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Max Moor

IL MAESTRO DELLA LUCE

Di Federica Del Re


Di origini abruzzesi e cittadino del mondo per professione, twikie presenta ai suoi lettori un grande nome nel campo della fotografia: Max Moor.
Appassionato di moda, professionista della fotografia glamour e maestro della luce, Max ci racconta della sua arte e ci svela i segreti che mette in opera nei suoi meravigliosi scatti.

Come è nata la tua passione per la fotografia?

All’età di circa 14 anni, dopo la scuola, amavo trascorrere il tempo libero nel laboratorio e nella camera oscura di un grande fotografo di reportage che poi divenne mio cognato.

Ricordo che attraversando il corridoio che portava nel suo studio guardavo ogni volta le pareti dove erano appese le sue tantissime e fantastiche foto e mi domandavo se un giorno fossi stato capace di fare altrettanto… E’ da lì che ho iniziato, ho proseguito gli studi anche nel campo della moda a Firenze, ed ancora oggi dedico almeno un’ora al giorno allo studio della fotografia, perché, a differenza di come la pensa qualcuno, non si finisce mai di imparare.

Sei il maestro della Fotografia Glamour, ci spieghi bene cosa si intende per foto glamour?

La fotografia glamour è quel mix tra il soggetto, l’ambiente e, cosa più importante, la luce che lo circonda, il tutto allo scopo di creare una situazione di fascino e seduzione. Nel Glamour il fotografo deve curare il soggetto in causa, interagendo con esso al fine di metterlo a proprio agio. Differente è invece la fotografa Fashion, che non è altro che la fotografia di moda, dove la modella/o si presta a promuovere un abito o un accessorio, ma poco importa della persona ritratta: il compito di quest’ultima è praticamente quello di essere un “manichino vivente”.

Dai tuoi lavori si nota sempre una grande cura dei dettagli, è anche questo il segreto dei tuoi meravigliosi scatti?

Dedico molto tempo allo studio di un progetto: prima di tutto la scelta della location è di vitale importanza, poi è molto importante curare ogni dettaglio. Di essenziale importanza è l’equipe: nessuno deve improvvisare per cui servono sempre i migliori professionisti del settore. Lo stylist, l’hair stylist, il make-up artist, l’addetto alle luci: sono loro il cuore del risultato di una foto ben riuscita. Il fotografo senza di loro è nulla e come tale interagisco con loro senza condizionare mai troppo le scelte, è bene consigliarsi, ma poi ognuno deve fare il suo. Certamente alla fine sta al fotografo rendere lo scatto unico e qui entra in gioco la preparazione, il talento e l’arte.

Pensi che la gavetta sia ancora un percorso valido per farcela in fotografia?

No, non è più strettamente necessario, così come nella musica e nello spettacolo ormai puoi farcela se hai sostegni validi e giusti. Non è più necessario essere in possesso di un buon bagaglio tecnico culturale e fare delle ottime fotografie. Diversamente, se vuoi raggiungere un tuo personale livello di qualità fotografica, è necessaria la gavetta: andare all’estero, condividere e confrontarsi con grandi maestri e studiare sempre.

Dico continuamente a chi mi segue di restare sereno e di amare la fotografia con passione e sacrificio e soprattutto studiare, studiare, studiare… perché senza lo studio il talento non viene nutrito. Diceva il grande Pablo Picasso: “A dodici anni dipingevo come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino”.

Hai girato il mondo per tanti servizi importanti, qual è quello che ti ha entusiasmato di più?

Il prossimo sicuramente o quello dopo, o quello dopo ancora… non mi soffermo mai a felicitarmi di un successo, di un sevizio fatto. Ho scattato tantissimo e sempre con grandi soddisfazioni. Posso dirti invece qual è la città dove mi sono trovato meglio e dove la meritocrazia ancora si sente e si vede, parlo di Berlino… a Berlino se vali fai strada!

Come si è evoluta la fotografia e la scelta delle modelle da ieri ad oggi?

Con l’arrivo del digitale tutto sembra essere diventato scontato e facile in fotografia, iniziamo col dire che la mobile photography non ha nulla a che fare con la vera fotografia. Credo che oggi sia invece evidente la differenza tra fotografo nato con il digitale e un fotografo tradizionale, molto sta nello studio, dalla preparazione allo scatto, molti fotografi moderni non elaborano e pensano più di tanto, non sono abituati, ma credo che la colpa non vada attribuita a loro ma alle richieste del mercato. Purtroppo non sono educati a pensare alla fotografia come tale, ma si soffermano e affidano alla nitidezza, ai megapixel, alla camera chiara… Preferisco sempre uno scatto non propriamente messo a fuoco, ma che mi faccia provare qualche emozione a differenza di uno nitido ma privo di senso.

Per quanto riguarda la scelta delle modelle non è cambiato molto, le professioniste rimangono tali e le altre ben vengano… un momento di gloria non si nega mai a nessuno!

Sogni di Max?

Non vi è giorno in cui sia assente dalla mia testa un progetto da finire o uno nuovo da sviluppare. Sono convinto che ognuno per migliorare ed elevare il proprio grado di felicità debba imporsi un obiettivo ben preciso che va ricercato ad ogni costo. Ritengo di essere molto fortunato sotto questo punto di vista perché ciò che desidero davvero risiede in ciò che faccio tutti i giorni.

Questo per me già è un sogno.

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