Valentina De Cecco è un’attrice teatrale e docente di lingua inglese, laureata con lode in Lingue, Letterature Moderne e Traduzione Interculturale, con una tesi dedicata alla traduzione teatrale. Fin dal 2009 ha intrapreso studi di recitazione seguendo diversi corsi tra Trento e Feltre (BL), nonché percorsi formativi presso istituzioni rinomate quali la LAMDA di Londra e l’Accademia Teatrale Veneta. Ha inoltre partecipato a workshop condotti da autorevoli personalità quali Eugenio Allegri, Alessandra Frabetti e Francesco Giorda. Nel 2019 è stata selezionata come attrice per il Fantasio Festival di Reggio, recitando nello spettacolo “La Cantatrice calva…con bacon” diretto da Francesco Leschiera. Ha collaborato a produzioni pubblicitarie e video aziendali sia a livello locale che extra-regionale. Attualmente è la nuova voce delle audioguide per famiglie del Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2022 ha fondato la “Compagnia dei Bravi”. In esclusiva per Twikie, Valentina condivide il suo percorso professionale, arricchito da numerosi dettagli che permettono di approfondire la conoscenza di questa figura di spicco nel panorama artistico teatralee cinematografico italiano e non solo .
Tre cose importanti nella vita a cui non puoi assolutamente rinunciare?
- L’espressione artistica, che è una vocazione. Alcuni provano ad avere successo nel mondo dello spettacolo per visibilità e fama, invece gli artisti non hanno scelta. Sono attori, pittori o musicisti perché non possono non esserlo.
- La natura, per stare bene e funzionare devo rifugiarmi spesso tra I boschi o tuffarmi in mare. Penso di avere una buona connessione con il mio lato più primordiale.
- Il rispetto per l’ambiente e la sostenibilità. Ad esempio, mi sentirei malissimo a comprare una bottiglia d’acqua di plastica, non lo faccio nemmeno se dimentico a casa la mia borraccia (in acciaio). Nella società che abbiamo costruito non c’è quasi nulla che non rechi danni a qualcos’altro, ma è nostro dovere scegliere il male minore.
Come nasce la tua passione per la recitazione?
“Quando ero alle medie c’è stato un periodo in cui ogni sera vedevo un film con mio padre, lì per la prima volta mi sono detta che non sarebbe stato male recitare. Dalle mie parti, però, non ci sono stati corsi di recitazione fino a quando non ero già alle superiori. Col primo corso ho scoperto la magia del teatro e non ne ho più potuto fare a meno. Per quanto mi riguarda, non siamo mai tanto veri come quando siamo in scena, lì siamo davvero puri e sinceri gli uni con gli altri, privi – se si sta lavorando bene – di tutti i condizionamenti sociali di cui abbonda la vita quotidiana. E lì che raggiungiamo il nostro più alto livello di verità ed è ciò che più amo di quest’arte”.
Invece il tuo percorso professionale?
“Ci sono un prima e un dopo il mio trasferimento da Trento a Roma. Dopo anni di studio, tra il 2019 e il 2020 ho ottenuto I miei primi lavori professionali. All’inizio si è trattato di spot pubblicitari a livello regionale, poi spettacoli per ragazzi, letture interpretate, audioguide, voiceover, video corporate, e tanto teatro, in particolare con la Compagnia dei Bravi, da me fondata a Trento nel 2022, realtà che per qualche anno è stata la prima compagnia professionale di teatro di prosa under 30 del Trentino Alto-Adige. Parallelamente ero membro della Compagnia TTM – Triple Threat Musical e per tre anni ho insegnato recitazione, giocoteatro e Theatre in English (già, sono anche laureata magistrale in Lingue, letterature moderne e traduzione interculturale!). Quest’anno mi sono trasferita a Roma proprio per avere più opportunità e pian piano sto conoscendo altri professionisti e realtà del settore. In particolare mi sono appassionata anche al doppiaggio essendo stata selezionata appunto per un Master di doppiaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia, corso che mi vedrà impegnata anche con grandi nomi del settore fino al prossimo febbraio”.
Adesso in quale progetto professionale sei impegnata?
“Attualmente sto preparando un provino per dei ruoli in spettacoli musicali per bambini. Non sono una cantante, ma per sei anni ho fatto parte di una compagnia di musical amatoriale a Trento e spesso mi capita di dover cantare dei pezzi anche in spettacoli professionali di prosa, quindi cerco sempre di migliorare nel canto. Insieme a una collega attrice invece sto riscrivendo uno spettacolo di cui a novembre porteremo una lettura in vari spot di Roma. Si focalizzerà su omosessualità e violenza. Sono temi oggi largamente affrontati, ma come scrisse Hugo riferendosi a I miserabili, finché esisteranno sofferenza,ignoranza e miseria creati per mano umana, opere così non saranno inutili”.
C’è in questo percorso professionale un ricordo che porti sempre nel cuore?
