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JOKER DI Todd Phillips

Visti per noi - la recensione dei film di Giuseppe Christian Gaeta

Leone d’Oro come miglior film al Festival di Venezia, capolavoro annunciato, film della definitiva consacrazione per Joaquin Phoenix. Questo e molto altro ancora è l’attesissimo “Joker” di Phillips appena atterrato negli italici cinema, per tormentare le notti insonni dei cinematografari anche più scafati.

I riferimenti per il Joker sono altissimi: Nicholson nello storico film di Burton del 1989, e più di recente il grande Heath Ledger all’ultima interpretazione della vita, condita con l’oscar postumo nel finale della famosa trilogia di Nolan dedicata a Batman, “Il cavaliere oscuro”(lasciamo stare lo stranito Jared Leto di “Suicide Squad”). La domanda nasce spontanea, per dirla con Lubrano: “Phoenix è il miglior Joker di sempre?” Ebbene, probabilmente, la risposta è “sì”, anche se dovrebbe essere assai più articolata: Nicholson interpreta il Joker del “periodo camp” dei fumetti, quello scanzonato, saltimbanco e scherzoso, degli anni ’60, insomma quello visto pure nella famosa serie tv con Adam West con gli “sbam” e i “crash” a tutto schermo che abbiamo guardato tutti da piccoli. Heath Ledger era invece molto più vicino al Joker totalmente folle, nichilista e distruttore che si vede dagli anni ’80 in poi. Phoenix è, se possibile, un “misto” fra i due: nel senso che parte dal primo per arrivare al secondo e più in là.

Anche se in realtà il riferimento più preciso è alla famosa storia a fumetti che ha reso Joker Immortale: “Killing Joke” di Alan Moore dove venivano narrate le tragiche origini del personaggio. Qui e lì Joker è un prodotto dei mali che affliggono la società malsana di Gotham City/New York: bullismo, violenza, tragedie familiari, assenza di servizi sociali, gangsterismo imperante. Ma c’è di più: il messaggio è Gotham come “produttrice di Mostri”. Gotham con tutta la sua carica Oscura, come “produttrice di Joker(s)” (e più tardi di Batman, non a caso il “Cavaliere Oscuro” per antonomasia”). La storia è “basica”, il plot non troppo difficile: Arthur Fleck è un comico fallito pieno di problemi mentali, con una madre a carico allettata e malata che non sa come curare e che non sa come sbarcare il lunario.

La vita non è mai stata tenera con lui, ma ora si prepara ad essere ancora più matrigna e cattiva: angherie, licenziamenti e tragedie sopportate troppo a lungo, da una mente già instabile, porteranno al punto di rottura. Arthur Fleck sarà “IL JOKER”. L’alfiere del nichilismo definitivo, il Quinto cavaliere dell’Apocalisse (a proposito di “cavalieri oscuri”), il Boss di un esercito Anarchico di clowns votati alla distruzione. I rimandi sono facili: Soprattutto a “Taxi driver” e “Re per una notte” entrambi di Scorsese.

E non è un caso che Martin Scorsese sia pure produttore esecutivo del film. E non è un caso che in tutti e due i films di cui sopra recitava da protagonista Robert De Niro, che qui torna nei panni quasi dell’ “antagonista” del Joker. Un comico famoso e “arrivato” (De Niro, qui di nuovo bravo come ai tempi belli), contro uno con una Fame da Lupo cattivo ( Phoenix/Joker).

E non è un caso che qui De Niro vesta i panni che erano stati di Jerry Lewis in “ Re per una notte”, mentre i panni del De Niro di allora sono passati a Joaquin Phoenix, come un ideale passaggio del testimone tra i due. E allora se il film, pur violentissimo, granguignolesco e brutale,con uno stupendo montaggio, magnificamente fotografato e con una colonna sonora “da sturbo”, non è poi così sconvolgente sotto il profilo della trama e della innovatività ( miglior film dell’anno ? Non scontato…) allora dicevamo, plauso ESTREMO va a Joaquim Phoenix/Joker: uno psicopatico “da targa”. Come poche volte se ne sono visti al cinema. Disturbante, alienato, lisergico, scatenato.

Insomma un Phoenix semplicemente IMMENSO la cui interpretazione corre veloce verso l’Oscar come miglior attore nel prossimo Febbraio. “Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante” diceva Nietzsche, che non caso era un alfiere del nichilismo ! Ecco il Joker di Phoenix DANZA. Danza una danza macabra sulle note di una sinfonia di distruzione. Se avete stomaci forti non perdetevelo. Sennò state(vi) a casa.La sua incredibile risata isterica, folle e senza speranza potrebbe tormentarvi per anni.

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