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GIANLUIGI LEMBO

IL PRINCIPE DI CAPRI

Di Federica Del Re

 

 

Gianluigi Lembo, figlio d’arte dello storico chansonnier caprese Guido Lembo, è insieme al padre la voce della taverna più nota al mondo: L’Anema e Core.
Gianluigi, accompagnato da “l’Anema e Core Band”, tutte le sere anima le notti capresi con i più noti successi della musica napoletana, i grandi classici anni ’70 e le più moderne e recenti hit di successo internazionale. Il tutto è condito con tanta ironia, per un mix di stili dal sound unico. Appena terminato il tour invernale, durante il quale ha portato l’Anema e Core in giro per il mondo, nei migliori club, teatri, palazzi istituzionali e prestigiose location in Italia e all’estero – da New York a Los Angeles, passando per Dubai, Milano, Roma e Napoli – Gianluigi Lembo racconta a Twikie la sua passione per la musica, svelandoci i segreti di un locale unico al mondo che da anni vede tra i suoi frequentatori i più famosi personaggi dello spettacolo, della politica e del jet set internazionale.

 

 

 

 

COME NASCE LA TUA PASSIONE PER LA MUSICA?
La mia passione per la musica nasce grazie a mio padre. Sin da piccolo lo ascoltavo cantare al suo locale dell’epoca, il Guarracino di Capri. Anche a casa mio padre metteva spesso le cassette delle sue canzoni e dei suoi amici.  Possiamo dire che sono cresciuto ascoltando tanta musica!

 

 

PARLIAMO UN PO’ DI TUO PADRE, GUIDO LEMBO, L’ARTISTA DEFINITO DAI MEDIA INTERNAZIONALI IL “RE DI CAPRI”: QUANTO È STATO FONDAMENTALE NELLA TUA CARRIERA ARTISTICA?

Nel mio percorso artistico sono cresciuto nel mito di mio padre. Spesso mi dicono che ci somigliamo parecchio in molte cose, anche se in altre siamo completamente diversi. Come ti dicevo, mi sono avvicinato alla musica ascoltando mio padre, ho vissuto l’infanzia con le canzoni di mio padre e, senza volerlo, mio padre mi ha influenzato parecchio con la musica anni ’60 e con la musica napoletana, che amo veramente tanto.  Mi ha soprattutto trasmesso l’amore per la musica e la passione per questo meraviglioso lavoro. Infatti, i primi tempi che lo vedevo esibirsi al locale, lo guardavo da lontano e pensavo: “che bello quello che sta creando!” Lui cantava una canzone romantica, le persone lo ascoltavano in silenzio. Era bellissimo vederlo muoversi tra la gente, intrattenendola e coinvolgendola. Ancora adesso, quando lo guardo, penso che mi piacerebbe non tanto essere come lui, ma riuscire a creare un’atmosfera magica come fa lui, con la sua semplicità e naturalezza. Ebbene sì, mio padre è stato ed è fondamentale nel mio percorso artistico. Quando si è figli d’arte il proprio cognome pesa parecchio. Ma nel mio caso credo che pesi in bene, proprio perché è grazie a lui che ho avuto la chance di iniziare a fare questo lavoro. Da due anni a questa parte continuano ad arrivare riscontri positivi: forse, oltre ad avere un cognome importante, non sono poi così malaccio!!

 

 

 

ORMAI DA UN PAIO DI ANNI SEI LA VOCE DELLA BAND CHE ANIMA LE NOTTI CAPRESI ALLA FAMOSISSIMA TAVERNA “ANEMA E CORE”. QUESTO INVERNO HAI PORTATO IN TOURNÉE IN ITALIA E ALL’ESTERO L’ANIMA DI CAPRI CON L’ANEMA E COR BAND. PARLACI DI QUESTO POSTO MAGICO, DELLA TAVERNA PIÙ FAMOSA AL MONDO DOVE IL MODO DI FARE MUSICA SI DISTINGUE TOTALMENTE DA QUELLO DI QUALSIASI ALTRO LOCALE E DOVE, ANNO DOPO ANNO, I PIÙ FAMOSI PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO, DELLA POLITICA E DELL’ECONOMIA VENGONO A TRASCORRERE SERATE UNICHE ED INDIMENTICABILI.

