(Roma)- Con la delegazione di Forza Italia è terminato l’odierno giro di consultazioni di Mario Draghi per tentare di comporre la squadra di governo (qui le consultazioni di ieri). Dalle 11 di questa mattina, l’ex presidente della Bce ha incontrato i partiti medio-grandi: dopo le Autonomie, Leu, Iv, Fdi, Pd e Fi. La durata dell’incontro è aumentata rispetto alla mezz’ora dedicata, ieri, alle forze minori. Cresce il fronte del ‘sì’ a un esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce. Dubbi da Leu, Renzi esprime pieno appoggio a Draghi: nelle sue mani il Recovery Fund è al sicuro. La parola ‘Mes’ sembra scomparsa dal vocabolario del leader di Italia Viva. E’ proprio sul Meccanismo europeo di stabilità che si è innescata la crisi del governo Conte II.
Unterberger (Autonomie): “Governo politico su serve modello ‘Ursula’” “Auspichiamo un governo politico. La formula ‘Ursula’ (un’alleanza di lunga durata sostenuta dai partiti che al Parlamento europeo hanno votato a favore della presidente della Commssione, Ursula von der Leyen, e che abbia come perno Pd e M5s, ndr) sarebbe perfetta. Con i governi tecnici non abbiamo avuto buone esperienze per i nostri piccoli territori” ha detto Julia Unterberger di ‘Per le Autonomie’ al termine della consultazione con Draghi. “Ci auguriamo un governo politico. Penso che come convinti europeisti non possiamo che dire sì a un governo Draghi”, ha concluso.
De Petris (Leu): maggioranza sia coesa, “noi incompatibili con Lega e sovranisti” “Abbiamo elencato punti prioritari e fondamentali. Sono degli spartiacque, come lo è il fatto che l’alleanza Pd-M5S-Leu è strategica e deve essere una base forte che se consolidata in programmi e progetti non può essere dispersa”. Lo afferma al termine della consultazione Loredana De Petris, parlando di “Incompatibilità”. “Proprio perché i temi sono fondamentali, questa maggioranza è incompatibile con la presenza di forze come la Lega e le forze sovraniste della destra. Con Draghi siamo stati molto chiari”. “Le scelte programmatiche non sono variabili indipendenti. La base parlamentare deve essere coesa e deve avere un minimo di omogeneità” ha aggiunto Federico Fornaro. “Nel secondo giro ci aspettiamo” da parte del presidente Draghi “la definizione di un perimetro programmatico e, conseguentemente, un perimetro politico”.
Renzi (Iv): “Draghi è polizza sul futuro dell’Italia” “Grazie a Mario Draghi: averlo individuato come interlocutore per formare un nuovo governo ha portato immediatamente una ventata di credibilità e fiducia nel Paese. E’ una polizza assicurativa per i nostri figli e nipoti: nessuno può negarlo. Siamo nel periodo storico in cui l’Italia avrà più soldi da spendere nella storia, e questo ci porta a dire che chi meglio di Draghi può gestire questo passaggio”. Così Matteo Renzi al termine delle consultazioni con il premier incaricato. “Mi auguro che tutte le forze politiche esprimano lo stesso sostegno a Draghi: il presidente della Repubblica ha fatto appello a tutti, chi oggi pone veti non fa solo un errore politico ma rifiuta l’appello del presidente della Repubblica che ha escluso per questo governo una connotazione politica e ha parlato di un governo cui tutte le forze possano dare un sostegno”. Sulle eventuali proposte dice: “I grandi temi per noi cruciali, dalla vaccinazione a un Recovery basato su investimenti e non sui bonus, alla cultura e turismo, sono già sul tavolo di Draghi. Gli manderemo tutto il nostro materiale e ulteriori elementi. Nel colloquio abbiamo sottolineato in particolare le questioni legate al lavoro e le politiche del lavoro con Bellanova, con Boschi il funzionamento delle regole parlamentari, l’utilizzo di decreti e non dpcm, l’attuazione delle leggi, l’utilizzo della protezione civile per l’emergenza sanitaria, con Faraone tutto il tema del piano shock e delle infrastrutture”.
Meloni (Fdl): “Non voteremo la fiducia, daremo una mano” “E’ stato un confronto cordiale, franco, spero costruttivo. Abbiamo confermato che per una ragione di metodo e di merito non voteremo la fiducia, ma non per un pregiudizio nei confronti del presidente Draghi”. Così il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dopo le consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato. “Noi abbiamo proposto l’astensione, per il momento non è stata accettata, ma la proposta per tenere unito il centrodestra Fratelli d’Italia l’ha fatta. Se il nostro sarà un voto contro o di astensione lo vedremo. Io non so nulla, non so se è un governo tecnico, politico, qual è la squadra e quale il programma”. “L’Italia non è una democrazia di Serie B. Serve un governo con una maggioranza omogenea, cosa che sarebbe possibile solo con elezioni e un altro Parlamento”. “Per dare una mano non abbiamo bisogno di chiedere ministri e sottosegretari. Se arriveranno provvedimenti per fare bene all’Italia, noi voteremo questi provvedimenti come abbiamo sempre fatto” ha continuato Meloni, confermando che “mai” andremo al governo con Pd, M5s e Renzi. “Non so se Draghi intenda confermare il Recovery Plan di Conte, spero di no- ha aggiunto-. Abbiamo portato le nostre proposte su porti, Sud, natalità, che è un tema economico che tutta l’Ue dovrebbe ascoltare”. “Abbiamo chiesto al premier incaricato se il suo sarà un governo a termine, che consenta di riportare al voto gli italiani a giugno. Non è così, l’orizzonte è più lungo, di legislatura” ha concluso la presidente di Fdi.
