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MIMMO RUGGIERO

L'ARTISTA GENIALE

Di FEDERICA DEL RE

 

Da piccolo non mancava mai occasione di esibirsi in pubblico e dare spettacolo intrattenendo parenti ed amici con canti, musica, magia ed imitazioni. La sua prima passione è stata la musica. All’età di cinque anni ha iniziato a studiare il pianoforte, per poi cimentarsi con il canto, le imitazioni e il teatro. Quest’ultimo si è rivelato essere una sua grande passione, alla quale ha affiancato la Tv partecipando a numerosi programmi televisivi. Negli ultimi anni ha recitato con successo anche per il cinema.

“Chi è Mimmo Ruggiero lo deve sempre decidere il pubblico”, sicuramente la sua espressione artistica è frutto di tanto studio ed esperienza, quotidianamente alimentata da impegno e passione.

 

Ti dividi tra teatro e televisione, in quale veste ti preferisci?

Sono emozioni diverse, ma unite dalla stessa ragione, quella di stupire. Entrambe hanno un pubblico e quello va sempre rispettato e amato. Forse con la televisione abbracci una grande fetta di pubblico, e questo ti dà modo di farti apprezzare in un circuito più ampio. Il teatro invece rimane più intimo, ma l’emozione del live è immensa.

 

 

Il lavoro più bello ed emozionante che hai fatto? 

E’ sempre quello che farò in futuro. Aver realizzato il sogno che avevo da bambino è meraviglioso. In ogni lavoro che realizzo c’è sempre una forte emozione. Ogni volta penso a tutti i sacrifici che ho dovuto fare per arrivare ad ottenere quel lavoro e questo mi riempie di gioia ed emozione mentre mi esibisco.

 

 

 

 

Sei parte del cast della fiction Rai “L’amica Geniale”, uno tra gli eventi televisivi più seguiti del 2018. Ci racconti il tuo personaggio e la tua esperienza in questa serie tv?

L’amica geniale lo considero un kolossal degli anni ‘60. Grandi set, tanti operatori, una grande macchina, ma allo stesso tempo una piccola famiglia. Si è creata una forte amicizia tra gli attori e la troupe.

 

 

Io interpreto il Signor Spagnuolo, papà di Gigliola e marito di Rosa, interpretata da Patrizia Di Martino. Un marito umile e lavoratore al punto di trascurare la famiglia pur di dedicarsi alla sua pasticceria.

La serie tv è ambientata negli anni ’50. E’ stato come fare un tuffo nel passato. In un passato che io, ovviamente, non ho vissuto, ma oggi ho capito veramente tanto di come si viveva in quegli anni, dell’importanza che veniva data alle piccole cose, del dare valore a tutto quello che ci circonda.

 

 

 

Quanto è difficile la carriera dell’attore e che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere questa professione?

Penso sia uno dei lavori più difficili e complicati che ci siano. Ma se dentro di te vibra l’arte, ogni sacrificio sparisce. Consiglio di studiare, è un lavoro che non si improvvisa. Sul palcoscenico ci si va preparati.

 

Progetti futuri?

Ora sono in teatro con “Il fantasma dell’Opera”, dove ricopro il ruolo di protagonista. Erik, chiamato da tutti Il fantasma del Teatro dell’Opera, altro non è che un uomo costretto a nascondersi nei sotterrai del teatro per la sua deformità. Ma grazie alla forza di una cantante capisce cosa vuol dire essere amato.