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GIUSEPPE GIORGIO

La Comunicazione della buona Tavola e del Teatro

Antonio Vistocco

 

 

Personaggio poliedrico , laureato in Sociologia e specializzato in Scienze dello Spettacolo, scrive per il quotidiano “Roma”, per settimanali nazionali e per alcune autorevoli “Guide” del settore enogastronomico. Fa parte del team tecnico della “Mediterranean Cooking Congress” e caporedattore di riviste specializzate e testate online oltre che ideatore e conduttore di speciali televisivi di cultura ed enogastronomia per l’emittente campana “Televomero”.

Capo ufficio stampa, direttore della comunicazione del Teatro Totò di Napoli e responsabile dell’ufficio stampa di alcuni teatri napoletani, del “Marateatro Festival”, di rassegne teatrali, di Musical nazionali, della Fondazione “Nino Taranto”, della Nazionale Italiana dell’Amicizia ( N.I.D.A) Onlus Campania, nonché di alcuni personaggi legati alla ristorazione d’eccellenza e di alcune importanti mostre divise tra le arti figurative, l’enogastronomia ed il tempo libero. Componente della “Associazione Nazionale dei Critici di Teatro”,  ha condotto per “Radio Amore” anche la rubrica “That’s Amore”. Su TeleVomero conduce tre volte alla settimana il programma “Napoli Blog”.

Docente di accademie teatrali e scuole di giornalismo, conduce in ambito universitario ed in siti storici, degli incontri dedicati al coinvolgimento della cucina nella poesia e nel teatro a Napoli dal ‘600 ad oggi.

Autore di saggi per la Esi e dei libri “Partenope a Tavola” e “Partenope in Pizzeria” e conduttore giornalistico degli spettacoli legati al progetto “Luoghi Storici e Musica” organizzati dall’Associazione “Noi per Napoli”, ha vinto il Premio “Megaris”, il Premio “Piedigrottissima”, il Premio “Eccellenze del Sud”, il “Premio Ricerca” dell’Università degli Studi di Napoli-Federico II, il Premio “Amore Azzurro” ed il Premio “Ritratti di Territorio”.

 

Abbiamo fatto una piacevole intervista  con Giuseppe ,  ecco cosa ci ha raccontato.

 

 

 

 

Come nasce la tua passione per la tua professione di Giornalista ?

Devo dire che Sono stato fortunato , perchè  nel  lontano 1973 ho conosciuto il grande Riccardo Carbone che fu il primo reporter del Mattino; Fu quasi lui, anzi, ad ‘inventare’ la figura del fotoreporter a Napoli convincendo il direttore Eduardo Scarfoglio, del quale era amico di famiglia, a dare maggior spazio alle immagini come documentazione giornalistica sullo storico quotidiano partenopeo. Cosi ho iniziato il mio percorso collaborando con il quotidiano “La Stampa” di Torino io inviavo loro le foto-notizie e scrivevo i miei pezzi sulla mitica Lettera-32 della Olivetti.  Ho anche intrapreso per un periodo della mia vita  in un percorso artistico, l’attività di attore  perchè ho una grande passione per il teatro, ma il mio vero grande amore resta il giornalismo .  Così  pian piano sono divenuto critico teatrale,  e poi critico gastronomico , devo dire che questa passione per la cucina mi è stata trasmessa da mio padre Francesco.

 

 

Ci racconti un aneddoto simpatico della tua carriera professionale ?

Sono tanti non saprei da dove cominciare .  Posso raccontare  di quando con zia  Leonilde che viveva negli Stati uniti ,  e veniva a  Napoli l’ accompagnavo a trovare il grande  Nino Taranto  ,  nella sua casa a Parco Grifeo al Vomero , lei era grande amica di famiglia , da li poi è nata la mia passione per il teatro. Ho avuto l’onore di conoscere  Eduardo De Filippo .  Posso raccontare dei pizziccotti affettuosi  sulla guancia che mi dava di Luisa Conte fuori il teatro  Sannazaro , la straordinaria Tecla Scarano . Ho  avuto la fortuna di conoscere i più grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura napoletana , da giovani poi uno non se ne rende conto , adesso riesco a comprendere con tanta nostalgia quegli straordinari momenti vissuti con questi giganti dell’arte e dello spettacolo.

 

 

 

 

C’è un progetto lavorativo a cui sei sempre legato?

Si , ricordo sempre con grande piacere la collaborazione nel 2000 per l’allestimento presso le terme di Agnano  dello Spettacolo “La Festa  di Montervergine ” di Raffaele Viviani con la regia di Giulio Adinolfi, io curavo l’ufficio stampa,  devo dire che è stata una grandissima esperienza umana e lavorativa che porto sempre nel  cuore.

 

 

 

 

Tre cose della tua vita a cui non rinunceresti? 

Innanzitutto l’Amore in senso generale, la buona cucina e la giovinezza interiore .

 

 

 

Come ami trascorrere il tuo tempo libero ?

Paradossalmente andare a teatro senza però fare nessuna recensione , adoro scoprire nuovi ristoranti dove mangiare bene e poi stare a contatto con la natura , cerco sempre di abbinare le due cose .

 

 

Sappiamo della tua Grande passione per i colori azzurri del Napoli Calcio?

Sono un tifosissimo azzurro innamorato perso . Pensa che quando ero ragazzo mi scambiavano per il grande Bomber Beppe Savoldi per via della somiglianza avevo gli stessi  dei baffi e capelli ricci  , allora non c’era internet  quindi era molto più facile scambiare una persona per un’ altra . Invece da tifoso non posso dimenticare la piu’ grande delusione rappresentata  da  Altafini detto Core Ingrato perchè che  campionato 1974/75 con la maglia bianconera contro gli azzurri   a segno nel finale di una partita vinta per 2-1 proprio contro il Napoli che valse lo scudetto. Poi come dimenticare gli anni fantastici del Periodo di Diego Armando Maradona e di quegli momenti  straordinari per la città e per i colori Azzurri.

 

 

Un progetto futuro che vorresti realizzare ?

Vorrei riuscire finalmente a pubblicare un nuovo libro che sto scrivendo da molto  tempo, sulla  storia della cucina attraverso il teatro e la canzone napoletana.