Devi sapere che a Capri un tempo esistevano 16 taverne. Nel 1994 nacque l’Anema e Core, nel solco delle tradizioni delle taverne. Le taverne un tempo erano degli anfratti, delle grotte dove si recitava l’antica melodia napoletana ai turisti che venivano ad ascoltare musica. L’unica taverna rimasta oggi a Capri è l’Anema e Core. Anche se i tempi sono cambiati, essa è rimasta nel solco della tradizione di quello che è stato nel passato. Il turista prima veniva per ascoltare la canzone napoletana, Torna a Surriento, il classico Era de maggio. Adesso, invece, il turista, viene con uno spirito diverso, viene anche per divertirsi attivamente. Questo è merito di mio padre, che è stato molto bravo a capire veramente quello sarebbe piaciuto al pubblico: unire l’ascolto al divertimento, al coinvolgimento, al ballo e alla spensieratezza. Quando nacque la taverna non esistevano posti del genere. C’era il ristorante con la posteggia, oppure andavano di moda le discoteche con la musica assordante e i locali stile Billionaire, quei locali dove le persone sono in un’area della discoteca ed il vip o personaggio importante viene “protetto” nel privé.
Quando invece mio padre ha creato questo nuovo tipo di locale, c’è stata per tutti una novità: all’Anema e Core è all’ordine del giorno ritrovarsi un personaggio molto noto che balla o canta al tavolo accanto al tuo e passa con te la serata come si fa in gruppo di amici. In taverna si balla un pezzo inglese, subito dopo una canzone napoletana ritmata, dopo ancora la canzone anni ’60, e poi il successo del momento. Infatti si dice spesso che all’interno della taverna c’è un’atmosfera magica e lo credo anche io… secondo me lì dentro c’è l’anima che mio padre ha dato a quel posto. Pensa che una volta parlai con un cliente che mi diceva “c’è qualcosa nell’aria che appena si entra in taverna viene voglia di cantare”.
Poi c’è da dire che durante le nostre serate sono accadute tante cose che sono rimaste nella memoria di molti: l’Anima e Core è il locale in cui mio padre cantava Caruso con Lucio Dalla; è il locale in cui D&G, Naomi Campbell e Jennifer Lopez fecero la festa con le parrucche ed è il locale in cui Nicolas Cage cantò My Way…. Però non parliamo solo dei vip, ma anche di quelle persone non note al mondo delle spettacolo che spesso mi raccontano di aver conosciuto le proprie mogli in taverna, oppure che hanno festeggiato un compleanno nel 1996. Oppure amici che hanno festeggiato l’operazione del papà andata a buon fine… ognuno ha un pezzettino di vita che si è incastrato in quel locale! Inoltre, non ci dimentichiamo che la cornice importante è Capri, un’isola che ha avuto la fortuna di essere scelta come capitale dell’impero romano più di duemila anni fa. In taverna si sente un’atmosfera particolare perché quel locale ha una storia che fa parte di un’isola magica.

 

 

QUAL È IL SEGRETO DEL SUCCESSO DELL’ANEMA E CORE?
Sicuramente l’intuizione di mio padre nell’aver creato un posto del genere. Poi il suo essere molto personaggio, per aver portato la sua energia, la sua storia, la sua anima, il suo carisma all’interno di quelle quattro mura. La sua grande capacità di coinvolgere il pubblico di tutto il mondo, il suo farsi voler bene da tutti e i tanti sacrifici che ha fatto sia lui che la mia famiglia, in particolare mia mamma che lavora dietro le quinte, e che quindi è sempre presente.

 

 

C’È UN’ARTISTA CHE NON HA ANCORA VARCATO LA SOGLIA DELLA TAVERNA E CHE VORRESTI TANTO DUETTARCI INSIEME?

Il mio grande sogno sarebbe quello di interpretare sul palco della taverna Anema e Core una canzone dei Beatles con Paul McCartney. Per me i Beatles fanno da spartiacque nella storia della musica mondiale e gran parte della musica che ascoltiamo del pop deriva da quello.  Mi piacerebbe anche duettare con Madonna, però diciamo che non mi posso lamentare dato che lo scorso anno ho avuto la fortuna di duettare con Jennifer Lopez.

 

 

                                                     

 

 

ALL’ANEMA E CORE C’è SEMPRE UNA SFILATA DI GRANDI NOMI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI. RACCONTACI QUALCHE ANEDDOTO PARTICOLARE.

Un’aneddoto particolare che ho vissuto riguarda proprio Jennifer Lopez.
La sera in cui J.Lo venne in taverna eravamo tutti un po’ emozionati dalla sua presenza e decidemmo di iniziare la serata come nostro solito. Dopo un po’ decisi di avvicinarmi al suo tavolo per dedicarle una canzone. Iniziai ad intonare “Tu si ‘na cosa grande”, e subito il suo manager mi dice “She doesn’t sing”. Io rispondo, prontamente, “no problem!”.
Così decisi di proseguire la serata con “I’m survival”. Appena inizia la musica, una persona del suo management mi sorride. Io gli do il microfono e lui inizia a cantare. Poi mi chiedono di far cantare altri amici del loro tavolo, ed io canto con loro… continuando ad ignorare la Lopez.
Terminata la canzone, mentre mi accingevo a ritornare sul palco, sento una voce urlare “She wants to sing!!!” (lei vuole cantare!!!). Era il suo manager!  Non esitai un istante a dire alla band “facciamo Let’s Get Loud”, dando il via all’esibizione di Jennifer Lopez all’Anema e Core!
Devi sapere che solamente il caso ha voluto che qualche giorno prima provassimo “Let’s Get Loud”. Non sapevamo dell’arrivo di Jennifer Lopez, l’abbiamo provata soltanto perché il nostro pianista, suo fan sfegatato, da mesi cercava di convincermi di aggiungere questo brano al nostro repertorio, nonostante io lo considerassi un pezzo poco adatto per le nostre serate.
Duettare con Jennifer Lopez è stato l’episodio più bello che ho vissuto nel mio percorso artistico, pensa che poi non ho dormito per 4 giorni. Il giorno dopo mi chiama il Sole 24 Ore per farmi un’intervista… insomma è stata un’emozione molto forte che mi ha trasmesso una grande carica di energia.

 

                                            

 

PROGETTI FUTURI E SOGNI NEL CASSETTO?

Mi piacerebbe girare il mondo con la musica, portando la canzone napoletana all’estero.  Siamo stati a Zurigo e Dubai e desidero andare anche a Miami, in Australia, a Montecarlo, in Svizzera.

In questo periodo, con l’autore musicale Francesco Boccia abbiamo creato un nuovo brano stile Anema e Core. A breve lo incidiamo e cercheremo di lanciarlo per farvi ballare e divertire tutta l’estate.