RubricheSport

La magia delle Notti di Champions

Corner : Il calcio visto e raccontato dalla penna di Maurizio Longhi

Chi ha perso delle opportunità, chi le ha sfruttate e chi ha salvato la dignità. L’Atalanta formato Champions,dopo tre turni disastrosi, ha mantenuto alta la dignità impattando in casa contro la corazzata Manchester City. Sicuramente il punto non rimette gli orobici in carreggiata per la qualificazione, servirebbe un miracolo sportivo di quelli epici, considerando anche che Guardiola, una volta ottenuta la certezza del passaggio del turno, suggerisce alle sue squadre di non giocare, lo sa bene proprio lo Shakhtar che ha beneficiato due anni fa della generosità del tecnico spagnolo.

Al di là di quello che succederà negli ultimi due turni, l’Atalanta ha giocato con grande orgoglio al cospetto dei campioni della Premier, era ciò che andava fatto dopo i troppi gol incassati nelle prime tre giornate e il senso di inadeguatezza affiorato. La Juventus ha sfruttato la possibilità di guadagnarsi gli ottavi con due turni di anticipo e l’ha fatto battendo la Lokomotiv Mosca al fotofinish. Così come all’andata, anche al ritorno la compagine russa ha creato problemi ai bianconeri. Se due settimane fa era servito il miglior Dybala, che con una doppietta ribaltò lo svantaggio iniziale, in terra russa il protagonista è stato Douglas Costa che, con una magia a tempo quasi scaduto, ha regalato ai suoi tre punti importanti.

Non brilla questa Juventus ma riesce sempre a prevalere, iniziano ad essere diverse le gare risolte a recupero inoltrato, se da un lato si può pensare ad un pizzico di buonasorte, dall’altro va detto che lo riescono a fare solo quelle squadre che non mollano mai e ci credono fino alla fine. Non ha sfruttato la possibilità il Napoli, che battendo il Salisburgo avrebbe brindato agli ottavi. Si era messa male la gara contro gli austriaci con il rigore realizzato dal solito Haaland dopo poco più di dieci minuti, gli azzurri hanno avuto il merito di reagire immediatamente trovando, però, il pari solo alla fine della prima frazione con Lozano.

Tanto criticato il messicano a causa di prestazioni decisamente opache, ma nel momento più delicato è stato lui a trovare il guizzo giusto per evitare un’altra serata di ombre e fantasmi. Nella ripresa, il risultato non s’è più schiodato, ora il Napoli dovrà andare prima ad Anfield per poi attendere il Genk in casa, basterebbe una sola vittoria per superare il girone, solo che questa squadra, nel caos che si trova a vivere, farebbe fatica ad imporsi anche contro un’avversaria di categoria inferiore. Per questo non è detto che la qualificazione sia ipotecata, il Napoli dovrà ancora sudare visto che il Salisburgo, in teoria, ha sei punti assicurati: tre nella prossima gara con il Genk e altrettanti all’ultima giornata contro un Liverpool già qualificato.

Continua a tenere banco in casa Napoli la questione relativa all’ammutinamento dei giocatori che si sono ribellati al ritiro imposto dalla società. Una decisione d’imperio che ha contrariato anche i tifosi, i quali, nell’allenamento al San Paolo con porte aperte per gli abbonati, hanno manifestato il loro dissenso prendendo di mira giocatori e presidente. Una situazione già tesa che rischia di precipitare ulteriormente.  Inter dalla doppia personalità in casa del Borussia Dortmund. Squadra disinvolta e autorevole nel primo tempo, chiuso in vantaggio di due gol, spaurita e imbolsita nella ripresa, da 0-2 a 3-2.

Una differenza di atteggiamento troppo marcata tra un tempo e l’altro, una sconfitta che può pesare cara nell’economia della classifica finale. Anche in questo caso, è passato in secondo piano quanto successo sul rettangolo di gioco, nella fattispecie per le dichiarazioni velenose rilasciate da Conte a fine gara. Il tecnico salentino, visibilmente amareggiato e poco ciarliero, si è lanciato in un attacco durissimo nei confronti della dirigenza imputandole scarsa presenza nonché la colpa di non avergli messo a disposizione una rosa adeguata. In questi casi, è il timoniere che ci mette la faccia e si assume la responsabilità degli errori commessi, un allenatore dalla mentalità vincente come Conte dovrebbe saperlo. Così come dovrebbe sapere che scaricare le responsabilità agli altri delegittimando la società per cui lavora e da cui riceve uno stipendio faraonico, rivela frustrazione e immaturità.

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close