Recensioni

Motherless Brooklyn – I segreti di una città di Edward Norton

Visti per noi - la recensione dei film di Giuseppe Christian Gaeta

Raffinato “noir” in cui Ed Norton dirige se stesso e un supercast di megastelle Hollywoodiane (oltre a se stesso, ci sono Willem Defoe, Bruce Willis e Alec Baldwin in scena) mettendo su schermo il famoso romanzo di Jonathan Lethem. Primi anni ’50 New York , esterno giorno. Nella “città che non dorme mai” opera Frank Minna (un buon Willis che comunque va appena al di là del cameo) a capo di un’agenzia investigativa, di cui fanno parte vari detectives privati salvati anni prima dallo stesso Minna dalle grinfie di un orfanotrofio in cui si praticava violenza sui minori.
Tra di loro c’è pure pure Lionel Essrog (un ottimo Ed Norton che sarà il protagonista della vicenda) afflitto dalla sindrome di Tourette che lo costringe a gridi, urla, spasmi e strane contrazioni mentre parla ma “in cambio” gli ha donato una memoria straordinariamente fotografica. Minna e co. vivono di espedienti e si arrabattono con storie di corna e piccole truffe per sbarcare il lunario a fine mese. Un giorno però Minna fiuta il “colpo grosso”, quello che può cambiare la vita, entra nel cd. “giro grosso”.
Ma le cose, naturalmente, non vanno come pensa. E allora toccherà a Lionel/Norton indagare in un mondo fatto di scandali edilizio-finanziari, di squali dell’alta finanza, di politici spietati, e di tutti quegli sporchi “segreti di una città” che danno il titolo italiano al film, per dare soddisfazione al suo antico benefattore. Con una mirabile ricostruzione minuziosa e certosina del periodo, Norton mette in scena un “Noir” coi controfiocchi, come non se ne vedevano da tempo: locali equivoci dei bassifondi “neri”, tensioni razziali al culmine, doppi e tripli giochi dei vari protagonisti, assassini e cattivi senza scrupoli, personaggi ambigui e “dossier confidenziali” segretissimi da ritrovare.
Per la perfezione del genere manca solo il bianco e nero, e il fumo dei tombini scoperchiati che su quello stesso sfondo, salga di notte verso il cielo di Brooklyn alle prime luci dell’alba (e forse la sagoma di Bogart sotto uno degli impermeabili dell’epoca), ma non si può avere tutto. Benedetto da una colonna sonora tutta “jazzata” davvero d’eccezione, si rifà a capodopera come “Tutti gli uomini del Presidente”, ma anche all’italianissimo “Le mani sulla città” di Rosi ! Con i suoi colpi di teatro a ripetizione, è un film che ci parla della “gestione” e della “prepotenza” del POTERE. Un “must” per tutti gli amanti del genere “Noir”, e anche per gli amanti del Jazz e del buon cinema. Sicuramente promosso.

 

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