando tutto nei minimi dettagli. Se l’idea piace anche a te, secondo me raggiungi il top a livello artistico e lavorativo. Altri momenti importanti, di un genere diverso, sono stati alcuni model sharing di qualche anno fa: eventi fotografici in cui posavo davanti a dieci o dodici fotografi. In quelle occasioni preparavo anche delle coreografie, dei balletti, ed è stato molto divertente. Sono stati momenti indimenticabili, in cui mi sentivo un po’ diva. Di solito non mi ci sento, però in quei momenti sì, e mi divertiva. Tra l’altro, proprio durante quegli eventi ho conosciuto professionisti con cui collaboro ancora. Se posso aggiungere un’altra cosa, ricordo anche alcune sfilate amatoriali a cui ho partecipato. Lì ho conosciuto una mia carissima amica, che poi ha iniziato a fare la fotomodella. Mi sono divertita tantissimo. Sai, non era tanto per la sfilata in sé: andavo per promuovere un prodotto e avevo una serie di benefit. Erano le sfilate di Miss Parade, ed è stata una bella esperienza, durante la quale ho conosciuto tante fotomodelle over trenta simpatiche. È stato davvero bello”.

Qual è il sogno nel cassetto che vorresti realizzare a tutti i costi?

“Un sogno sarebbe quello di fare un viaggio di lavoro con altre fotomodelle fuori dall’Italia. Sarebbe bellissimo, però ho paura di non poterlo realizzare perché ho 39 anni e solitamente a questi eventi partecipano modelle emergenti. Comunque, ho anche altri sogni da realizzare. E poi c’è Alice, la mia splendida figlia: non me l’aspettavo, ma con lei ho già realizzato un sogno che avevo da tempo” .

A quale progetto professionale ti stai dedicando in questo momento?

“Guarda, considera che negli ultimi anni, casualmente o meno, ho lavorato molto più di quando ero più giovane. Ho posato come modella dal vero presso un liceo artistico a Empoli e all’Accademia delle Belle Arti di Pisa, oltre che per una classe di fotografia. Poi ho iniziato a collaborare con Luigi Cuiardi, un fotografo bravissimo che adoro. Realizza cartoline artistiche e piccoli quadri con la tecnica della cianotipia, creando immagini della modella con un effetto bellissimo. Abbiamo tantissime idee da sviluppare insieme e stiamo pensando di organizzare una mostra. Nel frattempo sono stata ingaggiata anche per un evento alle Murate di Firenze, dove faccio parte del gruppo fotografico e mi occupo di scattare foto. Insomma, ci sono tante cose e molti progetti in corso, nonostante io sia mamma di una bambina di due anni. Ultimamente sto facendo meno shooting classici per una questione di tempo: crescere una bambina da sola, nel 2026, non è affatto semplice e mi lascia poco spazio per il resto. Collaboro inoltre in modo continuativo con lo studio fotografico Infinity di Prato, dove faccio da modella per i vari corsi di fotografia. Queste sono le mie attività principali, a cui si aggiunge, almeno una volta al mese, la partecipazione come ospite alla TV Città Celeste di Roma”.

 Invece, come ami trascorrere il tuo tempo libero e quali altre passioni coltivi?

“Leggere, scrivere, andare al mare e moltissime altre cose”.

Cosa adori leggere ?

“Amo leggere praticamente tutti i generi, anche se i miei gusti sono cambiati nei diversi momenti della mia vita. Attualmente sto leggendo Il cammino di Santiago: dopo alcune perdite mi sono avvicinata alla spiritualità e mi sono sentita ispirata a leggere questo libro. In particolare, ho deciso di regalarmelo dopo la morte di una persona molto importante per me, che era come uno di famiglia. È stata una perdita legata anche a mia sorella. In generale, mi piace leggere di tutto: da Stephen King ai fantasy di Terry Brooks, dal Signore degli Anelli a tutta la saga del Trono di Spade. Amo anche i fumetti: mio padre è un fumettista e sono cresciuta in quel mondo, quindi mi è sempre venuto naturale leggerli. Ho persino scoperto che esiste un fumetto che ha lo stesso nome di mia figlia! Tornando al Cammino di Santiago, è un libro che mi sta coinvolgendo molto e che trovo incredibile, soprattutto per la sua spiritualità”.

 

Come nasce il tuo nome d’arte molto particolare ?

“Ho sempre amato la storia di Marilyn Monroe. Il sono nome era Norma Jean Mortenson. L’ho modificato per non copiarlo totalmente in Morrison che tra l’altro amo molto Jeam Morrison” .

Qual è, secondo te, il tuo lato più sexy e sensuale?

“Lo sguardo”.

Sei romana, ma vivi a Firenze: in cosa assomigli a queste due città?

