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Intervista esclusiva al cantautore Rosso Malpelo!

“Raschia l’anima”: una canzone difficile con un carico pesante da trascinare!

Di Patrizia Faiello

 

Dopo il suo debutto con il singolo “La notte”, al quale è seguito il brano “Ora vola”, il cantautore Alessandro Pala, alias Rosso Malpelo, ritorna a far parlare di sé con il suo ultimo capolavoro “Raschia l’anima”. Nato a San Gavino Monreale (VS) il 25 ottobre del 1987 Rosso Malpelo è da qualche giorno protagonista delle scene musicali con un brano molto struggente denso di emozioni reso ancora più intenso grazie anche alla qualità delle immagini a cura di Mary Zuddas, e alle riprese del videoclip a cura dello scrittore, arrangiatore e videomaker Marco Concas.  Ho avuto il piacere di intervistare per la nostra rivista Twikie questo giovane artista, autore di testi intensi e profondi, al quale auguro di riuscire ad affermarsi al più presto nel mondo musicale.

 

 

Come nasce il personaggio Rosso Malpelo?
Rosso Malpelo è nato in un momento della mia vita in cui la voglia di essere diversi ha avuto la meglio. Diversi poi da chi? Era solo una scusa per far nascere la parte di me per anni rimasta nascosta. Era la scusa per tirare fuori il carattere e diventare adulti. Quale soluzione migliore della musica per dire a tutti chi ero davvero!

 

 

 

Come nasce la tua passione per la musica?

Sentivo dentro il bisogno di raccontare qualcosa ma per farlo avevo bisogno di una penna che scrivesse sull’anima e non sulla carta. Iniziò così, un po’ per caso, un po’ per necessità, il mio percorso musicale.? La musica rapisce, scrive all’ego e arriva dritta al cuore di chi non vuole sentire. La musica è un coltello che si addentra nel profondo della nostra essenza e ci tocca dentro. Volevo uscire fuori e riprendermi la mia vita, la mia dignità, il mio coraggio! Volevo essere chi avevo deciso di essere. E un giorno Rosso Malpelo ha preso il sopravvento. La rabbia, le delusioni, il dolore, non erano più sentimenti ed emozioni da dover soffocare. Erano linfa vitale per imparare a scrivere qualcosa che si poteva solo cantare. 

 

 

 

Cosa è racchiuso in questo tuo ultimo brano?

“Raschia l’anima” è una canzone difficile, indigesta, con un carico pesante da trascinare. Ma se questo servirà a far riflettere anche solo una persona, avrò raggiunto un traguardo importante per me”.

 

 

Come nasce l’idea di realizzare un progetto musicale emotivamente così forte?

“Sono trascorsi un po’ di anni da quando adolescente attraversavo un periodo di solitudine e di isolamento dai miei coetanei. 

E nonostante io ora sia un uomo, continuo a trovare difficile raccontare e parlare di quegli anni. È sconcertante sentire ancora oggi, notizie di ragazzi e ragazze che si tolgono la vita perché non si sentono accettati o ancora peggio, si sentono sbagliati a causa di ciò che la gente pensa e dice di loro”.

 

 

 

Anche tu hai vissuto dei disagi?

“Io mi sono sentito diverso, sbagliato e soprattutto ero solo e per questo ora ne ho voluto parlare con una canzone”. Molti sono i ragazzi che vivono ogni giorno piaghe sociali come il bullismo, il razzismo, l’omofobia e che per questo ogni giorno hanno bisogno di aiuto.

 

 

 

 

Si percepisce tutto il desiderio di voler raccontare lo strappo della tua anima…
Non importa da dove vengo, quanti anni ho, dove vivo ora. Ciò che importa è chi sono e cosa mi ha portato ad esserlo. Nessuna pretesa. Nessun inganno. Solo la voglia di raccontare. Solo il desiderio di condividere un percorso. Il mio. 

 

 

 

Di seguito potete trovare il link del videoclip: https://youtu.be/kQF3bXHCWf4