Recenzioni

C’era una volta Hollwood by Quentin Tarantino

Visti per noi - la recensione dei film di Giuseppe Christian Gaeta

Nona fatica cinematografica del Mago Quentin (che già dal sottotitolo cita “8 e 1/2” di Fellini…) con un supercast stellare, come d’uopo (Leo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie e Al Pacino tra gli altri…).
Attesissimo al varco da fan e non. Diciamo subito che qui Quentin cambia (ma non del tutto) il suo stile. Perché questo non è un film iperadrenalinico, con sparatorie e morti a gogò (che comunque non mancheranno ….), ipercinetico e girato a 200 km/h. No, questo è un film SUL cinema.E’ cioè un film che ci rimanda tutto l’amore del regista sul FARE cinema. Sul “making of”…appunto.
E allora vedremo VALANGHE di citazioni da altri film (italiani e non), TONNELLATE di “dietro le quinte” di Hollywood, e CENTINAIA di riferimenti ad attori, fatti e personaggi della “Golden Age” della Mecca del cinema. Il film è molto lungo (2 e 41 minuti) e potrebbe mettere alla prova lo spettatore che non ama molto “l’orgia citazionista” di Tarantino… Siamo nel 1969 e Rick Dalton (un Di Caprio davvero sfavillante ! ) è un attore in lento declino: la sua carriera ha raggiunto l’apice qualche anno prima con i western e ora si trascina da una produzione all’altra senza una vera possibilità di riscatto.
Cliff Both (un ottimo Pitt) è la sua controfigura. Più che altro il suo “tuttofare”: oltre a sostituirlo in scene pericolose, gli fa da autista, gli aggiusta casa ecc.ecc…. e poi è suo grande amico. Però ha una pessima fama presso i produttori perciò, se non fosse per Dalton/Di Caprio farebbe fatica a lavorare. Un giorno in un bar l’agente Marvin Schwarz (un “gigionico” Pacino) sussurra a Dalton il modo per rilanciare la carriera….per l’intanto come vicini di casa, a “Cielo Drive” Dalton si è visto spuntare un giorno nientedimeno che Roman Polanski e Sharon Tate (una Margot Robbie MAGNIFICA…le cui gambe da sogno sono trasformate da Tarantino nelle vere protagoniste delle scene che la riguardano…).
Mentre nei dintorni si aggira Charles Manson con la sua tristemente nota setta di assassini….di qui tutta una tirata di Tarantino in cui il regista per oltre 2 ore da sfogo al suo grande amore per la Settima arte per poi arrivare a un finale….Tarantiniano. Certo non il miglior film di Tarantino, ma come “saltare” un film del Genio? Per noi italiani poi, con tutte quelle citazioni dei nostri B-movie sarebbe doppiamente peccato. Per Tarantiniani doc e citazionisti alla “Nicola Palumbo/Stefano Satta Flores” di “C’eravamo tanto amati” (che poi volendo continuare il gioco delle citazioni altri non era che la trasposizione cinematografica fatta da Ettore Scola del suo amico irpino Camillo Marino…) .

 

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