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La Magia delle Notti di Champions

Corner : Il calcio visto e raccontato dalla penna di Maurizio Longhi

Turno di Champions favorevole alle italiane, dispiace solo per l’Atalanta che ha dovuto subire l’onta di un pokerissimo in casa del Manchester City. Partiamo proprio dalla Dea, per la quale era un sogno giocare sul campo dei campioni della Premier, un vanto di cui essere orgogliosi e frutto di un’annata, quella scorsa, da applausi per non dire da leggenda. La sconfitta era anche da mettere in preventivo, ma ci vuole pur sempre una dignità anche nel soccombere, la verità è che la squadra di Gasperini deve ammettere tutta la propria inadeguatezza a questi livelli.

Lo si era capito già dall’esordio choc, con la Dinamo Zagabria che aveva asfaltato un’Atalanta timida e spaurita. Vanno bene tutte le giustificazioni, la più ricorrente delle quali rimanda all’inesperienza, ma non ci si deve trincerare dietro di essa. Si dirà che qualche anno fa l’Atalanta lottava per non retrocedere mentre adesso si trova in Champions, nel 2011 anche il Napoli di Mazzarri non aveva esperienza nella vecchia Coppa dei Campioni e andò ad impattare, meritando addirittura qualcosa in più, contro un Manchester City altrettanto mostruoso. I Citizens in quella stagione vinsero la Premier ma furono eliminati in Europa da una squadra, come quella partenopea, che qualche anno prima non lottava per la permanenza in A, addirittura militava in categorie inferiori. Questo per dire che uno giustificazionismo esasperato può apparire fuori luogo se non addirittura controproducente, farebbe bene Gasperini ad ammettere quanto ci si senta dei lillipuziani nella più prestigiosa competizione europea.

Vittoria non entusiasmante della Juventus in casa contro la Lokomotiv Mosca. I russi conducevano le operazioni con un gol di vantaggio fino ad un quarto d’ora dalla fine prima che salisse in cattedra Dybala e, con una doppietta, ribaltasse il risultato. Una Juventus che è stata definita allegriana per come ha ottenuto i tre punti, sicuramente non si è visto un gioco esaltante, ma va detto che aggiudicarsi l’intera posta in palio anche in serate che sembrano storte, può riuscire solo alle grandi squadre. Relativamente al girone, si sapeva che Madama avrebbe avuto vita facile, è vero che c’è un cliente ostico e rognoso come l’Atletico Madrid, ma si è troppo superiori rispetto alle altre due squadre, Bayer Leverkusen e Lokomotiv Mosca. Complimenti alla Joya che, pur inserito in lista di sbarco in estate, sta dimostrando di poter essere decisivo sia in campionato che in Champions.
Partita pirotecnica e piena di colpi di scena alla Red Bull Arena tra Salisburgo e Napoli. Gli uomini di Ancelotti erano attesi da una prova di forza in casa di una squadra scatenata nel proprio catino, tra l’altro inviolato da ben tre anni. Una squadra, quella allenata da Marsch, che nei primi due turni aveva preso a pallonate il Genk (perforato sei volte) e rimontato uno svantaggio di tre gol in casa dei campioni d’Europa in carica del Liverpool. Anche lo scorso anno, in Europa League, il Napoli aveva potuto testare l’alchimia della Red Bull Arena, fortunatamente la qualificazione era stata ipotecata all’andata, altrimenti sarebbero stati dolori.

La prestazione non è stata trascendentale, soprattutto nel primo tempo quando, dopo il vantaggio di Mertens (autore di un bellissimo gol con cui ha eguagliato il record di Maradona), la squadra ha lasciato troppa iniziativa ai padroni di casa pervenuti al pari con un rigore trasformato da Haaland per un generoso regalo di Malcuit. Impressionante la forza fisica del centravanti norvegese, tra l’altro classe 2000, facile pensare che su di lui si fionderanno i club europei più prestigiosi per accaparrarsi un gioiellino con le stigmate del predestinato. Sempre lui aveva siglato il momentaneo 2-2 dopo il secondo vantaggio azzurro sempre ad opera di Mertens, che in una serata ha raggiunto per poi superare il record di gol del Pibe de Oro, sicuramente non dimenticherà facilmente l’Austria. A decidere la sfida è stato il capitano, quell’Insigne partito ancora una volta dalla panchina ma che è entrato per essere protagonista e ci è riuscito, andando ad abbracciare Ancelotti smentendo tutte le voci di un pessimo rapporto tra i due.

Successo fondamentale anche dell’Inter, che si è imposta 2-0 a San Siro contro il Borussia Dortmund. Proprio sui tedeschi la squadra di Conte deve fare la corsa per alimentare la speranza di accedere agli ottavi, ragion per cui sarà quasi decisiva la trasferta di Dortmund, da affrontare con lo stesso approccio con cui si è andata al Camp Nou a tenere testa ai campioni blaugrana. Ancora sugli scudi Lautaro Martinez, avvio di stagione straordinario per lui che si candida ad essere un perno dell’Inter, a maggior ragione adesso con Sanchez costretto ai box. Sembra un nuovo giocatore anche Candreva, che ha sentenziato i gialloneri con il gol che ha chiuso la partita e regalato tre punti d’oro ad una Inter in piena corsa per superare un girone tostissimo. Si pensava che l’Inter, per tenere il passo della Juve in campionato, pagasse dazio in Europa, mister Conte non ci sta e ha caricato da par suo la squadra perché azzannasse il Borussia Dortmund in modo da potersela giocare in terra tedesca con personalità e consapevolezza. C’è stata anche una buona dose di sofferenza, ma saper soffrire è una qualità che esalta le squadre di Conte e, tra l’altro, è essenziale per sperare in un cammino lungo e soddisfacente in Champions, dove si affrontano avversarie fameliche e di alto rango.

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