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Fiat Panda festeggia a marzo suoi primi fantastici 40 anni

Presentata a Ginevra nel 1980, capolavoro di Giorgetto Giugiaro

(Torino) – Alcuni modelli di auto, inconsapevolmente, scrivono la storia di una Casa e di un Paese. E’ questo indubbiamente il caso della Fiat Panda, un’automobile diventata oramai un’icona. La prima Fiat Panda ha visto la luce nel 1980, per l’esigenza di trovare un’alternativa alla 126, che spinse i vertici della Casa torinese ad affidarsi alla sapiente matita di Giorgetto Giugiaro, il quale riuscì a creare una vettura semplice, di bell’aspetto e dall’ampio spazio interno.

Le linee erano tipiche delle vetture anni 80, ovvero un trionfo di linee tese e squadrate, mentre l’abitacolo stupiva per la presenza di una ampia tasca frontale utile a riporre numerosi oggetti. Immediatamente, la Fiat Panda riscosse incredibile successo e le versioni dotate di trazione integrale, le gloriose 4×4, sono ancora oggi particolarmente nel mercato, grazie alla loro capacità di affrontare anche i terreni più impervi. Fiat Panda, uno dei modelli di maggiore successo del brand torinese con oltre 7,5 milioni di esemplari prodotti sino a oggi, festeggia i suoi primi quarant’anni. Presentata nel marzo del 1980 al Salone di Ginevra, è diventata una vera icona unendo – con il suo look funzionale e all’avanguardia e con bassi costi di acquisto e gestione – fasce di clientela tra le più diverse. Lo racconta un video dell’Archivio Storico Fiat.

Sotto al cofano della Panda 30, riservata al solo mercato italiano, venne collocato un bicilindrico di 652 cc raffreddato ad aria da 30 Cv, evoluzione del motore della 500 del 1957 poi utilizzato sulla 126. Per la Panda 45 venne invece scelto il 4 cilindri 903 cc della 127 con raffreddamento ad acqua. Questa differenza fornì lo spunto – nella prima generazione – per distinguere esteticamente le versioni con la posizione asimmetrica della griglia sulla calandra: nella Panda 30 feritoie sul lato destro (per fornire aria alla ventola del bicilindrico) e sulla Panda 45 feritoie e radiatore dell’acqua sul lato sinistro. Sia il due che il quattro cilindri erano accoppiati a un cambio manuale a quattro marce.

Le sospensioni erano indipendenti all’avantreno con schema McPherson, mentre (sempre per abbassare i costi) il ponte posteriore era ad assale rigido con balestre a doppia foglia. Freni a disco davanti e a tamburo dietro. A 90 km/ora Panda 30 consumava 5,2 litri per 100 km e la Panda 45 5,9 con velocità massime è rispettivamente di oltre 115 e di circa 140 km/h. Nonostante questa semplicità costruttiva, Panda vantava un comportamento stradale di spicco, come racconta in una prova proposta da Fiat al momento del lancio l’ex pilota della Ferrari F1 e poi fotografo e giornalista Giancarlo Baghetti.

La prima generazione della Fiat Panda è rimasta in produzione sino al 2003 per poi cedere il testimone alla seconda generazione, riscuotendo ancora una volta successo: si tratta di auto reinterpretate in chiave moderna, questa volta da 5 porte.Il prossimo 25 febbraio, per festeggiare i 40 anni dalla nascita della Fiat Panda, è stata organizzata una festa presso lo stabilimento produttivo FCA di Pomigliano, dove attualmente sono prodotte le vetture della terza generazione della citycar e sono in corso lavori per adattare l’impianto alla versione ibrida presentata proprio recentemente.La produzione della prima generazione di Fiat Panda è cessata nel 2003, avendo aggiunto nel 1983 la variante 4×4 e nel 1986 la motorizzazione diesel, primo caso in una city car sotto ai 4 metri di lunghezza.

C’è poco da dire. La Panda è una vera e propria icona. E comincia a farsi spazio anche nel mondo del collezionismo. Proprio la Panda rappresenta il primo punto di approdo per i collezionisti di domani, visti i prezzi tutto sommato ancora bassi e i ricambi che si trovano facilmente. Le 4×4 più recenti sono quelle che costano di più, con punte che possono sfiorare anche i 7mila euro. Ne sono state prodotto 7 milioni e 600mila unità, 4 milioni della prima generazione e 2 milioni dalla seconda in poi. Chissà quale sarà il futuro della Panda, che forse potrebbe pure passare attraverso l’interessante Concept Centoventi.

 

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