“Sicuramenre il debutto del primo spettacolo della compagnia teatrale professionale da me fondata, la Compagnia dei Bravi, che per tre anni ha portato spettacoli molto diversi fra loro in giro per il Trentino e fuori regione. Vedere il teatro pieno al debutto di “Dissoluzione”, una commedia nera originale in maschera, è stata una soddisfazione che non scorderò mai. Inoltre si trattava di uno spettacolo che costringeva gli attori all’uso di diverse skill: maschera, recitazione assurdo-grottesca, canto, danza contemporanea”.
Hai un punto di riferimento a cui tentare d’ispirarti?
“Non esattamente. Sia nel cinema che nel teatro ci sono tantissimi artisti e artiste che ammiro e da cui cerco di imparare ogni volta che sono nel pubblico, ma non ne ho mai avuto uno in particolare scelto come guida, diciamo. Una delle ultime grandi lezioni di recitazione l’ho avuta guardando I Roses di Jay Roach al cinema”.
Un progetto futuro che vorresti realizzare?
Ho in mente una serie di spettacoli bilingue per bambini che uniscono la magia del teatro alla didattica, si tratterebbe di performance teatrali dove gli attori interagiscono col pubblico e man mano che la storia va avanti insegnano loro espressioni e vocaboli inglesi. Ho scritto il primo testo e non manca molto per dare il via all’esperimento.
C’è un ruolo che vorresti interpretare?
“Di mio sono un’attrice comica, anche nel quotidiano sembro un cartone animato vivente. Eppure, ad ora nel cinema ho recitato solo in film drammatici o thriller. Mi piacerebbe un bel ruolo in una commedia sofisticata. Non guardo gli horror perché sono una fifona, ma trovo che sia divertentissimo girarli. Ho avuto una parte da vittima in passato, ma non vedrei l’ora di interpretare una carnefice o un qualche mostro fuori di testa”.
Invece un regista con cui vorresti lavorare?
Non esattamente bis, ma ne ammiro tantissimi. Amerei lavorare anche nel cinema con registi che possano prendersi il tempo di studiare le scene con gli attori e di sperimentare con loro, ma è difficile perché I tempi dipendono molto dalle produzioni e sono quasi sempre strettissimi. Sarebbe bellissimo essere parte di regie innovative e sperimentali.
Come adori trascorrere il tuo tempo libero?
“Ho tantissime passioni diverse, perché sono una persona fin troppo curiosa, ma purtroppo nel nostro settore è difficile avere tempo libero perché quando non si hanno prove o set, si studia e ci si tiene allenati o si preparano selftape, si scrivono nuovi progetti ecc. Però sono appassionata di immersioni subacquee e viaggi, adoro passeggiare nella natura, dipingere e leggere”.
Secondo te quale è se c’è la tua parte più sexy?
“Le uniche persone non sexy sono quelle che credono di non esserlo. Per gli attori e chiunque performi, poi, è fondamentale conoscere il suo lato più seducente e passionale. Se ci riferiamo a parti del corpo, non importano le proprie forme, è tutto nello sguardo e nella postura. Il segreto è l’atteggiamento, l’intenzione, in scena e come nella vita”.
Per una serata galante cosa adori indossare?
“Adoro indossare capi che mi facciano sentire me stessa senza uniformarmi. Se devo mettere un abito da cerimonia e delle scarpe che non siano anfibi, allora non mancheranno calze a rete, borchie e pentacoli nascosti tra raso e tulle”.
Ci racconti una monellata che hai realizzato e una monellata che vorresti realizzare?
“Vediamo, cosa posso raccontare senza rischiare condanne… Beh, 2014, stavo prepareando un esame e un saggio di teatro. Un giorno in aula studio per disperazione esclamai con I miei amici presenti: “se prendo più di 27 mi tuffo nella fontana del…” . Ho preso 29 e ho dovuto rispettare la scommessa. Una sera, ancora in tuta finite le prove, ho aspettato la mezzanotte perché non ci fossero altre persone in piazza e splash, mi sono deliziata con una bella nuotata felliniana sotto le stelle. Era inizio giugno, ma a Trento, il giorno dopo avevo il saggio e mi sono ritrovata senza voce. Per fortuna, una mia compagna di teatro era farmacista e mi ha consigliato il prodotto giusto, è andato tutto alla grande!”.
Se diciamo “amore” cosa rispondi?
“Posso rispondere cin una risata sardonica? Scherzo. Amo la mia famiglia, il nostro pianeta e l’arte in tutte le sue forme. Spesso dimentichiamo quanto amore da dare ci sia in noi, che possiamo offrire tramite sorrisi, gesti gentili a chiunque, anche a un passante. Nel mondo dello spettacolo, spesso è la competizione a farcene dimenticare, invece dobbiamo ricordarci che in scena vinceranno sempre sensibilità, collaborazione e empatia. Non c’è vero ascolto senza amore. Qualsiasi cosa un artista faccia, deve farla con amore”.
Se diciamo “sesso” cosa rispondi?
“Femminile, cisgender”.
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale, oggi chi saresti?
“Data la mia passione per il mare e la fauna acquatica, probabilmente in una seconda vita farei la biologa marina (o la piratessa!)”.
Photo Credits: Ph. Niccoloʻ Ferrara – PH. Cesare Colognesi – Ph Marco Loss
