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PASQUALE SQUITIERI

"UN REGISTA DI FERRO"

di Giuseppe Christian Gaeta

 

Figura “contro” e controversa che ha pervaso di sé il panorama culturale del cinema italiano per oltre 40 anni. Laureato in Giurisprudenza e impiegato al Banco di Napoli, si dà presto alla passione per il cinema, debuttando col western “Io e Dio” già nel 1969. Segue per un po’ il genere che, allora, va per la maggiore e, sulla scia dei successi di Sergio Leone, gira “Django sfida Sartana” (unendo in un “b-movie” oggi di “cult” le due icone degli anni ’70) e successivamente, “La vendetta è un piatto che si serve freddo”. Il vero balzo di qualità però è del 1974 anno in cui gira “I guappi”: sguardo spietato, truce e sgraziato sul fenomeno della Camorra Napoletana (invero già trattato con meno fortuna nel precedente “Camorra” del 1972). Il quadro che Squitieri traccia del fenomeno di inizio secolo è senza sconti e sfata, perlopiù, il mito della camorra “buona” o “buonista” di quegli anni: il regista infatti racconta, senza infingimenti, di una malapianta che già dalla fine del XIX secolo, non si fa scrupolo ad ammazzare lavoratori “scomodi” o ad utilizzare ragazzini come killer per raggiungere gli scopi turpi che si prefigge. Per il vero non fa sconti nemmeno alla polizia del tempo (descritta come corrotta e violenta) e mai ne farà a nessuno nel prosieguo della sua lunga carriera. Lo sguardo lanciato sul fenomeno camorristico napoletano con “I guappi” (magistralmente interpretato da attori in stato di grazia come Franco Nero, Fabio Testi e Claudia Cardinale, tra gli altri) , resta a tutt’oggi insuperato nel suo genere.

Segue nel 1977 altro film “culto” , stavolta sulla Mafia siciliana, come “Il Prefetto di Ferro”, dedicato a Cesare Mori (un grande Giuliano Gemma), l’uomo che fu inviato da Mussolini in Sicilia per smantellare il potere di Cosa Nostra negli anni del fascismo. Compirà arresti e otterrà successi clamorosi. Sul punto di vincere definitivamente la battaglia contro la piovra siciliana, però, sarà promosso senatore e trasferito a roma: aveva messo le mani sul rapporto mafia-fascismo ad alti livelli. Anche qui un sguardo preconizzatore che racconta un panorama che non si discosta molto da quello dei tempi moderni. Tornerà ancora, seppure con meno successo, con “Corleone” l’anno successivo (1978) a narrare le cose di cosa nostra, ancora con capacità da “futurista”: alcuni personaggi e alcuni legami che si intravedono nella trama del film, saranno confermati anni dopo dalle varie inchieste che porteranno al Maxiprocesso alla mafia istruito negli anni ’80.

Del 1984 è poi il contestatissimo e controverso “Claretta” in cui con una Cardinale in splendida forma, narrerà la vita della compagna “more uxorio” del Duce. La Cardinale finirà per vincere sia come miglior attrice a Venezia, sia successivamente, il Nastro d’argento che il Globo d’oro, dando ancora una volta ragione alla intuizione di Squitieri. Del 1986 è il rivelatorio “Russicum” col quale per la prima volta, svela all’attenzione del grande pubblico l’esistenza di una questa potentissima organizzazione del Vaticano, che si occupava delle cose della allora Unione Sovietica. Vi è poi un lento calando della qualità della sua produzione in vari film di minore importanza e di minore impatto scenico, fino ad arrivare al colpo di coda del 2003 con “L’Avvocato De Gregorio” che vedeva in scena addirittura il re del teatro Giorgio Albertazzi, nel ruolo di un avvocato fallito che decide di prendersi la sua rivincita, proprio quando tutto sembrava perduto.

Del 2014 l’ultimo lavoro con “L’altro Adamo”. Personaggio, schietto, sincero, inquieto e controverso al punto di militare da giovane nelle fila di Lotta Continua, per poi spostarsi sul fronte opposto, dove nel 1996 si presentò come candidato di Alleanza Nazionale nel collegio di Nola. Finì la sua carriera politica iscrivendosi al Partito Radicale Transnazionale. Nella vita privata è nota a tutte le cronache la sua lunghissima storia d’amore con la bellissima Claudia Cardinale, da cui è nata la figlia Claudia. Dal 2003 si lega sentimentalmente all’attrice e cantante Ottavia Fusco che poi sposerà nel dicembre 2013. Resta un personaggio la cui recente morte ha lasciato un grande vuoto nel panorama artistico nazionale difficilmente colmabile, anche se, con tutta probabilità, ha ricevuto in vita molti meno riconoscimenti di quelli che sarebbero spettati a un grande artista del suo Calibro. n grande artista del suo Calibro.

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