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DANIELE BARSOTTI

Di FEDERICA DEL RE
 

Daniele Barsotti inizia a cantare  subito all’età di 6 anni entrando a far parte del coro della Chiesa del suo paese a 17 anni inizia a studiare chitarra e a 21 canto lirico,passando dopo 3 anni al canto moderno.Ben presto sono arrivati i risultati anche a livello nazionale: Festival di Solarolo (2002), le tappe di X Factor Ancona, Roma e Milano (2005 – 2008), la semifinale di Castrocaro a Napoli (2010) la finale di AreaSanremo (2016).  Nel 2016 con Giovanni Balduini, produce il suo primo singolo “Dimenticherò” Nasce anche la collaborazione con la cantante Giovanna,con numerose apparizioni su TV2000, ospite d’onore del Carnevale di Viareggio e live in tutta Italia. Ad agosto 2017 l’uscita del nuovo singolo “Chiara” con la presentazione in anteprima al Festival de La Versiliana di Forte dei Marmi(LU). Nel 2018, passa alla preparazione,produzione ed al management di Musicamia,una realtà nazionale per giovani emergenti.Daniele , reduce dal successo ottenuto a Castrocaro dove si è aggiudicato il premio SIAE, si racconta , in questa chiacchierata per i lettori del nostro magazine .

 
 
Oltre alla musica, di cosa ti occupi?
Fin da piccolo ho sempre avuto la passione per il cucito; in particolare, ero affascinato dagli abiti da sposa e da cerimonia, per intenderci quelli da red carpet. Nonostante questo, mi sono diplomato alla scuola alberghiera, perchè mi piaceva anche cucinare, in modo particolare i dolci.
Terminati gli studi e poco dopo essermi diplomato alla scuola alberghiera, la passione del cucito è tornata più forte e predominante, ho allora deciso di iscrivermi a un corso professionale di cucito a Lucca. Da quel momento, attraverso varie esperienze ho continuo a lavorare come sarto di abiti da sposa e da cerimonia.
 
 

 
Anche la canzone è un prodotto sartoriale: cosa vuol dire cucirsi addosso un pezzo?
Bellissimo paragone! Cucirsi addosso un pezzo significa ascoltare se stessi e saper tradurre in musica le esperienze positive o negative che ti hanno toccato molto da vicino, attraverso la voce “vestire il pezzo” con disinvoltura, al fine di creare quell’effetto “Wow”; tipo la sposa quando entra in chiesa ed è bellissima e ti trasmette delle emozioni. Questa alchimia tra musica e testo, dovrebbe avvenire anche durante l’ascolto di un brano, quando ti arriva dentro quel brivido tipico dell’emozione.
 
 

 
Sei solito cantare le tue canzoni o interpretare quelle scritte da altri?
All’inizio della mia carriera artistica cantavo le mie canzoni, ma poi ho avuto modo di conoscere persone molto sagge e professionali che mi hanno fatto crescere artisticamente e che hanno notato in me lati artistici che non vedevo e allora per sviluppare queste “doti nascoste” ho iniziato a cantare canzoni di altri. Al momento, scrivo le mie canzoni cercando di dare l’idea per il testo/musica e poi, mi avvalgo della collaborazione di esperti professionisti per sviluppare il tutto.
 
Cosa cerchi in una canzone che altri hanno scritto?
L’emozione! Quella che riesce a trasmettermi gioia, tristezza… non è importante. Ci sono canzoni che hanno pochissime parole ma che mi danno allegria, altre con un testo infinito, che mi sollevano e mi portano lontano in un’altra dimensione.  
 
 

 
Cosa bolle in pentola tra i tuoi progetti futuri?
Io e il mio staff, capitanato da Giovanni Balduini a cui devo questo percorso artistico bellissimo anche se a volte non facile, stiamo lavorando con impegno e dedizione ad un nuovo singolo che uscirà a Marzo. Ci spostiamo molto tra Roma e Milano dove ci sono i nostri collaboratori affinchè il tutto riesca alla perfezione avendo cura dei minimi dettagli. Stiamo inoltre lavorando ad un disco di inediti, chiaramente per questo ci sarà bisogno di un po’ più tempo…ma arriverà (sorride, n.d.r.)
 

 
Hai mai pensato di contaminare la tua musica con altre arti?
Certo, lo sto già facendo: credo che tutte le arti che l’essere umano è in grado di creare si sostengono l’un l’altra, proprio perchè la musica aiuta a danzare, a dipingere, a scrivere poesie, ad osservare, a scolpire un blocco di marmo o di legno, a pregare e anche… a cucire (sorride, n.d.r.).
 

 

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