Allora sì, sono romana, ma vivo a Firenze da ben quattro anni. Diciamo che le tradizioni fiorentine sono belle dal punto di vista culturale, anche se si sono un po’ perse. È una città con le sue particolarità, molto diversa da Roma, che è più aperta mentalmente, un po’ come le città del Sud. Il primo anno ho visitato molti musei e ho imparato tanto, leggendo e studiando la cultura fiorentina. Però, devo dire la verità: a livello di carattere, di Firenze ho assorbito ben poco.

Se diciamo Amore cosa rispondi ?

“Amore per se stessi, per quello che c’è di bello, per la vita. Amore per le piccole cose, perché se non c’è amore per le piccole cose non c’è niente. Ovviamente penso a mia figlia, per la quale provo un amore infinito. E poi all’arte, che apre la mente e l’immaginazione, svela tante sfaccettature e ci permette di andare oltre i nostri confini mentali. Quindi amore per l’arte e per l’amore stesso, che in realtà abbiamo un po’ disimparato. Siamo circondati da guerre e le persone, in generale, pensano solo a se stesse e al proprio orticello. C’è una crisi d’amore, dovuta anche a una società che sta andando nella direzione sbagliata”.

Se invece diciamo Sesso ?

“Il sesso è una cosa bellissima e divertentissima se fatto con la persona giusta; con quella sbagliata, invece, è una cagata pazzesca”.

Per una serata galante, cosa ami indossare e quale intimo scegli di abbinare?

“Sicuramente il nero, come colore per una serata galante, è una scelta semplice ed elegante. Ma la semplicità non è da tutti, perché i capi bisogna saperli indossare e portare con disinvoltura. Non basta avere un capo di pizzo super sexy se poi ci si sente goffe e non lo si sa valorizzare. Per me bastano un bell’abito nero lungo, con spacchi laterali, un paio di tacchi e della lingerie semplice, sempre nera. Se voglio osare, aggiungo le autoreggenti. Non serve altro, perché è la donna a fare la differenza: la postura, il modo in cui si esprime e si muove. È da lì che nasce la vera sensualità. Un bell’abito aiuta a valorizzare tutto questo, senza scadere nel volgare. Si può essere sensuali e sexy con semplicità ed eleganza: a me piace così”.

Ci racconti una marachella o una monellata realizzata?

“Ho partecipato alla prima edizione di Naked Attraction Italia e questa cosa ha sconvolto tutti. È un programma che andava già in onda in Spagna, nel Regno Unito e in America. In Italia, la prima edizione è arrivata dopo il Covid: ho fatto i provini e poi ho partecipato alla prima puntata. Pensate che ancora oggi mi contattano per dirmi che hanno visto la puntata e chiedermi se ero proprio io. La mia partecipazione ha creato molto scalpore perché ero completamente nuda”.

Ci puoi raccontare invece  la location  più strana è più emozionante dove hai fatto l’amore ?

“In realtà sono una tipa più classica di quello che sembra. Forse in acqua, al mare, tra gli scogli, in una serata molto particolare… ma non ho tutte queste location strane da raccontare. Sono abbastanza classica. Spesso dalle foto uno pensa: questa chissà che ha fatto! Invece non ho fatto nulla di che. Poi ti rendi conto che l’apparenza inganna”.

Un complimento e una frase che ti fa sempre piacere ricevere ?

“Oggi mi piace ricevere complimenti eleganti, non bizzarri. Quando ero più giovane, qualsiasi complimento era oro; adesso preferisco quelli carini ed educati”.

Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti ?

“Sarei probabilmente una persona che non fa questo, ma qualcos’altro, non saprei. Forse farei quello che facevo prima, l’addetta alle vendite, che poi non è detto che non lo rifarò. Non so, magari avrei studiato: quando mi sono trasferita a Firenze, la mia idea era quella di frequentare l’Accademia di Belle Arti. In realtà ero partita con questa idea, quindi forse mi sarei laureata”.

In questa nuova dimensione materna, cosa provi e che madre senti di essere?

“La dimensione materna è molto impegnativa, diciamo. Ci sono tanti lavori e tante cose che non posso fare perché sono una mamma sola: la mia famiglia è a Roma e qui siamo soltanto io e mia figlia Alice. Oggi gestire gli ingaggi fotografici è un po’ più complicato, ma in generale è tutto più complesso. A livello lavorativo sono un po’ cambiata, anche se non tantissimo. Ultimamente ho fatto qualche progetto, anche di nudo artistico, e mi sono ritrovata nelle mie vesti, nel mio personaggio, che poi sono io. Però è più difficile, quindi lavoro di meno. Come mamma sono un po’ apprensiva e cerco di dare tutto a mia figlia Alice. Forse questo è un errore, perché se non stai bene tu, in fondo, non sta bene neanche tuo figlio. Devi anche ritagliarti del tempo per te. Sono sicuramente una mamma un po’ appiccicosa e molto dolce, diciamo”.

Photo Credits: Ph Barnes Roberto – Ph  Ciardi Luigi – Ph   Roberto Vanni – Ph  Fulvio Pastorino 

 

 

 

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