Zingaretti (Pd): “Confermo il sostegno a Draghi” “Nell’ambito della fiducia che confermiamo, abbiamo espresso al professor Draghi le nostre preoccupazioni e le nostre proposte”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi. “Attendiamo dopo le consultazioni una sua prima sintesi del presidente incaricato per valutare con spirito costruttivo, insieme i passi successivi e vivere in Parlamento la fiducia che gli abbiamo accordato. Siamo pronti a fare la nostra parte ma con i nostri contenuti e per difendere il nostro Paese”. “La sfida è davvero grande, faremo di tutto per aiutare il paese a vincerla. Siamo convinti che l’Italia ce la farà”. Ma i democratici, ha aggiunto Zingaretti, hanno esposto anche “preoccupazioni e proposte”. Le preoccupazioni riguardano innanzitutto la “crescita” e l’aumento delle diseguaglianze. “Nelle prossime ore faremo arrivare al professor Draghi un nostro documento per un programma di governo forte”. “La situazione è molto difficile ma grazie allo sforzo di Mattarella siamo pronti a fare nostra parte sulla base dei nostri contenuti per difendere il Paese”. “Il forte ancoraggio europeo” e la “storica amicizia Euro Atlantica che potrà rafforzarsi dopo l’elezione del presidente Biden” sono tra gli elementi del futuro programma del governo Draghi che il Pd ritiene “importanti”. “L’Italia è tornata protagonista nella costruzione della nuova Europa, evitando il danno intollerabile e irreparabile che il nazionalismo avrebbe arrecato all’Italia. Si tratta di un patrimonio da conservare”. “Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni e le nostre proposte al presidente incaricato Mario Draghi. Preoccupazioni per la crescita intollerabile di diseguaglianze, soprattutto fra donne e giovani”. “Non dobbiamo cedere al disfattismo e all’egoismo, dobbiamo ridare fiducia all’Italia e alla nostra comunità. Per raggiungere questo obiettivo occorre utilizzare le risorse europee per un nuovo modello di sviluppo. La sfida è grande e noi faremo tutto per aiutare il paese a vincerla”, conclude Zingaretti.
Tajani (FI): “No nuova maggioranza, ma esecutivo dei migliori” Forza Italia conferma il “pieno appoggio” al tentativo di Mario Draghi “già anticipato dal presidente Berlusconi nel corso di un lungo colloquio telefonico che si è svolto stamattina. Fi si aspetta un esecutivo di alto livello capace di rappresentare al meglio l’unità del paese coinvolgendo tutte le risorse migliori della politica, dell’economia e della cultura”. Così Antonio Tajani, dopo la consultazione con il premier incaricato Mario Draghi. “Forza Italia è pronta a dare il suo contributo di idee e programmi. Abbiamo consegnato due dossier, uno sul Recovery Plan e uno sul Piano Vaccinale”. “L’alto profilo del presidente Draghi è garanzia non solo della credibilità del nuovo esecutivo in Europa e nel mondo ma anche della serietà di un progetto”.
Arrivano Grillo e Casaleggio Nella Capitale ci sono tutti i nomi che ‘contano’ nel Movimento. Ieri, il controverso vertice pentastellato, con le due anime 5s spaccate sulla fiducia a un governo Draghi. Di Battista guida la fronda dei contrari e oggi ribadisce: “Ogni ora che passa, più ragioni per il no a Draghi”. Di Maio, invece, apre e chiama il Movimento ad appoggiare un esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce, in asse con partito democratico e Leu, mantenendo fede all’agenda di Giuseppe Conte. Sarebbe stata decisiva una telefonata tra Mario Draghi e Beppe Grillo a determinare il convincimento dei 5 stelle a andare a sedersi al tavolo delle consultazioni. Una telefonata che sarebbe avvenuta nella stessa serata in cui si stava svolgendo l’assemblea M5s, quando ancora l’orientamento prevalente del movimento era quello del rifiuto. La telefonata sarebbe durata più di un’ora e si sarebbe svolta in toni estremamente cordiali, andando a toccare anche punti del programma del possibile futuro governo. A favorire il contatto sarebbe stato il presidente della Camera, Roberto Fico, che nelle ore precedenti aveva incontrato il presidente incaricato Draghi. Stamane, oltre a Grillo, sembra sia sbarcato a Roma anche Davide Casaleggio, il presidente dell’associazione Rousseau. Casaleggio starebbe premendo sui vertici del Movimento per autorizzare una consultazione degli iscritti sulla partecipazione o meno al governo Draghi, “l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 stelle”. La Lega si dichiara disponibile e interessata a discutere di tasse, grandi opere, difesa dei confini, aiuti concreti per famiglie e imprese. Una linea confermata da Matteo Salvini nel corso della segreteria politica del partito che si è tenuta ieri a Montecitorio. “Mario Draghi è un fuoriclasse. E’ come Ronaldo, uno come lui non può stare in panchina” ha poi commentato Giancarlo Giorgetti.
