(Milano)- Marco Mengoni è tornato. Tre anni dopo “Atlantico”, il cantautore di Ronciglione torna sulle scene con un nuovo disco di inediti. Esce venerdì 3 dicembre “Materia (Terra)”. L’album è il primo di una trilogia, che secondo le intenzioni di Mengoni e del suo staff dovrà condurre il pubblico attraverso un percorso che rappresenta una sorta di filo conduttore fra le origini del cantautore, le sue ricerche sonore e la sua attenzione a ciò che è contemporaneo e moderno. “Materia (Terra)” è quindi il primo passo, il primo “tratto di strada” che Mengoni vuole intraprendere con chi lo ascolta. “Ma stasera” è il successo che ha fatto cantare e ballare moltissime persone durante l’estate e ora ecco l’intero album.
Si passa dall’intensa “Luce” – registrata in presa diretta con quindici elementi – che regala una visione intima del rapporto con la madre e con tutta la forza della carica interpretativa dell’artista. Ci sono anche interessanti collaborazioni tra cui spicca quella con Madame per il blues di “Mi fiderò” fino a “Un fiore contro il diluvio” che è “una richiesta d’aiuto per contrapporre all’individualismo la capacità di saper stare gli uni vicini agli altri”. Tra i temi principali la paura, la solitudine che diventa risorsa, i cambiamenti dentro sé stessi e fuori nel mondo con la rinnovata voglia di incontrarsi e fidarsi di nuovo, dopo un lungo periodo di mancanza di contatto umano. Appuntamento alla prossima estate per i due concerti-evento il 19 giugno 2022 allo Stadio San Siro di Milano e il 22 giugno 2022 allo Stadio Olimpico di Roma.
Oltre a quello di Madame in “Terra” c’è spazio per un altro featuring, quello di Gazzelle su “Il meno possibile“. “Flavio è un amico ed era da tempo che ci dicevamo di fare qualcosa – dice Mengoni -. Quando ho scritto questo pezzo lo sentivo molto aereo e il disco si chiama Terra. Avevo bisogno qualcuno che lo riportasse giù, desse peso. Così ho chiamato lui che era in tour: gli ho chiesto di fare qualcosa ma lui mi ha detto che non aveva tempo. La sera stessa mi ha detto che aveva già scritto qualcosa”.
I momenti migliori di “Terra” sono però proprio quelli in cui la produzione fa un passo indietro ed emerge la verità della musica. Come “Luce“, registrata in presa diretta in studio con una band di 15 elementi. Un brano caldo e tradizionale per raccontare il più tradizionale dei rapporti, quello tra madre e figlio. “In questo periodo ho riflettuto tanto su ciò che significa relazione o rapporto – dice Mengoni -. Questo pezzo lo sento molto vicino a quello che è la nascita. Lo dedico a mia madre o comunque a un rapporto mamma figlio”. E poi la dolorosa delicatezza di “Un fiore contro il diluvio” che chiude il disco. “E un viaggio in un essere solitario che si sente abbandonato – commenta Marco -. Non è una colpa non avere gli strumenti per aiutare qualcuno che ti sta accanto, ma se fossimo meno soli sarebbe meglio”.
